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Agenda culturale
Dresda mostra i suoi tesori in una luce nuova

La Galleria Semper allo Zwinger di Dresda: La Pinacoteca degli Antichi Maestri festeggia nel 2020 la riapertura e lo fa in tutto il suo splendore.
La Galleria Semper allo Zwinger di Dresda: La Pinacoteca degli Antichi Maestri festeggia nel 2020 la riapertura e lo fa in tutto il suo splendore. | Foto (dettaglio): © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Jürgen Lösel

La Pinacoteca degli Antichi Maestri allo Zwinger di Dresda festeggia la riapertura in tutto il suo splendore – e conquista i visitatori con una bella sorpresa: la nuova disposizione della mostra permette di guardare da una nuova prospettiva le già note opere d’arte.

Di Andreas Platthaus

Quest’anno Dresda festeggia la fine di una fase di costruzione durata sette anni, durante la quale importanti opere d’arte della Pinacoteca degli Antichi Maestri non sono state accessibili al pubblico. Ora, però, la collezione degli Antichi Maestri nell’ala della Semper allo Zwinger è di nuovo esposta nella sua interezza e con lei quattro delle più famose dame della città: la Madonna Sistina di Raffaello e le tre antiche sculture in marmo delle cosiddette Donne di Ercolano. Tutte e quattro arrivarono in Sassonia nel XVIII secolo come acquisto dall’allora re Augusto III.  Anche se ciascuna di esse costò al monarca una fortuna, da allora questi investimenti sono stati più che ripagati: è proprio alle sue collezioni d’arte che Dresda deve la sua reputazione di città della cultura.

A metà dell’Ottocento fu costruito un edificio appositamente pensato per custodire questi tesori: la Galleria Semper, che prende il nome dal suo architetto Gottfried Semper, costretto a fuggire da Dresda durante la costruzione della galleria nel 1848, per aver partecipato ai moti rivoluzionari poi falliti. Si lasciò tuttavia alle spalle un edificio straordinario: ispirato all’architettura italiana di Roma e Firenze, Semper costruì un palazzo per l’arte che da allora in poi avrebbe brillato più del vicino Palazzo Reale. Al primo piano si poteva ammirare le Donne di Ercolano e al piano superiore la Madonna Sistina come regina del cielo. Già nel 1881, però, il comune domicilio delle quattro signore finì. La Collezione degli Antichi abbandonò, infatti, l’edificio trasferendosi in un nuovo museo, l’Albertinum. Le Donne di Ercolano furono sostituite insieme a tutto il loro seguito da oggetti marziali dell’armeria: la bellezza aveva ceduto il passo all’artigianato bellico.
La Pinacoteca degli Antichi Maestri di Dresda ospita circa 750 opere del periodo compreso tra il XV e il XVIII secolo. La Pinacoteca degli Antichi Maestri di Dresda ospita circa 750 opere del periodo compreso tra il XV e il XVIII secolo. | Foto (dettaglio): © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, David Brandt

Le antiche sculture possono nuovamente risplendere in un gioco di luce

Ora le Donne di Ercolano sono tornate insieme ad altre 120 antiche sculture della famosa collezione dei principi sassoni. L’occasione è stata la necessaria modernizzazione tecnica della galleria Semper. Il direttore del museo, lo storico d’arte viennese Stephan Koja, ha colto l’occasione per riorganizzare il patrimonio. La collezione di armature e di armi sono state trasferite nel frattempo nel vicino castello, e le sculture ora sono di nuovo nella sala che Semper aveva ideato appositamente per loro, dove dovevano essere esposte ad una luce vivace: entrambi i lati lunghi della galleria al primo piano hanno un’alta fila di finestre, cosicché, a seconda della posizione del sole, l’illuminazione delle statue cambia. Uno spettacolo che nessuno vede più da 140 anni, dato che la sala era stata in gran parte oscurata per ospitare il patrimonio dell’armeria.

Visto però che in Germania non è sempre possibile affidarsi alla luce naturale del sole, il museo si avvale anche di una moderna tecnologia di illuminazione. Camminando per l’immensa sala, ci si muove come su di un palcoscenico, sul quale le opere d’arte sono messe in risalto dai loro singoli coni di luce.

