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Bella vista

Com’è la vita nei centri urbani? Qual è il battito delle nostre città?
Istantanee da Italia, Belgio, Francia, Germania, Portogallo e Spagna.


Animali in città

  • Durante il lockdown le anatre si sono appropriate delle fontane storiche di Roma. Qui si rinfrescano nella Fontana dell’Acqua Paola (1610-1612), il cosiddetto “Fontanone”, con vista su tutta la città. Foto: Sarah Wollberg © Goethe-Institut Rom
    Anatre nel Fontanone (Roma, Italia)

    Durante il lockdown le anatre si sono appropriate delle fontane storiche di Roma. Qui si rinfrescano nella Fontana dell’Acqua Paola (1610-1612), il cosiddetto “Fontanone”, con vista su tutta la città.
  • Se in tempi non molto lontani nei paesini spagnoli non era anomalo incontrare degli asini, oggi è invece una rarità. Cinque anni fa a Utande è arrivato Cid, un asinello con una personalità tutta sua, che in paese fa spesso parlare di sé, soprattutto per il suo modo entusiastico di salutare, che conquista tanto gli abitanti quanto i turisti. Foto: Johannes von Stritzky © Goethe-Institut Madrid
    In attesa alla fermata dell’autobus (Utande, Spagna)

    Se in tempi non molto lontani nei paesini spagnoli non era anomalo incontrare degli asini, oggi è invece una rarità. Cinque anni fa a Utande è arrivato Cid, un asinello con una personalità tutta sua, che in paese fa spesso parlare di sé, soprattutto per il suo modo entusiastico di salutare, che conquista tanto gli abitanti quanto i turisti.
  • In molti angoli di Lisbona gli animali stanno conquistando gli spazi che in questo periodo sono svuotati dalla presenza delle persone. Nel parco di fronte al Goethe-Institut, però, galline e altri volatili dettano legge da sempre, e quando per tutto il giorno si sente il canto dei galli, su questa collina nel cuore della città ci si sente come in campagna. Qualche anno fa, per un certo periodo, una gallina nera è entrata regolarmente nel nostro edificio, come se nulla fosse, deponendo addirittura otto uova. Come dimenticare la nostra Bertha? Foto: Julia Klein © Goethe-Institut Portugal
    Dove canta il gallo (Lisbona, Portogallo)

    In molti angoli di Lisbona gli animali stanno conquistando gli spazi che in questo periodo sono svuotati dalla presenza delle persone. Nel parco di fronte al Goethe-Institut, però, galline e altri volatili dettano legge da sempre, e quando per tutto il giorno si sente il canto dei galli, su questa collina nel cuore della città ci si sente come in campagna. Qualche anno fa, per un certo periodo, una gallina nera è entrata regolarmente nel nostro edificio, come se nulla fosse, deponendo addirittura otto uova. Come dimenticare la nostra Bertha?
  • Provate ad avvicinarvi al Parco dell’Orangerie di Strasburgo e a tendere le orecchie: sentirete il battito d’ali delle cicogne, simbolo dell'Alsazia, in volo sulla città. Ispirandosi allo street artist francese Invader e ai suoi mosaici, l’artista di Strasburgo Stork, appassionato di pixel art, decora la città con le sue cicogne. Occhi aperti, dunque! Foto (dettaglio): Violaine Varin © Goethe-Institut Frankreich
    Cicogne “pixelate” (Strasburgo, Francia)

    Provate ad avvicinarvi al Parco dell’Orangerie di Strasburgo e a tendere le orecchie: sentirete il battito d’ali delle cicogne, simbolo dell'Alsazia, in volo sulla città. Ispirandosi allo street artist francese Invader e ai suoi mosaici, l’artista di Strasburgo Stork, appassionato di pixel art, decora la città con le sue cicogne. Occhi aperti, dunque!
  • A Berlino succede spesso di incontrare orsi per strada. L’ultimo che ho notato viaggiava in passeggino, è l’orso di Petra, che era l’orso di Clara, che era l’orso della sua mamma. Foto: Giulia Mirandola © Goethe-Institut Italien
    Orsi a Berlino (Berlino, Germania)

    A Berlino succede spesso di incontrare orsi per strada. L’ultimo che ho notato viaggiava in passeggino, è l’orso di Petra, che era l’orso di Clara, che era l’orso della sua mamma.
  • Dando uno sguardo all’altro lato della strada, nei dintorni della città si possono scorgere diversi animali selvatici: un cervo che passa leggero, una lepre saltellante, una volpe che si nasconde nell’erba alta. Chissà se la sera si ritrovano tutti per darsi la buona notte? Sarebbe bello! Foto: Andrea Bélafi © Goethe-Institut Belgien
    Animali selvatici nei dintorni di Bruxelles (Bruxelles, Belgio)

    Dando uno sguardo all’altro lato della strada, nei dintorni della città si possono scorgere diversi animali selvatici: un cervo che passa leggero, una lepre saltellante, una volpe che si nasconde nell’erba alta. Chissà se la sera si ritrovano tutti per darsi la buona notte? Sarebbe bello!

