Troverete i risultati dei singoli Paesi pubblicati in tedesco e nella rispettiva lingua nazionale.

    Lo sguardo degli altri

    La verità si trova sempre negli occhi dell’osservatore: ecco cosa i tedeschi possono imparare su sé stessi, osservando la Germania dal punto di vista dei propri vicini. di Eckhard Fuhr (DIE WELT)

    Il Goethe-Institut, impegnato da sessant’anni ormai nella promozione di un’immagine rispettabile, democratica, cosmopolita e culturalmente viva della Germania nel mondo, ha chiesto a 18 Paesi europei, come sia la Germania vista dall’estero. Chi, per la troppa vicinanza, non è più sensibile al fascino del proprio Paese, dovrebbe osservarlo da fuori, attraverso questo specchio di sguardi appassionati.

    Non sembra appartenere a questo mondo la Germania emersa dal sondaggio - un Paese governato da una coppia d’eccezione come Johann Wolfgang von Goethe e Angela Merkel. Per la gran parte degli intervistati, infatti, sono loro i “tedeschi più illustri”. Mente e potere finalmente riconciliati, se non addirittura uniti in matrimonio. L’illustre coppia si mostra perlopiù in compagnia di un genio barbuto dagli arruffati capelli riccioluti chiamato Albert Einstein. Anche il riformatore Martin Lutero fa parte dell’entourage più stretto. Seguono Beethoven e Bismarck, Bach, Willy Brandt e Adenauer che contribuiscono a dare un volto e una voce alla nazione. Ah sì, a fare capolino c’è persino Adolf Hitler per dimostrare come, anche nella tragedia, si possa essere importanti.

    Nel bosco incantato dell’animo tedesco

    Il Goethe-Institut ha anche chiesto quale fosse il miglior libro, il miglior film, il più bel brano musicale (si noti la sottile differenza) e l’edificio più significativo. Il “Faust” di Goethe, il “Tamburo di latta” di Günter Grass e le favole dei Fratelli Grimm sono i libri tedeschi per antonomasia. Chi li legge, penetra il bosco incantato dell’animo tedesco. Musicalmente parlando, sono diversi nove a dare il tempo con la 9. Sinfonia di Beethoven e i 99 Luftballons di Nena. Eseguiti i due brani, riecheggia, sommessa e consolante, dalle profondità del sentimento romantico la Sonata Chiaro di luna, che si aggiudica il terzo posto della classifica.

    Dove è situata questa Germania dei suoni e delle voci? A Berlino, dove peraltro sono ambientati i tre film più citati nel sondaggio, ovvero: “Le vite degli altri”, “Goodbye Lenin” e “Il cielo sopra Berlino”. Ma Berlino è soprattutto la città della Porta di Brandeburgo, che conduce la classifica degli edifici più significativi. E la caduta del Muro di Berlino è considerata l’evento più importante della storia tedesca, seguito dalla Seconda Guerra Mondiale e la Riforma.

    Sgradevoli crauti

    Esiste qualcosa da eccepire sulla Germania? Le risposte alla domanda “Cos’è che non vi piace affatto della Germania?” sono per il patriota tedesco un po’ una stretta al cuore. A far male non sono tanto le caratteristiche comunemente attribuite ai tedeschi come l’arroganza, la pedanteria o la mancanza di spontaneità. Quelle si possono anche accettare.

    A sollevare forti obiezioni è piuttosto il fatto che sia proprio la cucina tedesca a guidare la classifica del malcontento. Questo perché negli ultimi anni, in nessun altro settore come in quello dell’arte culinaria la Germania ha scoperto o riscoperto con altrettanto entusiasmo qualità nascoste o dimenticate della propria tradizione. Pensate solo a tutto quello che oggi gli chef del Paese preparano con le salsicce e gli aspic, con i cavoli, le rape e, non da ultimo, con i crauti! La cucina tedesca e la sua fama – ormai l’una non ha più nulla a che vedere con l’altra. Per il Goethe-Institut si apre così un nuovo vasto campo d’attività sinora imperdonabilmente trascurato.

    Karl Marx, Karl May e i tasselli tedeschi

    Raffrontando i risultati emersi dai singoli Paesi partecipanti, ci si accorge con stupore quanto poco l’immagine che si ha della Germania in Francia diverga da quella della Bielorussia, quella della Gran Bretagna da quella della Lettonia. Alcune eccezioni vanno da sé: in Greci, ad esempio, non collocano Angela Merkel ai primi posti della classifica dei personaggi più importanti della Germania, ma ben più in dietro o addirittura nella classifica delle cose spiacevoli del Paese. L’originalità della Grecia si ravvisa anche nel fatto che sia una delle poche nazioni europee a dare ancora importanza a Karl Marx. L’unico altro Paese è l’Italia, dove Marx ricopre il settimo posto nella classifica dei personaggi più importanti.

    Le nazioni più piccole contribuiscono con sorprendenti sfumature all’immagine che l’Europa ha della Germania. Prendiamo la Lettonia. Nella miriade di rivoluzionarie invenzioni tedesche che vanno dalla stampa a caratteri mobili all’automobile e al computer, un lettone non si è dimenticato di una piccola innovazione tecnica: secondo lui, dunque, la più importante invenzione tedesca è “senza dubbio il tassello”.

    Il tassello sta ai lettoni, come Karl May agli slovacchi. Benché l’autore non riesca a classificarsi fra i primi dieci personaggi più significativi o fra i migliori libri, le riduzioni cinematografiche di Winnetou per la regia di Harald Reinl con Lex Barker e Pierre Brice si classificano per lo meno fra i film al terzo posto dopo “Goodbye Lenin” e “Le vite degli altri”. E’ bene ricordarsi, che prima del Nuovo Cinema Tedesco esisteva già una cinematografia tedesca, peraltro di discreto successo.

    Lo sguardo degli altri

    E’ così, dunque, osservandola attraverso gli occhi dello straniero, dell’ospite, del visitatore, che s’impara a riscoprire e apprezzare la propria vecchia patria. Certo, chi ha partecipato al sondaggio del Goethe-Institut potrebbe essere accusato di provare una certa simpatia di fondo o comunque di nutrire un interesse superiore alla media nei confronti della Germania. Ma, a cosa serve chiedersi quanto rappresentativo sia questo sondaggio o quanto attendibile sia la sua portata empirica? Il Goethe-Institut non si aspira a condurre empirici studi sociologici. Il sondaggio e i suoi risultati sono soprattutto un modo per stimolare, anche in Germania, la discussione e la riflessione sul Paese. Quella percezione nervosa, esagerata e facilmente irritabile, che i tedeschi hanno di loro stessi potrà placarsi alla luce di questo sondaggio. Perché la Germania risplende più di quanto i tedeschi non credano.

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    Il presente testo è la versione ridotta dell’articolo pubblicato il 1 maggio 2011 sul quotidiano WELT AM SONNTAG. Per leggere l’intero articolo cliccate qui.