Calendario iniziative

L'immagine come ambiente culturale

Ciclo di conferenze
5 dicembre 2014 – 20 aprile 2016
Sedi diverse
Torino
Ingresso libero
Traduzione simultanea
Info: tel. +39 011 543 830
schladen@turin.goethe.org
Pitture rupestri nella Cueva de las Manos, Argentina
Da quando esistono il 3D e la playstation siamo abituati a lasciarci influenzare dall’immagine e a riconoscere il suo potenziale performativo. Ma sin dalla preistoria l’immagine svolge, quasi per una necessità antropologica, un ruolo attivo nella configurazione del mondo in cui viviamo, agendo non solo come rappresentazione ma anche come forza creatrice: nell’arte, nella religione, nelle scienze così come nel diritto, nella politica, nelle guerre, nella sfera pubblica in generale e sempre di più nei media e nella pubblicità. Oggi questo ruolo è divenuto semplicemente più evidente e potente.

Tre grandi storici dell’arte e un artista che nella sua opera ha riflettuto molto sull’immagine come ambiente culturale indagano uno dei fattori più influenti della cultura contemporanea, ricollocandolo nella sua dimensione storica e interdisciplinare.
 
Programma
05.12.2014
ore 15
Salvatore Settis:
Salvatore Settis è stato direttore della Scuola Normale di Pisa e del Getty Research Institute di Los Angeles. Attualmente è Presidente del Comitato scientifico del Louvre. I suoi ambiti di ricerca spaziano dalla storia dell’arte antica e post-antica alla politica culturale. Fra le pubblicazioni recenti spiccano Azione popolare. Cittadini per il bene comune e Se Venezia muore, uscite presso Einaudi nel 2012 e nel 2014.

Laocoonte tra morfologia e storia
(Abstract)
Salvatore Settis
Laocoonte tra morfologia e storia


Dalla sua riscoperta il 14 gennaio 1506, il Laocoonte, anche perché subito riconosciuto come opera lodata da Plinio e già nelle collezioni dell'imperatore Tito, è stato fra le statue più famose dell'antichità, suscitando una messe di studi storici volti a indagarne la cronologia, l'attribuzione, la natura (originale o copia?), il significato storico e storico-artistico, la committenza, lo stile, il rapporto con le narrazioni letterarie del mito, specialmente Virgilio. Ma la potenza di questa immagine di un pater dolorosus che perisce insieme ai figli sotto il morso dei serpenti (o del Fato) ne ha fatto, anche, una sorta di icona linguistica, una formula riassuntiva del pathos o del dolore. Perciò esso fu tra le più evidenti Pathosformeln secondo la concezione di Aby Warburg, e più tardi additato da Leopold Ettlinger come Exemplum doloris; perciò si discusse, anzi si discute ancora, sull'articolazione del dolore di Laocoonte (sta gridando, o no?). Che cosa può – dunque – prestarsi a rappresentare la formula Laocoonte? Solo il dolore, o anche il piacere? Solo la morte, o anche la passione politica? E in che misura è viva e utilizzabile oggi questa formula espressiva? Come "regge" all'impatto con culture da noi lontanissime, per esempio la Cina o il Giappone? Come l'abbiamo, "noi" e "gli altri", trasformata nel tempo?

Conferenza nell’ambito delle Caligara Lectures
Moderano Rinaldo Bertolino e Federico Vercellone
Saluti di Gianmaria Ajani

Università degli Studi di Torino
Aula Magna del Rettorato
Via Verdi 8
15.01.2015
ore 17:30
Michelangelo Pistoletto:
Michelangelo Pistoletto, animatore e protagonista del movimento artistico Arte povera, espone nelle più importanti gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. È ideatore del progetto Cittadellarte a Biella, che ha lo scopo di ispirare e produrre una trasformazione responsabile nella società attraverso idee e iniziative. Tra le sue pubblicazioni più recenti Omniteismo e Democrazia, uscita per Cittadellarte Edizioni nel 2012.