Dalla finestra

  • Ostia, litorale romano. Nelle belle giornate di sole i romani amano riversarsi sulle spiagge, o semplicemente andare a mangiare in uno dei tanti ristoranti di pesce. In periodo di lockdown una piazza solitamente piena di gente, negozi, caffè e ristoranti, ora è totalmente deserta. (Lungomare Paolo Toscanelli e piazza Anco Marzio) © Goethe-Institut Italien / Foto (Zuschnitt): Lauretta Costa
    Ostia (Roma, Italia)

    Litorale romano. Nelle belle giornate di sole i romani amano riversarsi sulle spiagge, o semplicemente andare a mangiare in uno dei tanti ristoranti di pesce. In periodo di lockdown una piazza solitamente piena di gente, negozi, caffè e ristoranti, ora è totalmente deserta. (Lungomare Paolo Toscanelli e piazza Anco Marzio)
  • Da questa finestra si vede il grigio edificio del Tribunale del lavoro. Se ne scorgono direttamente la sala delle udienze e le persone impegnate nei dibattimenti, che spesso hanno nervosamente atteso di entrare lungo la strada laterale in cui ci troviamo noi. Foto: Jörn Müller © Goethe-Institut e. V.
    Tribunale (Monaco, Germania)

    Da questa finestra si vede il grigio edificio del Tribunale del lavoro. Se ne scorgono direttamente la sala delle udienze e le persone impegnate nei dibattimenti, che spesso hanno nervosamente atteso di entrare lungo la strada laterale in cui ci troviamo noi.
  • Vista sul giardino a Bruxelles Foto: Tanya Wittal-Düerkop © Goethe-Institut Brüssel
    Vista sul giardino (Bruxelles, Belgio)

    Nei quartieri residenziali di Bruxelles le facciate dei villini a schiera, con i loro rivestimenti a cortina, sono praticamente tutte uguali, mentre cortili posteriori e giardini lasciano un po’ di spazio alla fantasia individuale: qualcuno si costruisce un “kot”, una sorta di dépendance, altri un capanno di legno per attrezzi, visto che in Belgio è raro avere una cantina in casa. Da questa finestra vediamo un giardino con un bel prato curato, che è un piacere per gli occhi in questo periodo di smart working sul balcone.
  • Visto che non si può uscire, cerchiamo per lo meno di estendere le pareti domestiche il più possibile e di spaziare di tanto in tanto con lo sguardo al di là dei tetti, ascoltando il canto degli uccellini. L’apparenza, però, inganna: l’agricoltura non conosce lockdown, e così a fare da colonna sonora di una scena potenzialmente idilliaca c’è invece il rumore di un trattore. Foto: Daniel Tornero © Goethe-Institut Madrid
    Presunto idillio (Utande, Spagna)

    Visto che non si può uscire, cerchiamo per lo meno di estendere le pareti domestiche il più possibile e di spaziare di tanto in tanto con lo sguardo al di là dei tetti, ascoltando il canto degli uccellini. L’apparenza, però, inganna: l’agricoltura non conosce lockdown, e così, a fare da colonna sonora di una scena potenzialmente idilliaca, c’è invece il rumore di un trattore.
  • In isolamento a casa, si continua a lavorare. Ecco dalla finestra i riflessi argentati dell’oceano che sfumano nel grigiore delle nubi, mentre lo sguardo si perde nel panorama tra la foce del fiume Douro e il faro di Boa Nova. Nel parco è esplosa la primavera e gli uccelli, che lo sorvolano maestosamente, ne sono i messaggeri. Foto: José Rios © Goethe-Institut Portugal
    Vista sul mare (Oporto, Portogallo)

    In isolamento a casa, si continua a lavorare. Ecco dalla finestra i riflessi argentati dell’oceano che sfumano nel grigiore delle nubi, mentre lo sguardo si perde nel panorama tra la foce del fiume Douro e il faro di Boa Nova. Nel parco è esplosa la primavera e gli uccelli, che lo sorvolano maestosamente, ne sono i messaggeri.
  • La cittadina di Romainville si è impegnata nel giardinaggio urbano. Le mura domestiche si fanno opprimenti? Basta uscire in balcone e dedicarsi alla semina, all’innaffiatura e alla cura delle piante. Quella che si scorge sullo sfondo è prima torre di giardinaggio urbano in Francia, destinata da settembre 2020 alla coltivazione di frutta e verdura. Foto: Stephanie Hesse © Goethe-Institut Frankreich
    Urban gardening (Romainville, presso Parigi, Francia)

    La cittadina di Romainville si è impegnata nel giardinaggio urbano. Le mura domestiche si fanno opprimenti? Basta uscire in balcone e dedicarsi alla semina, all’innaffiatura e alla cura delle piante. Quella che si scorge sullo sfondo è prima torre di giardinaggio urbano in Francia, destinata da settembre 2020 alla coltivazione di frutta e verdura.

Smart working

  • Guardare un alberello di limone fuori dalla finestra, di questi tempi, è rilassante e regala un senso di pace, mentre il sole che splende ci ricorda che è iniziata la primavera. Speriamo che il telelavoro al quale siamo costretti torni presto ad essere soltanto un'opzione. Foto: Libera Picchianti © Goethe-Institut Rom
    Smart working con vista sul limone in fiore (Roma, Italia)

    Guardare un alberello di limone fuori dalla finestra, di questi tempi, è rilassante e regala un senso di pace, mentre il sole che splende ci ricorda che è iniziata la primavera. Speriamo che il telelavoro al quale siamo costretti torni presto ad essere soltanto un'opzione.
  • In tempi di isolamento tra le mura domestiche, il nostro appartamento diventa anche il nostro luogo di lavoro. Ma dove si lavora meglio a casa? C'è chi preferisce rimanere alla scrivania, altri scelgono il giardino o il balcone sfruttando gli effetti positivi dell'aria fresca, ma chi non ha queste possibilità non può che decidere di accomodarsi sul divano. Ed ecco che alla luce del sole del mattino e tra le piante di casa, le ore lavorative scorrono che è un piacere. Foto: Teresa Laranjeiro © Goethe-Institut Portugal
    Smart working sul sofà (Lisbona, Portogallo)