  • La Galleria Semper allo Zwinger di Dresda è stata costruita a metà del XIX appositamente per la conservazione dei tesori artistici della città. Foto (dettaglio): © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Jürgen Lösel
    La Galleria Semper allo Zwinger di Dresda è stata costruita a metà del XIX appositamente per la conservazione dei tesori artistici della città.
  • La Pinacoteca degli Antichi Maestri che ha sede qui, ha festeggiato all’inizio del 2020 la sua riapertura, dopo una fase di ristrutturazione durata sette anni. Foto (dettaglio): © picture alliance/Sebastian Kahnert/dpa-Zentralbild/dpa
    La Pinacoteca degli Antichi Maestri che ha sede qui, ha festeggiato all’inizio del 2020 la sua riapertura, dopo una fase di ristrutturazione durata sette anni.
  • L’ala est e quella ovest dell’edificio sono state rinnovate e modernizzate nella tecnica. Ora accanto alla Pinacoteca degli Antichi Maestri anche le antichità della collezione di sculture sono tornate nella Galleria Semper. Foto (dettaglio): © picture alliance/Sebastian Kahnert/dpa-Zentralbild/dpa
    L’ala est e quella ovest dell’edificio sono state rinnovate e modernizzate nella tecnica. Ora accanto alla Pinacoteca degli Antichi Maestri anche le antichità della collezione di sculture sono tornate nella Galleria Semper.
  • Le sculture antiche da allora risplendono di una nuova luce - nel luogo che l’architetto Gottfried Semper da sempre aveva previsto per loro: la galleria al primo piano. Foto (dettaglio): © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, David Brandt
    Le sculture antiche da allora risplendono di una nuova luce - nel luogo che l’architetto Gottfried Semper da sempre aveva previsto per loro: la galleria al primo piano.
  • Il culmine della Sala delle Antichità è rappresentato dalle tre sculture in marmo dette le Donne di Ercolano, ripulite a ridosso dell’inaugurazione dal direttore della Collezione di Sculture. Foto (dettaglio): © picture alliance/Sebastian Kahnert/dpa-Zentralbild/dpa
    Il culmine della Sala delle Antichità è rappresentato dalle tre sculture in marmo dette le Donne di Ercolano, ripulite a ridosso dell’inaugurazione dal direttore della Collezione di Sculture.
  • Proprio sopra di loro, al primo piano, si trova la “Madonna Sistina” di Raffaello, accanto alla quale è affisso il dipinto “La salita al calvario”. Foto (dettaglio): © picture alliance/Sebastian Kahnert/dpa-Zentralbild/dpa
    Proprio sopra di loro, al primo piano, si trova la “Madonna Sistina” di Raffaello, accanto alla quale è affisso il dipinto “La salita al calvario”.
  • La drammaturgia della visita è cambiata in modo decisivo: le sculture altrimenti separate sono state integrate nella Pinacoteca e disposte in modo da completare i dipinti classici dal punto di vista dei contenuti. Foto (dettaglio): © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, David Pinzer
    La drammaturgia della visita è cambiata in modo decisivo: le sculture altrimenti separate sono state integrate nella Pinacoteca e disposte in modo da completare i dipinti classici dal punto di vista dei contenuti.
  • La mostra è così diventata una scuola di visione e comprensione. Foto (dettaglio): © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, David Brandt
    La mostra è così diventata una scuola di visione e comprensione.

Una drammaturgia illuminante

Oggi i visitatori non entrano nella Sala delle Sculture attraverso il portale previsto da Semper, ma da una scala che da un passaggio sotterraneo conduce alle opere d’arte. Questa ascesa dal buio alla luce è un capolavoro drammaturgico a sé stante, perché salendo, le antiche sculture giungono alla vista come lontane visioni oniriche all’orizzonte. Le Donne di Ercolano sono poi collocate come regine in fondo alla sala in una propria nicchia, e la Madonna Sistina è affissa proprio sopra di loro al piano superiore.

Dato che Koja ha portato la scultura anche nelle sale dei dipinti, la drammaturgia della visita attraverso le sale del piano superiore è cambiata in modo decisivo. Scoprire queste opere altrimenti separate in un contesto nuovo è illuminante, perché esse sono disposte in modo da fare riferimento ai contenuti dei quadri: figure di divinità si trovano ora accanto a dipinti di divinità, uomini di dolore accanto a rappresentazioni della passione, busti di sovrani accanto a ritratti di sovrani. La grande collezione di Antichi Maestri di Dresda è ora ancor più diventata una scuola di visione e comprensione, di cui fa parte anche il parallelismo in realtà invisibile allo spettatore tra la Madonna Sistina e le Donne di Ercolano creato dalla loro sovrapposizione.

Oltre alla completa riorganizzazione della collezione, sono stati riportati a Dresda anche patrimoni dati in prestito, come ad esempio diverse sculture lignee medievali fino ad allora esposte nel Museo Schlossberg di Chemnitz e che ora completano un imponente ciclo di arazzi del XVI secolo nella Galleria Semper. In cambio sono stati concessi dei prestiti alla vicina Chemnitz. Il museo d’arte del luogo con la sua affascinante collezione di arte moderna, sarà anch’esso ristrutturato. Tra le altre cose, verrà creata una nuova sala per le opere dei primi del Novecento, nella quale saranno esposti ad esempio i dipinti di Max Liebermann e Max Beckmann

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