Fiera del libro per ragazzi Bologna 2016

Fuga ed estraneità – Quando il libro illustrato racconta con tatto ma senza abbellire la realtà



I nuovi libri illustrati sul mercato editoriale tedesco avvicinano i bambini ai temi dei rifugiati, della guerra e della xenofobia

A casa le loro vite non sono più al sicuro, questo è assodato. Per quanto le loro origini e le sorti individuali possano essere diverse, si ritrovano e si mettono in marcia. La situazione di partenza di una delle fiabe tedesche più note tra quelle dei Fratelli Grimm, I musicanti di Brema, ricorda il destino che oggi unisce decine di migliaia di rifugiati e a loro ben si adattta anche il motto che nella versione dei Grimm recita l'asino e però in molte versioni successive per bambini viene invece a mancare: "Dappertutto troveremo qualcosa di meglio della morte".

Fuggire, essere cacciati, viaggiare in maniera non prevedibile sono tematiche ricorrenti nelle fiabe dei Grimm, ma per quanto alcune motivazioni possano essere chiare nel contesto delle sfide sociali dei nostri tempi, per affrontare argomenti tanto grandi e complessi nella prima infanzia è opportuno utilizzare i libri che oggi offre il mondo editoriale. Le case editrici tedesche, infatti, hanno pubblicato una serie di libri illustrati che trattano i temi della fuga e dell'estraneità fornendo l'occasione di parlarne con i bambini e agevolando la comprensione del fenomeno, nel migliore dei casi per entrambe le parti: quella dei fuggitivi, ma anche quella di chi assiste al loro arrivo.

Un gioco poetico con parole straniere

Nel libro illustrato Am Tag, als Saída zu uns kam (Il giorno in cui arrivò Saída), di Susana Gómez Redondo, illustrato da Sonja Wimmer e uscito a febbraio 2016 presso l'editore Peter Hammer, una ragazzina vivace ed esuberante racconta dell'arrivo dal Marocco di una sua coetanea triste e silenziosa. "Il giorno in cui arrivò Saída capii subito che le avrei voluto bene", dichiara nelle prime pagine, e poi si rende conto che la sua nuova amica non è proprio muta: "Forse non voleva parlare nella sua lingua perché diversa dalla nostra". Le due ragazzine cominciano a indicare gli oggetti e a dirne il nome, imparano l'una dall'altra, la nuova amica è incuriosita dalle lettere arabe, dalla scrittura e dal suono di questa lingua e l'esplorazione reciproca diventa un gioco poetico di immagini sognanti e traboccanti di parole e segni che avvicinano sempre più l'una all'altra. Quanto può essere facile e bello superare l'estraneità quando si capisce subito che ci si vorrà bene!

Xenofobia illustrata a tinte fosche

Dove si può arrivare quando già si sa di voler respingere il nuovo arrivato, e possibilmente subito? Ce lo racconta Armin Greder nel suo libro illustrato Die Insel (L'isola), pubblicato per la prima volta nel 2002 e recentemente ristampato presso il Sauerländer Verlag. L'uomo approdato in spiaggia con la sua zattera "non è come loro". Gli abitanti dell'isola lo vedono subito perché è nudo. Il pescatore sa che l'uomo in mare rischia la morte, perciò qualcuno lo tira su, ma altri uomini grassi e rabbiosi si lanciano contro il naufrago con scope, rastrelli e forconi. È questa l'accoglienza che gli riserva un mondo in cui all'estraneo non si può dare più di una stalla e cibo per maiali, e nonostante tutto la paura è talmente tanta che dopo essersi aizzati gli uni contro gli altri tutti decidono che la cosa migliore è rimettere l'uomo sulla sua zattera e rispedirlo in mare. Una storia illustrata a tinte fosche con un chiaro messaggio per i bambini in età prescolare su che cos'è la xenofobia e quanto poco ha a che fare con l'estraneo in sé.

La difficoltà di ricominciare

Il messaggio di Bestimmt wird alles gut (Di sicuro si sistemerà tutto) di Kirsten Boie, pubblicato a gennaio 2016 presso Klett Kinderbuch, porta speranza già nel titolo ed è proprio la speranza ad animare tutta la storia di Hassan e Rahaf, fratello e sorella di nove e dieci anni. Che la loro vita alla fine volgerà al meglio, anche se ancora di fatto non è migliorata, è il messaggio dell'autrice, che si esprime con tatto ma senza abbellire la realtà: pur risparmiando ai due eroi e ai suoi piccoli lettori scene di morte, devastazioni di bombe in città desolate, naufraghi o pericolose traversate del Mediterraneo, mostra chiaramente ciò che i rifugiati si lasciano alle spalle e ciò che li attende al loro arrivo in Europa. Dopo tre mesi in un campo di accoglienza, i bambini vengono separati dai loro nuovi amici; in classe alcune bambine si avvicinano con curiosità a Rahaf ma a causa della barriera linguistica perdono rapidamente l'interesse per la ragazzina siriana; la speranza del padre di poter ricominciare come medico in Germania non si avvererà fino alla fine e la famiglia si dividerà ancora in sei una stanza da tre in un container. Ma quando il padre assiste a un incidente per la strada, sarà lui ad accorrere e a dimostrare cosa sa fare prima dell'arrivo dei medici.

La metà inferiore di ogni pagina del libro riporta la traduzione in arabo della storia e alla fine si trovano le prime parole e frasi in entrambe le lingue, da "come ti chiami?" a "ti va di..." o "vuoi essere mio amico?", ma anche "lasciami in pace!" e "non mi va!". Bestimmt wird alles gut, quindi, non racconta solo il nuovo inizio in un Paese estraneo, ma riesce anche ad agevolarne il processo.
Fridtjof Küchemann
è redattrice della terza pagina della versione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Traduzione: Caterina Decorti
Copyright: Goethe-Institut e. V., Redazione internet
Marzo 2016

Avete domande su quest'articolo? Scriveteci!
internet-redaktion@goethe.de

     

    Via! Fotografia di strada da Amburgo a Palermo

    52 settimane, 10 prospettive, 2 nazioni: 5 fotografi di strada dall’Italia e 5 dalla Germania osservano per un anno la vita quotidiana nel loro Paese e la raccontano in un blog.