Solidarietà
A chi appartiene il mondo?
Il “Solidaritätslied” (Canto della solidarietà), scritto per il film “Kuhle Wampe”, è considerato un inno senza tempo del movimento operaio. Nel film, la solidarietà si riferisce all’unità della classe operaia, ma che si intende oggi con questo termine e qual è l’attualità sociale della canzone?
Di Martin Conrads
Nel 2014 “Cantare canti del movimento operaio tedesco” è entrato ufficialmente nel patrimonio culturale immateriale della Germania e include il “Solidaritätslied”,Canto della solidarietà del film del 1932 Kuhle Wampe o a chi appartiene il mondo 1 definito nel 1947 dal giornalista Siegfried Kracauer nel suo libro Da Caligari a Hitler 2 «il primo e ultimo film tedesco che abbia apertamente adottato un punto di vista comunista». Kuhle Wampe, un misto di finzione e documentario diretto dal regista bulgaro Slatan Dudow e scritto, tra gli altri, insieme al drammaturgo Bertolt Brecht, è tra i più imponenti della produzione della Repubblica di Weimar a favore della mobilitazione della classe operaia per il socialismo.
Kuhle Wampe
La trama del film è tanto semplice quanto ideologicamente chiara: una famiglia berlinese in sofferenza per gli effetti della crisi economica mondiale del 1929 perde la casa e si trasferisce nel campeggio chiamato Kuhle Wampe alla periferia della città. La figlia trova sostegno in un’associazione comunista e si impegna nell’organizzazione di una festa dello sport operaia. Momenti del film particolarmente enfatizzati sono quelli in cui centinaia di lavoratori e lavoratrici cantano in coro durante la festa e il viaggio di ritorno collettivo in un treno suburbano, durante il quale si verifica uno scontro ideologico con altri passeggeri di mentalità non comunista. Come opera di propaganda comunista appartenente al genere del “film proletario” e risalente al periodo di crisi della Repubblica di Weimar, il film fu rapidamente vietato dalla censura dopo la sua uscita in Germania (la prima si tenne a Mosca). Il Canto della solidarietà, scritto da Brecht per il film e musicato dal compositore Hanns Eisler, è fondamentale in Kuhle Wampe, al quale fa da colonna sonora.Canti operai
Da allora, quel canto fa parte della tradizione del movimento operaio socialista, caratterizzato dalla fine del XIX secolo anche da “canti operai” di questo genere, come L’Internazionale o Brüder, zur Sonne, zur Freiheit 3, pensati per rafforzare la solidarietà tra lavoratori e lavoratrici e identificare un nemico comune, il “nemico di classe”. Venivano cantati in coro durante le assemblee e successivamente diffusi su supporti audio.Anche il Canto della solidarietà invita, ovviamente, alla solidarietà, chiedendo l’unità dei popoli di tutto il mondo per rovesciare in modo rivoluzionario, secondo l’ideologia comunista, i rapporti di dominio capitalisti e quindi la belligeranza. Le questioni principali evocate nel testo riprendono temi centrali della teoria marxista, come la proprietà della terra, del suolo e dei mezzi di produzione, nonché il controllo del tempo, la concezione della storia e il futuro:
Avanti, e non dimenticatevi mai
la domanda rivolta a tutti:
Vuoi fare la fame o vuoi mangiare?
A chi appartiene il domani?
A chi appartiene il mondo? 4
Quell’«Avanti», posto con insistenza all’inizio del ritornello, rappresenta l’inizio, la mobilitazione di massa, il progresso e la visione di un ordine sociale comunista.
Ciò che ci manca è la solidarietà
Non abbiamo paura di lottare
perché la libertà è il nostro obiettivo
Ciò che ci manca è la solidarietà 5
Lo stesso Canto della solidarietà è restato parte integrante del canone politico nella DDR, mentre nella Repubblica Federale prima della riunificazione veniva eseguito prevalentemente da cantautori di sinistra come Hannes Wader (1977). Dalla riunificazione, tuttavia, è in gran parte scomparso dalla coscienza pubblica e rispunta solo di tanto in tanto, quasi come un fantasma:
What’s on my plate?
Die Solidaritate!
Oh, I’m so hungry!
come recita una traccia house di Marc Ushmi e Reverend Galloway (Marcus Schmickler e Stephen Galloway) del 2002.
Il fatto che la fine dell’era del socialismo di Stato in Europa sia stata inaugurata proprio da un movimento che si definisce “Solidarietà” ha anche ribaltato le premesse del Canto della solidarietà come espressione di quella coscienza proletaria secondo la quale un partito di Stato, in quanto garante degli interessi della classe operaia, mantiene ogni promessa di solidarietà. Quando nel 1980, in Polonia, grazie agli Accordi di Danzica fu ammesso per la prima volta in un Paese socialista un sindacato indipendente (“Solidarność”) si è sollevata con veemenza una domanda valida a tutt’oggi: ma a chi appartiene la solidarietà?
Solidarietà come concetto politico
Se in Kuhle Wampe la solidarietà si riferiva chiaramente all’unità della classe operaia, nel frattempo si è tradotta in un concetto politico che non si limita più all’ideologia della lotta di classe, estendendosi piuttosto a vari conflitti sociali che sarebbe riduttivo limitare a lotta al razzismo, giustizia sociale, climatica o di genere, soprattutto perché queste preoccupazioni si sovrappongono nel segno della teoria e della pratica intersezionale. La classe operaia, come “soggetto storico” rivoluzionario radicato nella storia dell’internazionalismo, è qui quasi assente. E l’idea di una “moltitudine” come unione di “singoli che agiscono insieme” trovando quindi solidarietà, auspicata in Empire (2000), il libro di riferimento di Antonio Negri e Michael Hardt per l’allora movimento antiglobalizzazione, non si è quasi mai realizzata, non da ultimo a causa dell’individualismo neoliberale che indebolisce il pensiero comune.Inoltre, concetti di destra come quello di “patriottismo solidale”, che collega posizioni sociopolitiche a posizioni nazionalistiche, sono attualmente associati ad appositi canti, contrapponendosi agli slogan internazionalisti intesi nel Canto della solidarietà, per non parlare delle attuali polarizzazioni del concetto di solidarietà a seguito, ad esempio, dell’attacco di Hamas a Israele e della guerra di Gaza. Per le canzoni c’è comunque poco spazio, soprattutto nelle camere dell’eco della rete.
Eppure, proprio a causa di un presente basato su algoritmi che determina proprio queste polarizzazioni, sarebbe urgente rispondere a domande sulla proprietà o sulla disponibilità di tempo e futuro. Chiunque voglia sapere se l’AI generativa possa adattare il Canto della solidarietà alle attuali circostanze politiche e sviluppare un’idea adeguata e orientata al futuro della solidarietà, può provarci.
Avanti, e non dimenticatevi mai
la domanda rivolta a tutti!
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1 Titolo originale: Kuhle Wampe oder: Wem gehört die Welt?
2 Titolo originale: Von Caligari zu Hitler
3 Letteralmente: “Fratelli, al sole, alla libertà”
4 N.d.T.: Fonte traduzione: Solidaritätslied, il Canto della solidarietà. Versi originali: «Vorwärts und nie vergessen / die Frage an jeden gestellt: / willst du hungern oder essen? / Wessen Morgen ist der Morgen? / Wessen Welt ist die Welt?».
5 Versi originali: «Wir haben keine Angst zu kämpfen / Denn die Freiheit ist unser Ziel /Alles, was uns fehlt, ist die Solidarität».