    In tempi di isolamento tra le mura domestiche, il nostro appartamento diventa anche il nostro luogo di lavoro. Ma dove si lavora meglio a casa? C'è chi preferisce rimanere alla scrivania, altri scelgono il giardino o il balcone sfruttando gli effetti positivi dell'aria fresca, ma chi non ha queste possibilità non può che decidere di accomodarsi sul divano. Ed ecco che alla luce del sole del mattino e tra le piante di casa, le ore lavorative scorrono che è un piacere.
  • Dal 16 marzo 2020 sono in telelavoro anche i dipendenti delle sedi francesi del Goethe-Institut. Una vera sfida per chi ha dei bambini in casa, e così capita che ad essere trascurate siano le attività casalinghe, come la montagna di panni che si vede sullo sfondo... Foto (particolare): Maxim Doucet © Goethe-Institut Paris
    Videoconferenza dalla cucina (Parigi, Francia)

    Dal 16 marzo 2020 sono in telelavoro anche i dipendenti delle sedi francesi del Goethe-Institut. Una vera sfida per chi ha dei bambini in casa, e così capita che ad essere trascurate siano le attività casalinghe, come la montagna di panni che si vede sullo sfondo...
  • Un paesino con 31 anime, senza negozi, bar o ristoranti, dove da anni ormai non arriva più neanche una corriera. Ma ecco che un posto come questo, rappresentativo di una Spagna oggi svuotata, in tempi di emergenza e quarantena si rivela un efficace baluardo protettivo rispetto al contagio, infondendo un senso di pace che pervade anima e spirito. Foto: Daniel Tornero © Goethe-Institut Madrid
    Smart working da una Spagna svuotata (Utande, Spagna)

    Un paesino con 31 anime, senza negozi, bar o ristoranti, dove da anni ormai non arriva più neanche una corriera. Ma ecco che un posto come questo, rappresentativo di una Spagna oggi svuotata, in tempi di emergenza e quarantena si rivela un efficace baluardo protettivo rispetto al contagio, infondendo un senso di pace che pervade anima e spirito.
  • In questi tempi di ridotta mobilità il telelavoro può risultare comodo, ma anche impegnativo: spesso saltano pausa caffè o pausa pranzo, e aiutare i bambini a fare i compiti è un impegno che si sovrappone all'attività lavorativa, costringendoci a diventare multitasking a tutti gli effetti! Foto (particolare): Eliphas Nyamogo © Goethe-Institut
    Smart working e compiti (Monaco, Germania)

    In questi tempi di ridotta mobilità il telelavoro può risultare comodo, ma anche impegnativo: spesso saltano pausa caffè o pausa pranzo, e aiutare i bambini a fare i compiti è un impegno che si sovrappone all'attività lavorativa, costringendoci a diventare multitasking a tutti gli effetti!
  • Lavorare da casa ci offre la possibilità di scegliere anche quotidianamente una nuova postazione. Oggi ho optato per il tavolo del soggiorno, con vista sul balcone baciato dal sole.  Foto: Nikoleta Arnaudova © Goethe-Institut Brüssel
    Smart working in soggiorno (Bruxelles, Belgio)

    Lavorare da casa ci offre la possibilità di scegliere anche quotidianamente una nuova postazione. Oggi ho optato per il tavolo del soggiorno, con vista sul balcone baciato dal sole.

Di notte

  • Ecco uno dei classici vicoli di Trastevere che capita di vedere nei film. Qui ci si ferma volentieri a bere qualcosa all’aperto, anche nella stagione invernale. © Goethe-Institut / Foto (particolare): Sarah Wollberg
    Tipico vicolo trasteverino (Roma, Italia)

    Ecco uno dei classici vicoli di Trastevere che capita di vedere nei film. Qui ci si ferma volentieri a bere qualcosa all’aperto, anche nella stagione invernale.
  • Passeggiare di notte per le vie della città può riservare piacevoli sorprese: si possono scoprire nuovi percorsi e ammirare anche i monumenti sotto un’altra luce. Un ottimo esempio è dato dai resti del Tempio di Diana nel centro storico di Évora, nella regione portoghese dell’Alentejo. Il monumento risale al I secolo d.C., è stato dichiarato patrimonio UNESCO ed è una straordinaria testimonianza della presenza degli antichi romani sul suolo portoghese. © Goethe-Institut Portugal / Foto: Teresa Laranjeiro
    Tempio di Diana (Évora, Portogallo)

    Passeggiare di notte per le vie della città può riservare piacevoli sorprese: si possono scoprire nuovi percorsi e ammirare anche i monumenti sotto un’altra luce. Un ottimo esempio è dato dai resti del Tempio di Diana nel centro storico di Évora, nella regione portoghese dell’Alentejo. Il monumento risale al I secolo d.C., è stato dichiarato patrimonio UNESCO ed è una straordinaria testimonianza della presenza degli antichi romani sul suolo portoghese.
  • Una scena consueta, di notte, per le vie parigine: nonostante il freddo invernale, ai tavolini dei bar all’aperto c’è gente che resta tranquillamente fino a notte fonda a ridere e scherzare, bere e fumare al riparo da vento e pioggia, al tepore dei funghi riscaldanti da esterno. A prima vista può sembrare str.ano, soprattutto nella stagione invernale, ma una volta provato, si resta piacevolmente colpiti dal calore avvolgente della copertina a disposizione, mentre ci si gode il panorama su una città ancora in movimento. Ecco quindi una tipica nottata parigina, da trascorrere con amici davanti a un bar o un caffè Foto: Laura Spießmacher © Goethe-Institut Frankreich
    Le Café de Raphaëlle – Rue de la Terrasse (Parigi, Francia)

