Nuovo teatro tedesco - Teatro

Vorher/Nachher ("Prima Dopo")

In „Prima/Dopo“ vengono offerte allo sguardo in 51 brevi scene frammenti di vita di svariati personaggi sommariamente descritti, che per caso soggiornano contemporaneamente in un grande albergo.
Mentre alcuni di essi compaiono una sola volta, come „l’uomo con il vaso da entomologo" o i "due ballerini", torna sempre di nuovo al centro dell’attenzione la "donna sulla trentina" che vorrebbe lasciare il marito dopo undici anni di matrimonio e inizia una relazione con un altro personaggio, „l’uomo di un’altra città“. Proprio come la “donna sui settant’anni”, che fa tutto al buio per non doversi guardare. O come l’uomo che viene lasciato dalla “donna sulla trentina” e vuole vendicarsi avviando a sua volta una tresca con la “donna dai capelli rossi”. Un’altra donna, spezzata dal marito, tenta di rimettersi in piedi ricordando la massima di vita di una prozia: conservare sempre l’ironia, anche nella sofferenza.
Nel contempo Schimmelpfennig intreccia nel corso degli eventi anche elementi surreali: un uomo si arrampica come un ragno su per la parete, un altro scompare dentro un dipinto e non torna più indietro. L’inspiegabile si mescola alla banalità del quotidiano, che a sua volta guadagna un suo senso: ad esempio nel tentativo di far funzionare una lampadina e un termosifone, il cui guasto appare come una catastrofe.

Giudizi critici:

"Prima/ Dopo" porta in scena l’occhio di una telecamera che vaga, apparentemente senza meta, negli spazi infiniti della quotidianità – o anche attraverso una dozzina di stanze dello stesso albergo. Per 51 volte si ferma e si trattiene, non troppo a lungo, su persone sole o in coppia, che riflettono, ricordano o hanno paura, fanno l’amore o preferiscono un litigio. Laconici "short cuts" per così dire, che Schimmelpfennig compone in forma di monologo, di dialogo o anche semplicemente in prosa. … Il tutto è accostato con cura e curiosamente senza un crescendo, come tanti petali in un mandala. Non solo, l’ultima scena ripete capricciosa la prima, chiudendo un cerchio in qualche modo buddista intorno alle passioni terrene."
(Eva Behrendt, in Theater Heute, 01/2003)

"Roland Schimmelpfennig traccia un quadro della società del nostro tempo, tanto rabbioso quanto artisticamente riuscito. Storie all’apparenza frammentarie, incompagniarate l’una nell’altra e interrotte di colpo, si fondono nell’ampio respiro della narrazione una sorta di affresco, in cui l’inverosimile e l’inquietante, il quotidiano e il banale, l’imprevedibile, la fortuna o la disgrazia di vivere si fondono in un tessuto di relazioni, pieno al tempo stesso di sofferenza e di humour. Queste persone vivono delle storie, e con ogni evidenza non sono sempre padrone della situazione: sembrano nuotare in una corrente infinita di relazioni, eppure si danno impulso a vicenda, urtando l’uno contro l’altro come palle da biliardo, per poi ritrovarsi in costellazioni mutate.
Con gesto malinconico e sguardo affettuoso, Schimmelpfennig narra il frantumarsi dell’individuo e della società, ma poi rimette giocosamente insieme le schegge a formare un nuovo prisma. Lo spettatore vede il "prima" e il "dopo"; l’evento drammatico in sé si sottrae alla sua percezione. Questa drammaturgia narrativa del tutto nuova, quasi cinematografica, che rinuncia pressoché del tutto ai dialoghi, acuisce lo sguardo sul contesto, sulla situazione; al tempo stesso, lascia la fantasia libera di spaziare in direzione del possibile, di ciò che sarebbe potuto accadere."
(Pressetext des Badischen Statstheaters Karlsruhe, 2003)

Dati tecnici

Prima 22.11.2002, Deutsches Schauspielhaus, Amburgo
Regia Jürgen Gosch
Compagnia 39 attori (numero variabile)
Diritti S. Fischer Verlag GmbH
Theaterabteilung
Hedderichstr. 144
60596 Frankfurt am Main
Tel. 069/ 60 62 271, Fax 069/ 60 62 335
theater@s-fischer.de
Traduzioni Biblioteca teatrale

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