Accesso rapido:

Vai direttamente al contenuto (alt 1)Vai direttamente al secondo livello di navigazione (alt 3)Vai direttamente al primo livello di navigazione (alt 2)

Il Museo del Fumetto e delle Arti Linguistiche
Paperopoli si trova sulle rive del fiume Saale

“Benvenuti a Paperopoli”: il Museo del Fumetto e delle Arti Linguistiche di Schwarzenbach an der Saale è dedicato a Erika Fuchs, per lungo tempo traduttrice delle storie di Topolino.
“Benvenuti a Paperopoli”: il Museo del Fumetto e delle Arti Linguistiche di Schwarzenbach an der Saale è dedicato a Erika Fuchs, per lungo tempo traduttrice delle storie di Topolino. | Foto (dettaglio): © picture alliance / Nicolas Armer / dpa

Dal 2015 il Museo del Fumetto e delle Arti Linguistiche di Schwarzenbach offre informazioni e mostre sull’arte del fumetto, ma soprattutto rende omaggio a Erika Fuchs, per lungo tempo traduttrice in tedesco di Topolino.

Di Romy König

“Benvenuti a Paperopoli”: così il Museo del Fumetto e delle Arti Linguistiche di Schwarzenbach an der Saale ci accoglie sul suo sito e lo slogan è tutto un programma. La mostra permanente del museo offre, su una superficie di 600 metri quadri, un percorso che fa luce sulla storia del fumetto in generale e invita ad entrare nel mondo di Topolino: passeggiando attraverso Paperopoli, i visitatori possono ad esempio guardare da dietro le spalle dell’inventore Archimede Pitagorico o imitare zio Paperone facendo un bagno tra le monete del suo  caveau. Esperti di fumetto parlano in videointerviste della ricerca scientifica su Paperopoli.
Passeggiando attraverso Paperopoli, i bambini possono non solo gettare uno sguardo da dietro le spalle di Archimede Pitagorico nel suo laboratorio, ma anche fare un bagno tra le monete di Zio Peperone o arrampicarsi nel tunnel dietro il fienile di Nonna Papera. Passeggiando attraverso Paperopoli, i bambini possono non solo gettare uno sguardo da dietro le spalle di Archimede Pitagorico nel suo laboratorio, ma anche fare un bagno tra le monete di Zio Peperone o arrampicarsi nel tunnel dietro il fienile di Nonna Papera. | Foto: © picture alliance / Nicolas Armer / dpa

“Moan! Groan! Sigh!”

Il Museo è dedicato ad Erika Fuchs, dal 1951 caporedattrice del neonato fumetto tedesco di Topolino e traduttrice fino al 1988 delle storie di Paperopoli. Fuchs ha trascorso gran parte della sua vita a Schwarzenbach. Qui è seppellita la storica dell’arte, morta a Monaco nel 2005 all’età di 98 anni. La sua vita è rappresentata all’interno della mostra permanente sotto forma di fumetto biografico. Un’ampia sezione è dedicata alla sua arte linguistica: stazioni interattive invitano a esplorare in modo giocoso il linguaggio e le figure retoriche come ad esempio l’onomatopea o l’allitterazione. Fuchs, tra l’altro, ha stabilito l’uso dell’inflessione nel mondo del fumetto, motivo per cui oggi esso viene spesso anche chiamato “Erikativ”: invece di usate l’infinito dei verbi, li ha spesso abbreviati riducendoli alla loro radice (“ächz”, “stöhn” al posto di “ächzen” e “stöhnen”). Fuchs ha dato, così dice il Museo, ad ogni papera il suo stile linguistico: “Potremmo dire che Erika Fuchs ha insegnato a Paperino a fare qua.”
Colloquio tra Erika Fuchs, prima caporedattrice della rivista di Topolino, e Carl Barks, l’ideatore di Paperino. Monaco, 1994. Colloquio tra Erika Fuchs, prima caporedattrice della rivista di Topolino, e Carl Barks, l’ideatore di Paperino. Monaco, 1994. | Foto (dettaglio): © picture alliance / dpa / DB Egmont Ehapa Verlag

L’orizzonte non finisce a Paperopoli

La mostre speciali del Museo tengono conto anche degli attuali sviluppi nel settore del fumetto. E così il Museo ha finora regolarmente presentato i vincitori del premio “Max und Moritz”,  assegnato ogni due anni ai migliori fumettisti di lingua tedesca. La mostra Animate Europe ha esposto all’inizio del 2020 i migliori fumetti dell’omonimo concorso, in occasione del quale i fumettisti sono chiamati ad elaborare le loro riflessioni sull’Europa. Altre mostre sono dedicate a singoli artisti o a singole opere, come ad esempio quella che nel 2018 è stata dedicata al libro autobiografico Drei Steine di Nils Oskamp, che negli anni ’80 fu vittima della violenza di estrema destra e ha elaborato le sue esperienze nei fumetti.
La vita di Erika Fuchs viene raccontata nel Museo sotto forma di fumetto e non potrebbe essere altrimenti. La vita di Erika Fuchs viene raccontata nel Museo sotto forma di fumetto e non potrebbe essere altrimenti. | Foto (dettaglio): © picture alliance / Nicolas Armer / dpa
 

Top