    Una scena consueta, di notte, per le vie parigine: nonostante il freddo invernale, ai tavolini dei bar all’aperto c’è gente che resta tranquillamente fino a notte fonda a ridere e scherzare, bere e fumare al riparo da vento e pioggia, al tepore dei funghi riscaldanti da esterno. A prima vista può sembrare strano, soprattutto nella stagione invernale, ma una volta provato, si resta piacevolmente colpiti dal calore avvolgente della copertina a disposizione, mentre ci si gode il panorama su una città ancora in movimento. Ecco quindi una tipica nottata parigina, da trascorrere con amici davanti a un bar o un caffè.
  • Questo vivace quartiere a sud del centro storico non ha ancora ceduto alla gentrificazione: quando fa buio, gli innumerevoli tipici bar si riempiono di gente, sia del posto, sia di ogni provenienza, che si ritrova in compagnia per una birra o un vermuth. Il bucato viene steso tradizionalmente all’aperto, su fili tesi sotto le finestre da una facciata all’altra. Quando il cielo è sereno, si riesce a intravedere l’estremità più a sud della città, che conta sei milioni di abitanti. © Goethe-Institut Madrid / Foto: Leon Schepers
    Sui tetti di Lavapiés (Madrid, Spagna)

    Questo vivace quartiere a sud del centro storico non ha ancora ceduto alla gentrificazione: quando fa buio, gli innumerevoli tipici bar si riempiono di gente, sia del posto, sia di ogni provenienza, che si ritrova in compagnia per una birra o un vermuth. Il bucato viene steso tradizionalmente all’aperto, su fili tesi sotto le finestre da una facciata all’altra. Quando il cielo è sereno, si riesce a intravedere l’estremità più a sud della città, che conta sei milioni di abitanti.
  • Gli abitanti di Monaco amano dire che la loro è “la città più a nord d’Italia”. Non appena le giornate si allungano, quindi, si comportano come immaginano si faccia nel meridione d’Europa, cioè stando essenzialmente all’aperto e facendo le ore piccole in un Biergarten, ad esempio lungo il fiume Isar o all’Olympiapark, dove d’estate è in funzione anche la ruota panoramica. Foto (particolare): Jakob Rondthaler © Goethe-Institut
    Di notte all’Olympiapark (Monaco, Germania)

    Gli abitanti di Monaco amano dire che la loro è “la città più a nord d’Italia”. Non appena le giornate si allungano, quindi, si comportano come immaginano si faccia nel meridione d’Europa, cioè stando essenzialmente all’aperto e facendo le ore piccole in un Biergarten, ad esempio lungo il fiume Isar o all’Olympiapark, dove d’estate è in funzione anche la ruota panoramica.

Inverno in città

  • Per festeggiare il Capodanno 2020 a Roma sono state presentate performance e installazioni provenienti da tutto il mondo. Dall’alto del Giardino degli Aranci all’Aventino, le sculture di ghiaccio della nota artista brasiliana Nèle Azve si sono letteralmente sciolte guardando il tramonto del primo giorno del nuovo anno. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Sarah Wollberg
    Sculture di ghiaccio (Roma, Italia)

    Per festeggiare il Capodanno 2020 a Roma sono state presentate performance e installazioni provenienti da tutto il mondo. Dall’alto del Giardino degli Aranci all’Aventino, le sculture di ghiaccio della nota artista brasiliana Nèle Azve si sono letteralmente sciolte guardando il tramonto del primo giorno del nuovo anno.
  • Durante l’inverno, a Lisbona, il tempo somiglia a quello di aprile in Germania: a volte splende il sole e le temperature gradevoli invogliano a lunghe passeggiate per le vie della città; altre volte invece piove e, immerse nella nebbia, le sponde meridionali del Tago si intravedono appena e il Cais das Colunas, il Molo delle Colonne nel cuore di Lisbona, sembra l’ultima propaggine d’Europa. Foto: Goethe-Institut Portugal / Teresa Laranjeiro
    Nebbia sul Tago (Lisbona, Portogallo)

    Durante l’inverno, a Lisbona, il tempo somiglia a quello di aprile in Germania: a volte splende il sole e le temperature gradevoli invogliano a lunghe passeggiate per le vie della città; altre volte invece piove e, immerse nella nebbia, le sponde meridionali del Tago si intravedono appena e il Cais das Colunas, il Molo delle Colonne nel cuore di Lisbona, sembra l’ultima propaggine d’Europa.
  • Quest’anno a Bruxelles pare che l’inverno abbia deciso di prendersi una pausa, regalando temperature primaverili, che comunque non impediscono di prendere un tipico “waffel” alla belga per rendere ancora più piacevole una bella passeggiata all’aperto. Si tratta solo di decidere tra la versione di Bruxelles e quella di Liegi… questione di gusti! © Goethe-Institut Brüssel Foto: Elifcan Demir
    Inverno a Bruxelles (Bruxelles, Belgio)

