Innocenti, Roberto

Roberto Innocenti (1940): solo per immagini

Roberto Innocenti si muove attorno ai libri con le figure, con immutato spirito, dal 1979, attraversando il territorio della narrazione senza porre steccati tra il pubblico dei ragazzi e quello degli adulti. Per questa lealtà verso la dimensione figurativa e per l'affidamento totale da lui riposto in ciò che è disegnato, per un periodo il suo lavoro è rimasto quasi sconosciuto in Italia, mentre sono arrivati i riconoscimenti internazionali.

Roberto Innocenti si muove attorno ai libri con le figure, con immutato spirito, dal 1979, anno in cui l'editore Quadragono Libri decise di pubblicare 1905: Bagliori ad oriente (La Margherita Edizioni), il suo primo libro. Da allora a oggi, Innocenti ha attraversato il territorio della narrazione senza porre steccati tra il pubblico dei ragazzi e quello degli adulti, scegliendo ora la fiaba, ora i grandi classici, ora la storia del Novecento, ora l'avventura fuori dal tempo. Con lo spazio e con il tempo, pare avere giocato dal principio.

Mescola epoche, Innocenti, quando prende Cenerentola, Pinocchio e Cappuccetto Rosso e li colloca dove lui li “vede” essere: negli anni Trenta, Cinquanta, Duemila. Tutte le volte che una sua nuova opera esce in libreria, in mezzo a novità, è fatta salva una costante: il potere delle immagini. Le illustrazioni di Innocenti si compiono dopo un lento operare da parte dell'autore, a colpi misuratissimi di mano e di intelligenza. Ne sortisce un magma iconografico, composto di riferimenti alti e bassi, di citazioni letterarie, note di passaggio, di stratificazioni semantiche e proposte interpretative, di tempi e di luoghi della realtà e dell'immaginazione, di fronte a cui la lettura delle sole immagini non può dirsi mai, del tutto conclusa. Per questa lealtà verso la dimensione figurativa e per l'affidamento totale riposto da Innocenti in ciò che è disegnato, per un periodo il suo lavoro è rimasto quasi sconosciuto in Italia. Proposte editoriali e riconoscimenti internazionali sono invece giunti, nel frattempo, da parte di Paesi come la Svizzera, la Francia, gli Stati Uniti.

La storia, primo amore

La storia e lo studio della storia attraverso le immagini disegnate sono elementi persistenti nell'opera di Roberto Innocenti. Come se l'essere nato durante il fascismo e l'essere passato bambino attraverso i trionfi e le macerie di quest'era, gli avessero lasciato in eredità l'impronta della storia, un testimone e un numero cospicuo di messaggi da tradurre in termini visivi, nell'interesse collettivo. Il cinema e la fotografia, a loro volta, sono linguaggi che entrano nel lessico figurativo di Innocenti da ospiti attesi, a sottolineare una volta di più il valore di testimonianza storica che può giungere generoso dalle figure, siano essere fisse o in movimento, stampate su carta o su pellicola, ancorché artifici riprodotti, dettati dalla manualità, dall'ingegno, dal piacere di raccontare, dalla dimestichezza con i giochi di memoria e di prospettiva.

Accade tanto sulle pagine di Casa del tempo (testo di Roberto Piumini), quanto su quelle di La storia di Erika (testo di Ruth Vander Zee), di avere l'impressione di poter ripercorrere sulla moviola della storia della società, i suoi secoli, i suoi decenni, i suoi giorni, i suoi istanti, la sua difforme umanità. Molto prima che il Giorno della Memoria divenisse in Italia un articolo di legge, Roberto Innocenti ha pubblicato Rosa Bianca (testo di Christophe Gallaz), la storia di una bambina che cresce accanto al nazismo, ne decifra precocemente gli orrori, vede con i propri occhi un campo di concentramento. L'impatto tra visione e realtà, tra conoscenza e coscienza, la cambierà per sempre. C'è qualcosa di paradigmatico in questo trattamento della storia e delle sue figure, collegabile alla nostra facoltà di vedere immagini, di riprodurle e al tempo stesso di esserlo.

