Favole

Jacob e Wilhelm Grimm

“Era forse giunta l’ora di riunire queste fiabe, dato che coloro che le devono conservare sono sempre di meno…” – così si legge nella prefazione delle favole dei fratelli Grimm apparse nel 1812. Sono oltre duecento i testi che Jacob e Wilhelm Grimm hanno raccolto – per lo più da Kassel – sia dalla tradizionale orale che da fonti scritte…

Wilhelm (sitzend) und Jacob Grimm, 1847, Foto: Hermann Biow, Bild: Brüder-Grimm-Museum KasselJacob Grimm, 1785–1863
Wilhelm Grimm, 1786–1859

Jacob Grimm e Wilhelm Grimm nascono rispettivamente il 4 gennaio 1785 e il 24 febbraio 1786 a Hanau.
Nel 1802 Jacob Grimm e, l’anno seguente, suo fratello Wilhelm intraprendono gli studi di giurisprudenza a Marburgo. Jacob e Wilhelm viaggiano molto, sia in Germania che in Europa, per esempio a Vienna, Parigi, Bruxelles. A Weimar Wilhelm Grimm incontra Johann Wolfgang von Goethe con cui s’intrattiene più volte.

Nel 1812 i fratelli Grimm pubblicano il primo volume della loro raccolta di fiabe (Kinder- und Hausmärchen). Quattro anni più tardi segue il primo volume di saghe germaniche.

Nel 1829 entrambi i fratelli si trasferiscono a Gottinga. Dal 1830 Jacob lavora dapprima come bibliotecario, per diventare poi professore dell’Università di Gottinga. Anche Wilhelm inizia come bibliotecario per diventare, nel 1835, professore.

Nel novembre del 1837 il Re Ernesto Augusto I di Hannover abroga la Costituzione del Regno di Hannover, promulgata quattro anni prima, scatenando le proteste dei “Sette di Gottinga” (Göttinger Sieben): un gruppo di sette professori dell’Università di Gottinga, fra cui anche Jacob e Wilhelm Grimm. In seguito alla protesta i fratelli Grimm vengono licenziati dall’impiego statale e rientrano in un primo momento a Kassel.

Il 2 novembre 1840, grazie all’impegno di personalità influenti come Bettina von Arnim, Alexander von Humboldt e altri, Re Federico Giuglielmo IV di Prussia invita i fratelli Grimm a Berlino, dove, l’anno successivo, sono assunti dall’Accademia delle Scienze.

Il 16 dicembre 1859 Wilhelm Grimm muore a seguito di un colpo apoplettico. Jacob Grimm si spegne il 20 settembre 1863. All’epoca il “Dizionario di tedesco di Jacob Grimm e Wilhelm Grimm” è arrivato solo alla lettera F. Oltre agli studi scientifici condotti dai fratelli Grimm a Berlino, questo dizionario ha segnato l’inizio della linguistica tedesca.

Le Fiabe dei Fratelli Grimm

Nella prefazione alle “Fiabe” si legge: “Forse era arrivato proprio il momento di metterle [le fiabe] per iscritto; coloro che devono conservarle, infatti, si fanno sempre più rari…”. Con queste parole inizia la più famosa raccolta di favole al mondo, pubblicata per la prima volta nel 1812. Sono oltre duecento i testi raccolti da Jacob e Wilhelm Grimm, attingendo, il più delle volte a Kassel e nei dintorni, alla tradizione sia scritta che orale.

Le “Fiabe” dei fratelli Grimm rappresentano la collezione classica di favole della letteratura universale. Al contempo sono anche il libro della cultura tedesca più letto e diffuso al mondo, con oltre 160 traduzioni in lingue e dialetti di tutti i continenti.

L’interesse dei fratelli per la “narrativa popolare” nasce nel periodo dei loro studi a Marburgo, quando conoscono il poeta Clemens Brentano.
Da Brentano e dal suo collega von Arnim i fratelli Grimm imparano a raccogliere ed elaborare testi storici e popolari. È così che i fratelli Grimm iniziano ben presto a raccogliere autonomamente i testi tramandati delle fiabe (= “Poesie del popolo”). Le “Fiabe” uniscono antiche fonti letterarie e tradizioni orali della loro epoca.

Nella prefazione alle “Fiabe” Jacob e Wilhelm Grimm scrivono che “[...] per quanto riguarda il modo in cui abbiamo condotto la raccolta, ci hanno guidato fedeltà e verità. Nulla di nostro, infatti, abbiamo aggiunto, nessun abbellimento apportato a situazioni o tratti di queste favole, bensì riportato il loro contenuto tale e quale l’avevamo ascoltato [...]”.

Ma questo non è del tutto vero: i due hanno rielaborato stilisticamente i testi delle favole raccolte, adattandoli al loro ideale di “poesia popolare” – le favole dei fratelli Grimm non sono, dunque, delle trascrizioni testuali di racconti orali.

Tra l’altro le “Fiabe” dei fratelli Grimm non sono favole “tipicamente tedesche”. Alcune risalgono alla tradizione romana originaria dell’Italia e della Francia. L’esempio più famoso è quello de “Il gatto con gli stivali”. Tuttora gli studiosi continuano a indagare sull’esatta origine di singole fiabe. Eppure, gli stessi fratelli Grimm dissero che le favole sono “ovunque di casa”, fra tutti i popoli e in tutti i Paesi.
(versione abbreviata e rielaborata della fonte:
Bernhard Lauer, www.grimms.de;
traduzione in italiano: Soledad Ugolinelli)