    Quest’anno a Bruxelles pare che l’inverno abbia deciso di prendersi una pausa, regalando temperature primaverili, che comunque non impediscono di prendere un tipico “waffel” alla belga per rendere ancora più piacevole una bella passeggiata all’aperto. Si tratta solo di decidere tra la versione di Bruxelles e quella di Liegi… questione di gusti!
  • Nei pressi dei giardini del Trocadéro, l’importante è stare all’aperto (Parigi, Francia) © Goethe-Institut Frankreich, Foto: Cynthia Gruschke
    Qui, nei pressi dei giardini del Trocadéro, l’importante è stare all’aperto (Parigi, Francia)

    Le vie parigine sono movimentate anche durante l’inverno: nonostante il freddo e a prescindere dall’età ci si incontra volentieri all’aria aperta, ad esempio qui, dalle parti dei giardini del Trocadéro, all’incrocio tra l’Avenue des Nations Unies e l’Avenue Albert de Mun. Basta coprirsi con gli indumenti adatti per sfruttare anche gli ultimi raggi di sole di una giornata invernale giocando, chiacchierando o anche semplicemente facendo una passeggiata. Perché d’inverno, anche senza neve o ghiaccio, Parigi mantiene comunque intatto tutto il suo fascino.
  • Azzurrità (Madrid, Spagna) Foto: Daniel Tonero © Goethe-Institut Madrid
    Azzurrità (Madrid, Spagna)

    Sole e cielo azzurro di una tipica giornata invernale a Madrid. Anche se di notte le temperature scendono notevolmente, di giorno sia gli abitanti, sia i turisti frequentano volentieri i locali con tavolini su strada, ad esempio in piazza Santa Barbara, dove dietro ai platani ora spogli si vede il Palazzo dei Condes de Guevara.

In metro

  • <b>L’arte prende la metropolitana (Roma, Italia)</b><br><br>Mosaici coloratissimi raffiguranti temi astratti ravvivano corridoi e passaggi della prima metropolitana d’Italia, la metro B di Roma. Non solo nelle stazioni del centro, ma anche in quelle più periferiche, dove tra le scale mobili e la fretta dei viaggiatori spuntano vere e proprie opere d’arte. Nella foto il mosaico di Enrico Della Torre alla stazione Monti Tiburtini. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Claudia Giusto
    L’arte prende la metropolitana (Roma, Italia)

    Mosaici coloratissimi raffiguranti temi astratti ravvivano corridoi e passaggi della prima metropolitana d’Italia, la metro B di Roma. Non solo nelle stazioni del centro, ma anche in quelle più periferiche, dove tra le scale mobili e la fretta dei viaggiatori spuntano vere e proprie opere d’arte. Nella foto il mosaico di Enrico Della Torre alla stazione Monti Tiburtini.
  • <b>Marienplatz, stazione della metro e della ferrovia leggera (Monaco di B., Germania)</b><br><br>La stazione di Marienplatz di Monaco è molto frequentata dai turisti che vanno a visitare la Frauenkirche o il Neues Rathaus, il nuovo Municipio. Ma anche la stazione in sé ha il suo fascino, con le sue piastrelle arancioni, che se non altro hanno il pregio di essere facilmente riconoscibili. E infatti le ritroviamo anche nei posti più impensati, come ad esempio nel videoclip di “Four Out Of Five” della band britannica Arctic Monkeys, che ritrae il cantante Alex Turner proprio mentre cammina in questa stazione sotterranea. © Goethe-Institut / Foto: Jörn Müller
    Marienplatz, stazione della metro e della ferrovia leggera (Monaco di B., Germania)

    La stazione di Marienplatz di Monaco è molto frequentata dai turisti che vanno a visitare la Frauenkirche o il Neues Rathaus, il nuovo Municipio. Ma anche la stazione in sé ha il suo fascino, con le sue piastrelle arancioni, che se non altro hanno il pregio di essere facilmente riconoscibili. E infatti le ritroviamo anche nei posti più impensati, come ad esempio nel videoclip di “Four Out Of Five” della band britannica Arctic Monkeys, che ritrae il cantante Alex Turner proprio mentre cammina in questa stazione sotterranea.
  • <b>Stephan Vanfleteren – Moda in metro, 2009 (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>Ci troviamo nella stazione della metropolitana Gare de l’Ouest a Molenbeek-Saint-Jean, Bruxelles. Da fuori non si direbbe, ma l’interno di questa stazione ospita alcuni lavori del noto fotografo Stephan Vanfleteren che decorano le pareti della banchina in direzione Bekkant. Le foto esposte ritraggono 13 persone qualunque, ma vestite per lo shooting da famose case di moda del Belgio per illustrare il cosmopolitismo di Bruxelles. © Goethe-Institut Brüssel / Foto: Annika Duin
    Stephan Vanfleteren – Moda in metro, 2009 (Bruxelles, Belgio)

    Ci troviamo nella stazione della metropolitana Gare de l’Ouest a Molenbeek-Saint-Jean, Bruxelles. Da fuori non si direbbe, ma l’interno di questa stazione ospita alcuni lavori del noto fotografo Stephan Vanfleteren che decorano le pareti della banchina in direzione Bekkant. Le foto esposte ritraggono 13 persone qualunque, ma vestite per lo shooting da famose case di moda del Belgio per illustrare il cosmopolitismo di Bruxelles.
  • <b>Pop art per le maioliche della stazione Oriente (Lisbona, Portogallo)</b><br><br>In questa stazione della metropolitana, inaugurata a Lisbona nel 1998 in occasione dell’Expo, le tradizionali maioliche artistiche portoghesi sono declinate in stile pop art nella decorazione su tema marino realizzata da artisti provenienti da cinque continenti. L’islandese Erró ha illustrato miti e leggende del mare in stile comic art. Le maioliche sono state prodotte dalla storica Fábrica Viúva Lamego. © Goethe-Institut / Foto: Teresa Laranjeiro
    Pop art per le maioliche della stazione Oriente (Lisbona, Portogallo)