Raccontare paesaggi

I personaggi di Roberto Innocenti, nulla sarebbero, se attorno a loro, a sostenerli, a definirne i vissuti, a situarli cronologicamente, non si manifestassero paesaggi. Città, borghi, mari, case, campagne, inferni e paradisi. Anche della misura di una stanza. Nelle intenzioni dell'autore, il paesaggio si comporta da entità vivente, rappresenta una pluralità di elementi in uno, sulla superficie: un orologio, una mappa, un allarme, una certezza, un prima e un poi, una fine, un inizio, uno specchio, un insieme di alterità, una molteplicità di effetti e affetti, un'origine. Segna il tempo, le latitudini, le longitudini. Getta luci e svela ombre sul volto, apparentemente muto e imperturbabile, dei luoghi. "Quando costruisco una storia", afferma Innocenti, “ho bisogno di inquadrarla nella realtà circostante e di subirla finché la storia si svolge. È un po' una prigionia, perché si potrebbe fare altrimenti, mentre io sono costretto a guardare tutto quello che c'è intorno e annotarlo.”

Ogni libro di Innocenti è un esempio valido per fare esperienza ed esercizio diretto di quanto l'autore dichiara. In Cappuccetto Rosso. Una fiaba moderna (testo di Aaron Frisch), la periferia di una metropoli diventa metafora del bosco. In L'ultima spiaggia (testo di J. Patrick Lewis), l'Ultima Spiaggia è un albergo progettato, dove finisce chi giunge al termine, letteralmente, in un giorno qualunque di un mondo non qualunque. In Casa del tempo, il rapporto tra storia, abitanti e paesaggio è il leitmotiv per portare l'attenzione su alcune relazioni non evidenti o troppo evidenti, ad esempio, quella tra visibile e invisibile, tra conservazione e rinnovamento, tra abbandono e cura, tra ecomostri e bellezza.

Premi

  • Ibby Andersen Award, 2008
  • Bratislava Golden Apple Award, 1985

Letture consigliate

  • AA.VV., Roberto Innocenti. Le prigioni della storia, Grafis Edizioni, Roma 1989
  • Dentro il dettaglio. Le illustrazioni di Roberto Innocenti, a cura di Hamelin Associazione Culturale, 2006
  • Da capo a piedi, a cura di F. Toninelli e A. Rampi, Tapirulan 2011
  • R. Innocenti, A. Nanetti, Era Calendimaggio, Einaudi 2004
  • R. Innocenti, C. Collodi, Le avventure di Pinocchio, La Margherita 2005
  • R. Innocenti, C. Perrault, Cenerentola, La Margherita 2007
  • R. Innocenti, E. T. A. Hoffmann, Lo schiaccianoci, La Margjerita 2008
  • R. Innocenti, R. Vander Zee, La storia di Erika, La Margherita 2008
  • R. Innocenti, A. Nanetti, L'amor segreto. Dante, Beatrice, Gemma, Motta Junior 2009
  • R. Innocenti, 1905: Bagliori ad oriente, La Margherita 2009
  • R. Innocenti, Dickens, Un canto di Natale, La Margherita 2010
  • R. Innocenti, Rosa bianca, La Margherita 2010
  • R. Innocenti, R. Piumini, Casa del tempo, La Margherita 2010
  • R. Innocenti, Fienili, Prìncipi e princípi 2010
  • R. Innocenti, J. Patrick Lewis, L'ultima spiaggia, La Margherita 2011
  • R. Innocenti, A. Frisch, Cappuccetto Rosso. Una fiaba moderna, La Margherita 2012
  • R. Innocenti, R. L. Stevenson, L'isola del tesoro, Prìncipi e princípi 2010
Giulia Mirandola
cura progetti di promozione della lettura e percorsi sperimentali di educazione verbovisuale rivolti alle scuole, dedicati all'osservazione e al racconto dei territori e dei paesaggi.
Collabora con gli editori Topipittori e Babalibri, con Mart, Muse, Sistema Bibliotecario Trentino, Casina di Raffaello, OliverLab, Spazio B**K.

Goethe-Institut Italia, Informazioni & Biblioteca
redazione online
settembre 2013

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