1989/2009 Le basi della libertà

"Qui c´era praticamente tutto, tranne la libertà".

Marcelo Araujo, direttore del museo Estação Pinacoteca do Estado de São Paulo e responsabile del progetto museale Memorial da Resistência São Paulo (Monumento alla memoria della Resistenza di San Paolo). © Pinacoteca do Estado de São Paulo Intervista a Marcelo Araujo, direttore del museo "Estação Pinacoteca do Estado de São Paulo" e responsabile del progetto museale "Memorial da Resistência São Paulo" (Monumento alla memoria della Resistenza di San Paolo).

Il ventesimo anniversario della caduta del Muro in Germania e i festeggiamenti per il cambio di denominazione del "Monumento alla memoria" nella Estação Pinacoteca do Estado de São Paulo, i primi e unici monumenti commemorativi della dittatura militare in Brasile, furono l´occasione per uno scambio tra esperti sui diversi progetti di commemorazione dei due paesi.

Ulrike Prinz: Quali furono le riflessioni che portarono alla ridenominazione del monumento alla memoria e cosa si è cercato di smuovere in questo modo?

Marcelo Araujo: Il cambio di denominazione era stato richiesto dai prigionieri politici di allora, che non volevano accettare il nome "Monumento alla memoria della libertà" per un luogo in cui erano state compiute così tante nefandezze: "Qui c´era praticamente tutto, tranne la libertà". Inoltre era soprattutto un luogo della Resistenza, e quindi dietro questa proposta c´era anche il gruppo dei collaboratori. Da qui la scelta di cambiare il nome.

Il monumento alla memoria lavora su tre temi principali: sul controllo, sulla repressione e sulla resistenza, non soltanto sotto regimi autoritari, ma anche in tempi democratici. Abbiamo l´ambizione di richiamare alla memoria queste domande tramite un lavoro culturale e pedagogico sistematico e di contribuire alla costruzione di una cittadinanza consapevole e critica. È fondamentale pensare al nostro tempo, pensare a come possiamo concorrere a far rispettare i principi fondamentali dell´uomo e come tali valori, come l´attenzione all´alterità, l´esercizio della democrazia e la pratica della solidarietà, possano contribuire a evitare che le crudeltà compiute dai regimi autoritari si possano ripetere.

Nell´era Vargas (1930–1954) e durante la dittatura militare (1964–1985) gli spazi della Estação Pinacoteca furono utilizzati come celle di reclusione. Questo luogo acquisisce quindi un alto valore non solo simbolico dove i visitatori possono direttamente esperire il passato. Questa immediatezza, questo vivere nel presente il tempo passato, aiuta a tenere sveglia la memoria collettiva?

Cella. © Pinacoteca do Estado de São PauloIo sono dell´idea che sì, è così, e anche per questo motivo è particolarmente importante mantenere luoghi della memoria come questi. Abbiamo più volte osservato che da un lato, coloro che hanno lottato e continuano a lottare, si sentono legittimati nei loro valori, dall´altro la storia diventa più concreta e tangibile per i più giovani e anche per coloro che giovani non sono più, ma non hanno vissuto questo periodo o non hanno sofferto direttamente delle conseguenze, soprattutto della dittatura militare.

"Solo la verità ci rende liberi", afferma Joachim Gauck, responsabile della documentazione della Stasi in Germania. Per questo sarebbe necessario consentire il libero accesso agli archivi segreti, che però in Brasile sono e restano sotto chiave. Come si svolge concretamente il suo lavoro al museo rispetto alla ricostruzione del passato e alla ricerca ancora incompiuta della verità e della giustizia?

Noi lavoriamo soprattutto con documenti e oggetti provenienti dall´archivio dell´ufficio dell´Ordinamento sociale e politico dello stato di San Paolo (il Deops/SP) che si trova sotto la sorveglianza dell´Archivio pubblico dello stato di San Paolo, con cui il monumento alla memoria coopera. Questi documenti costituiscono la base sia per la mostra permanente sia per le mostre temporanee e si trovano nel Centro bibliografico. Anche l´ufficio dei servizi pedagogici del monumento alla memoria si serve di questi materiali per le visite guidate con le classi o con i gruppi spontanei e ha preparato materiali didattici di riferimento per trattare di argomenti sul tema durante le lezioni. Questi supporti didattici partono dalla lettura dei documenti che trattano dei tre concetti menzionati prima. Tutte queste azioni contribuiscono a creare la consapevolezza della necessità di rendere accessibili tutti gli archivi nella loro interezza, in modo che la verità venga alla luce e si possa rendere giustizia. Anche le indicazioni scritte sul libro dei visitatori, i commenti ricevuti sui fogli di valutazione e le nostre chiacchierate con i visitatori l´hanno confermato.

Quali nuovi approcci alla rielaborazione artistica del passato esistono in Brasile?

Corridoio/Lucernario. © Pinacoteca do Estado de São PauloPenso che i contributi più significativi provengano dalle arti visuali, dalla cinematografia, dal teatro e soprattutto dalla letteratura. Vediamo sforzi notevoli da parte di ricercatori e uomini perseguitati dal regime militare, tra cui molti prigionieri politici di allora. E il monumento alla memoria promuove numerose manifestazioni che si servono di tutti gli strumenti artistici sopra citati, come ad esempio letture sceniche, proiezioni, presentazioni di libri e seminari, in cui è sempre previsto un momento di confronto. In questo contesto va sottolineata in particolare la collaborazione con il gruppo di lavoro addetto alla conservazione del pensiero politico presso il Forum Permanente degli ex prigionieri e perseguitati politici dello Stato di San Paolo che collabora con noi fin dall´inizio, fin da quando il monumento alla memoria è stato ideato.

Ulrike Prinz
ha condotto l´intervista. È esperta di scienze culturali e redattrice della rivista "Humbold".

Traduzione: Matrix Communications AG
Copyright: Goethe-Institut e. V., Online-Redaktion
Dicembre 2009

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