    In questa stazione della metropolitana, inaugurata a Lisbona nel 1998 in occasione dell’Expo, le tradizionali maioliche artistiche portoghesi sono declinate in stile pop art nella decorazione su tema marino realizzata da artisti provenienti da cinque continenti. L’islandese Erró ha illustrato miti e leggende del mare in stile comic art. Le maioliche sono state prodotte dalla storica Fábrica Viúva Lamego.
  • <b>Cent’anni di circolazione a sinistra (Madrid, Spagna)</b><br><br>La metropolitana di Madrid è sempre talmente stracolma che stando dentro è difficile riuscire a guardare a terra. Nell’ora di punta bisogna farsi strada gettandosi nei vagoni e spesso i 657,2 milioni di utenti che la prendono ogni anno sono costretti ad aspettarne un’altra, e a volte anche un’altra ancora, prima di riuscire a salire. La Metro de Madrid, che viaggia tenendo rigorosamente la sinistra sull’intera rete, quest’anno compie cent’anni. Foto: Daniel Tornero Rojo © Goethe-Institut Madrid
    Cent’anni di circolazione a sinistra (Madrid, Spagna)

    La metropolitana di Madrid è sempre talmente stracolma che stando dentro è difficile riuscire a guardare a terra. Nell’ora di punta bisogna farsi strada gettandosi nei vagoni e spesso i 657,2 milioni di utenti che la prendono ogni anno sono costretti ad aspettarne un’altra, e a volte anche un’altra ancora, prima di riuscire a salire. La Metro de Madrid, che viaggia tenendo rigorosamente la sinistra sull’intera rete, quest’anno compie cent’anni.
  • Arts et Métiers (Parigi, Francia) © Goethe-Institut, Foto: Cynthia Gruschke
    Arts et métiers (Parigi, Francia)

    Entrando nella stazione della metro parigina “Arts et métiers” ci si trova letteralmente tra gli ingranaggi di una macchina: i passeggeri in attesa della linea 11 si muovono tra undici oblò di ottone come se fossero all’interno del misterioso Nautilus della fantasia di Jules Verne. L’intera stazione, unica nel suo genere per il rivestimento in rame realizzato nel 1994 dall’artista belga François Schuiten in occasione del bicentenario del Museo dell’artigianato “Arts et métiers”, ricrea l’ambiente interno di un sottomarino e del mondo tecnico-industriale di una volta al quale è dedicato il museo limitrofo. Attenzione, si parte… 200.000 miglia sotto i mari!

Al museo

  • <b>Il Macro Asilo al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Roma, Italia)</b><br><br>Il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, si trova nei pressi del Goethe-Institut. Il progetto che ospita attualmente è il “Macro Asilo”, una sperimentazione della durata di 15 mesi che vede 300 artisti da tutto il mondo che si alternano per lavorare e dare performance a porte aperte. I visitatori non pagano l’ingresso e possono entrare da mattina a sera per vedere gli artisti all’opera. © Goethe-Institut / Foto (particolare): Sarah Wollberg
    Il Macro Asilo al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Roma, Italia)

    Il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, si trova nei pressi del Goethe-Institut. Il progetto che ospita attualmente è il “Macro Asilo”, una sperimentazione della durata di 15 mesi che vede 300 artisti da tutto il mondo che si alternano per lavorare e dare performance a porte aperte. I visitatori non pagano l’ingresso e possono entrare da mattina a sera per vedere gli artisti all’opera.
  • Museumsviertel, Monaco di Baviera Foto (particolare): © Regine Hader
    Alte Pinakothek e Pinakothek der Moderne (Monaco di B., Germania)

    Gli abitanti di Monaco preferiscono visitare i musei di domenica, approfittando del fatto che quel giorno l’ingresso a molte gallerie d’arte statali costa solo 1 €. In un pomeriggio se ne può visitare più di uno e tra la Vecchia Pinacoteca, la Pinacoteca d’Arte Moderna e il Museo Brandhorst si trova una striscia di prato dove sembra che sia atterrato un UFO, che invece è la “Casa Futuro” dell’architetto finlandese Matti Suuronen, che la Pinacoteca d’Arte Moderna espone all’esterno, su questo prato.
  • <b>MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia (Lisbona, Portogallo)</b><br><br>Tra i musei di Lisbona vale la pena visitare il nuovo museo d’arte contemporanea. Inaugurato nel 2016 lungo il fiume Tago, non solo ospita esposizioni internazionali di rilievo, ma colpisce anche per un design futuristico che si integra perfettamente nell’ambiente storico in cui si trova. La passeggiata lungo il fiume è molto frequentata sia per fare jogging, sia per andare in bicicletta, camminare o andare semplicemente al lavoro. Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro
    MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia (Lisbona, Portogallo)

