Wilde oder der Mann mit den traurigen Augen ("Wilde ovvero l'uomo dagli occhi tristi")
Così il drammaturgo austriaco Klaus Händl descrive lo spunto della sua storia su un medico traumatizzato che vive un ultimo amore e la storia della sua scomparsa. Rimangono tracce di un linguaggio che è anche il medium dell'autore, che con le sue parole sa attirare l'ascoltatore e lo spettatore nel vortice di una tanto sconvolgente quanto meravigliosa variazione della percezione."
(Thalia Theater di Amburgo)
Critica:
"Quando la realtà scivola, incominciano le ansie. Piccole ansie, come la timidezza e la confusione, ansie di media gravità come l'ipocondria e la disposizione alla violenza o addirittura la grande ansia di vivere. In qualità di clienti fedeli di queste condizioni, dapprima cerchiamo di trattenere questo scivolamento, di incollare con la saliva la fatiscente facciata della calma, cercando di non apparire troppo stupidi in questo intento. Poiché in realtà siamo tutti come Wilde, l'uomo dagli occhi tristi. Smarriti, soli, indifesi, deboli e solo allora capaci di fare cose convincenti e coraggiose. L'opera (…) rappresenta per mezzo del suo personaggio principale tutti i casi in cui delle strane percezioni costringono l'anima disperata all'azione."
(Till Briegleb in: Programma del Berliner Theatertreffen 2004)
"Per la sua seconda opera Klaus Händl (…) è stato ispirato da 'Haus ur' ('Casa ur'), opera con la quale Gregor Schneider tre anni fa vinse il Gran Premio della Biennale d'Arte di Venezia. Sin dall'età di 16 anni Schneider aveva sistematicamente rovinato, modificato, ramificato come un labirinto e murato una casa situata nella cittadina renana di Rheydt su un terreno industriale appartenente ai suoi genitori. Un ambiente trasformato in un incubo all'interno delle quattro mura domestiche: fuori una villetta a schiera come tutte le altre, dentro un covo di assassini, pieno di eloquenti tracce di rovina, violenza, depressione e solitudine. Händl desiderava realizzare qualcosa di simile nell'ambito del linguaggio, con un 'linguaggio dell'abisso' in un'opera sulla sparizione. (…) Proprio accanto alla vita idilliaca si apre l'abisso. Händl ha bucherellato semanticamente il suo linguaggio ritmico cosicché, come dentro la 'Haus ur', non si sa mai quando si cadrà nella prossima buca. (…) È in questa incertezza che brilla l'opera di Händl."
(Barbara Burckhardt in: Programma dei Mülheimer Theatertage 2004)
" 'Wilde oder der Mann mit den traurigen Augen' (…): una melodia di parole per cinque voci con accenti ritmici, carica di rimandi filosofici. In essa si esperimentano i rituali della vita quotidiana che fanno trasparire abissi insondabili. La conseguenza di ciò è che le costruzioni di identità e le percezioni della realtà cominciano a vacillare."
(Katrin Jäger in: taz online, 16.10.2003).
Dati tecnici:
| Prima | 20.09.2003, Festival Steirischer Herbst a Graz In coproduzione con lo Schauspiel di Hannover (Prima allo Schauspiel di Hannover/ballhofeins am 10.10.2003) |
| Regia | Sebastian Nübling |
| Numero dei personaggi: | 1 F, 4 M |
| Diritti | Rowohlt Theater Verlag
Hamburger Str. 17 21465 Reinbek Casella postale 1349, 21453 Reinbek Tel. +49 40 7272270 Fax +49 40 7272276 theater@rowohlt.de |
| Traduzioni |
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