Terzo Paradiso
(Abstract)
Michelangelo Pistoletto
Terzo Paradiso


Il Terzo Paradiso, anche titolo della più recente fase di lavoro dell’artista, è la fusione tra il primo ed il secondo paradiso. Il primo è il paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall'intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Il progetto del Terzo Paradiso, raffigurato simbolicamente da una riconfigurazione del segno matematico dell'infinito, consiste nel condurre l'artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l'arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra.

Moderano Gianmaria Ajani e Federico Vercellone

Università degli Studi di Torino
Nuova Aula Magna della Cavallerizza Reale
Via Verdi 9
21.04.2015
ore 17:30
Horst Bredekamp:
Horst Bredekamp © Barbara Herrenkind Horst Bredekamp, insegna storia dell’arte presso la Humboldt-Universität di Berlino. Tra i maggiori storici dell’arte in Germania, è portavoce del progetto di ricerca Immagine Sapere Gestaltung. Un laboratorio interdisciplinare. Bredekamp indaga temi di iconoclastia, iconografia politica, arte e tecnica dei nuovi media. La sua più recente pubblicazione in Italia, Nostalgia dell’antico e fascino della macchina. La storia della Kunstkammer e il futuro della storia dell’arte, è uscita per Il Saggiatore nel 2007.

L’origine del Bildakt/atto iconico. Considerazioni sull’arte della preistoria
(Abstract)
Horst Bredekamp
L’origine del Bildakt/atto iconico. Considerazioni sull’arte della preistoria


Ogniqualvolta si rifletteva sull’arte della preistoria, per ultimo nella grande esposizione londinese sull’arte nell’era glaciale, si faceva riferimento al paragone con le forme della modernità classica. La questione da porsi è se si tratta meramente di un approccio anacronistico o se si possono trovare aspetti metodici in comune. Inoltre si intende definire l’origine di quello che si può definire “differenza iconica” e “atto iconico”.

Modera Federico Vercellone
Saluti di Roberta Canu

Goethe-Institut Turin
Piazza San Carlo 206
20.04.2016
ore 18:30
W. J. T. Mitchell:
W. J. T. Mitchell © Domenico Aronica W. J. T. Mitchell, studioso e teorico di media, arti visive e letteratura, esplora nei suoi studi la cultura visiva e l’iconologia dei media. È professore di letteratura inglese e di storia dell’arte alla University of Chicago. Seeing through Race, uno dei suoi ultimi lavori, è uscito per la Harvard University Press nel 2012. Nello stesso anno è stato pubblicato in Italia per La casa Usher Cloning terror. La guerra delle immagini. Dall’11 settembre a oggi.

Method, Madness, and Montage
(Abstract)
W. J. T. Mitchell
Method, Madness, and Montage


Le immagini non esistono soltanto in ambienti quali musei, libri e schermi pubblicitari. Diventano anche ambienti a sé stanti, creando un ambiente spettacolare di immagini, testi e schermi che costituiscono un mondo di attività di immagine. Come “ambienti funzionanti” vanno dal Bilderatlas di Aby Warburg, passando per il Musée Imaginaire di André Malraux, fino alle “situation room“ militari e alle bacheche forensi nei gialli e film di spionaggio. Sconfinando in una specie di iconomania, la “parete di immagini” è una forma di collage metodicamente motivata che civetta con la follia. Verranno trattati esempi dalla storia, dal cinema e dalla scienza forense.

Introduce Carolyn Christov-Bakargiev, direttore GAM
Moderano Danilo Eccher e Federico Vercellone

La conferenza apre il ciclo GAM Atti discorsivi.

Sala Conferenze GAM
Corso Galileo Ferraris 30


Il ciclo di conferenze è una collaborazione fra Goethe-Institut Turin, Fondazione Franco e Marilisa Caligara per l’alta formazione interdisciplinare, GAM Galleria civica d’Arte moderna e contemporanea, Centro interuniversitario di ricerca sulla morfologia Francesco Moiso e Centro studi filosofico-religiosi Luigi Pareyson.

Ringraziamo la Compagnia di San Paolo per il contributo.
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