    Tra i musei di Lisbona vale la pena visitare il nuovo museo d’arte contemporanea. Inaugurato nel 2016 lungo il fiume Tago, non solo ospita esposizioni internazionali di rilievo, ma colpisce anche per un design futuristico che si integra perfettamente nell’ambiente storico in cui si trova. La passeggiata lungo il fiume è molto frequentata sia per fare jogging, sia per andare in bicicletta, camminare o andare semplicemente al lavoro.
  • <b>Metropoli delle arti – Museo d’Arte Moderna della città di Parigi (Parigi, Francia)</b><br><br>Design, pittura, cinema, fotografia, scultura… Siamo sulla collina di Chaillot, nei pressi della Torre Eiffel, nell’ala est del Palais de Tokyo: l’arte contemporanea si trova qui. Il Museo d’Arte Moderna, inaugurato nel 1961, presenta una collezione permanente con le maggiori opere artistiche del secolo passato, dedicando tuttavia spazio e attenzione anche a installazioni d’arte contemporanea, riflettendo e proponendo in forma critica le correnti della società e trasformando gli spazi espositivi in un luogo di riflessione e d’incontro. Foto: Goethe-Institut / Cynthia Gruschke
    Metropoli delle arti – Museo d’Arte Moderna della città di Parigi (Parigi, Francia)

    Design, pittura, cinema, fotografia, scultura… Siamo sulla collina di Chaillot, nei pressi della Torre Eiffel, nell’ala est del Palais de Tokyo: l’arte contemporanea si trova qui. Il Museo d’Arte Moderna, inaugurato nel 1961, presenta una collezione permanente con le maggiori opere artistiche del secolo passato, dedicando tuttavia spazio e attenzione anche a installazioni d’arte contemporanea, riflettendo e proponendo in forma critica le correnti della società e trasformando gli spazi espositivi in un luogo di riflessione e d’incontro.
  • <b>Arte contemporanea al Raval (Barcellona, Spagna)</b><br><br> Al CCCB, il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, la mostra attualmente in corso si intitola “Femminismi!” e invoca continuità e al contempo rottura tra le femministe di oggi e le idee femministe degli anni Settanta. Uno dei lavori esposti è “Las muertes chiquitas” (letteralmente “le piccole morti”) di Mireia Sallarès, uno studio multimediale su piacere, violenza, dolore e morte con un focus sull’orgasmo femminile. Foto: Goethe-Institut
    Arte contemporanea al Raval (Barcellona, Spagna)

    Al CCCB, il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, la mostra attualmente in corso si intitola “Femminismi!” e invoca continuità e al contempo rottura tra le femministe di oggi e le idee femministe degli anni Settanta. Uno dei lavori esposti è “Las muertes chiquitas” (letteralmente “le piccole morti”) di Mireia Sallarès, uno studio multimediale su piacere, violenza, dolore e morte con un focus sull’orgasmo femminile.
  • <b>Magritte Museum (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>„There is no choice: there is no art without life.“ – René Magritte<br>Il Museo Magritte, inaugurato nel 2009 all’interno del Museo Reale delle Belle Arti, al centro della capitale belga, ospita 230 opere del celebre artista René Magritte. Dal 2018 vi è esposta l’opera dell’artista Nicolas Party <i>Portrait with an Owl</i>. © Nicolas PARTY – Portrait with an Owl, 2018 | Installation view in Magritte Museum, Brussels | Pastel on paper, 110x180cm | Courtesy Xavier Hufkens, Brussels.
    Magritte Museum (Bruxelles, Belgio)

    „There is no choice: there is no art without life.“ – René Magritte
    Il Museo Magritte, inaugurato nel 2009 all’interno del Museo Reale delle Belle Arti, al centro della capitale belga, ospita 230 opere del celebre artista René Magritte. Dal 2018 vi è esposta l’opera dell’artista Nicolas Party Portrait with an Owl.

Street Art

  • La street art contro l’inquinamento (Roma, Italia). </b><br><br>“Hunting pollution” è il titolo dell’opera di street art più grande d’Europa. Lo street artist Iena Cruz l’ha realizzata nel 2018 utilizzando la tecnologia Airlite, una pittura mangia-smog che riduce l’inquinamento come 30 alberi. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Sarah Wollberg
    La street art contro l’inquinamento (Roma, Italia)

    Hunting pollution è il titolo dell’opera di street art più grande d’Europa. Lo street artist Iena Cruz l’ha realizzata nel 2018 utilizzando la tecnologia Airlite, una pittura mangia-smog che riduce l’inquinamento come 30 alberi.
  • Il Tour de France a Bruxelles © Foto: Benjamin Panten, Goethe-Institut Belgien
    La città impazzisce per il Tour de France (Bruxelles, Belgio)

    Quest’anno Bruxelles ha ospitato le prime due tappe del Tour de France e in città questa partecipazione ha lasciato il segno, ad esempio con il murale che l’artista Amandine Lesay ha realizzato presso la scuola Arts et Métiers ispirandosi ai successi del belga Eddy Merckx, vincitore del Tour cinquant’anni fa, e di Yvonne Reynders, originaria del quartiere Schaarbeek e più volte campionessa del mondo.
  • <b>Belleville (Parigi, Francia)</b><br><br>Parigi ha molto da offrire, quanto a street art, in particolare nel quartiere Belleville, un piacere per gli occhi degli appassionati di arte, visto che sono moltissimi i muri, le pareti o le tapparelle dei palazzi abbelliti da pregevoli murales. Vengono addirittura organizzate visite guidate per le strade di questo quartiere, che può essere considerato un museo a cielo aperto! © Goethe-Institut Frankreich, Foto: Cynthia Gruschke
    Belleville (Parigi, Francia)

    Parigi ha molto da offrire, quanto a street art, in particolare nel quartiere Belleville, un piacere per gli occhi degli appassionati di arte, visto che sono moltissimi i muri, le pareti o le tapparelle dei palazzi abbelliti da pregevoli murales. Vengono addirittura organizzate visite guidate per le strade di questo quartiere, che può essere considerato un museo a cielo aperto!
  • <b>Leggende musicali (Amadora, Portogallo)</b><br><br>Spaziando dall’underground all’arte riconosciuta come tale, negli ultimi dieci anni l’area metropolitana di Lisbona si è arricchita di murales di grandi dimensioni che abbelliscono le facciate dei palazzi. In precedenza vietati, questi coloratissimi murales contribuiscono a caratterizzare il volto della città e delle sue periferie, ispirandosi spesso a temi o personalità della storia e della letteratura del Portogallo, come nel caso di due opere dell’artista Odeith che ritraggono Carlos Paredes e Amália, icone della scena musicale portoghese. © Goethe-Institut / Foto: Teresa Laranjeiro
    Leggende musicali (Amadora, Portogallo)

    Spaziando dall’underground all’arte riconosciuta come tale, negli ultimi dieci anni l’area metropolitana di Lisbona si è arricchita di murales di grandi dimensioni che abbelliscono le facciate dei palazzi. In precedenza vietati, questi coloratissimi murales contribuiscono a caratterizzare il volto della città e delle sue periferie, ispirandosi spesso a temi o personalità della storia e della letteratura del Portogallo, come nel caso di due opere dell’artista Odeith che ritraggono Carlos Paredes e Amália, icone della scena musicale portoghese.
  • <b>Facciata del locale Bodegas Lo Maximo (Madrid, Spagna)</b><br><br>“Lavapiés non molla” è il titolo dell’opera di Ben Vine nell’ambito del suo progetto <i>Analogue Resistance</i> per il Festival C.A.L.L.E. Sulla facciata del tradizionale locale Bodegas Lo Máximo l’artista britannico ha ritratto con la tecnica della fotografia 3D tre persone della zona quotidianamente legate al locale. Il loro futuro nel quartiere Lavapiés è incerto, perché alla fine del 2019 il bar dovrà chiudere: l’investitore che ha acquistato l’edificio, infatti, non ha prolungato il contratto d’affitto. L’opera dell’artista, quindi, vuole esprimere un giudizio sulla gentrificazione e allo stesso tempo omaggiare persone che finora hanno caratterizzato il quartiere. © Goethe-Institut Madrid / Foto: Daniel Tornero Rojo
    Facciata del locale Bodegas Lo Maximo (Madrid, Spagna)

    Lavapiés non molla è il titolo dell’opera di Ben Vine nell’ambito del suo progetto Analogue Resistance per il Festival C.A.L.L.E. Sulla facciata del tradizionale locale Bodegas Lo Máximo l’artista britannico ha ritratto con la tecnica della fotografia 3D tre persone della zona quotidianamente legate al locale. Il loro futuro nel quartiere Lavapiés è incerto, perché alla fine del 2019 il bar dovrà chiudere: l’investitore che ha acquistato l’edificio, infatti, non ha prolungato il contratto d’affitto. L’opera dell’artista, quindi, vuole esprimere un giudizio sulla gentrificazione e allo stesso tempo omaggiare persone che finora hanno caratterizzato il quartiere.
  • La East Side Gallery di Berlino Foto (dettaglio): Dieter Palm © dpa/picture alliance/ZB
    La East Side Gallery di Berlino

    La Street Art in Germania è onnipresente: non solo, ma ovviamente soprattutto a Berlino. Le opere più famose sono quelle realizzate sui resti del muro di Berlino, la cosiddetta “East Side Gallery”. Dopo la caduta del muro oltre cento artisti provenienti da tutto il mondo hanno dipinto il tratto compreso tra la Stazione di Berlino Est e l’Oberbaumbrücke. Nel 2009 questa galleria a cielo aperto è stata completamente ristrutturata. L’arte nello spazio pubblico vuol dire infatti anche che essa è soggetta ai danni arrecati dall’azione del tempo, dal vandalismo e dagli interventi di edificazione. La nostra foto mostra l’opera dell’artista Schamil Gimajew.

Colazione

  • <b>Colazione al bar (Roma, Italia)</b><br><br>Cappuccino, spremuta di arance e un maritozzo con la panna: una colazione tipicamente romana a cui è difficile resistere, consumata in piedi al banco di un bar storico dove non mancano mai due chiacchiere e il saluto per una buona giornata. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Sarah Wollberg
    Colazione al bar (Roma, Italia)

    Cappuccino, spremuta di arance e un maritozzo con la panna: una colazione tipicamente romana a cui è difficile resistere, consumata in piedi al banco di un bar storico dove non mancano mai due chiacchiere e il saluto per una buona giornata.
  • Tipicamente bavarese: Weißwurst per colazione Foto (particolare): HLPHOTO © picture alliance/Shotshop
    Weißwurst per colazione (Baviera, Germania)

    In Germania la colazione è un momento molto gradito e da godere con calma, mettendo a tavola di tutto, dal salato al dolce. In Baviera spicca la colazione con il Weißwurst, il würstel bianco, anzi 2-3 würstel, lessati e accompagnati da senape dolce e Brezel, il tipico pane intrecciato, appena sfornato, e come coronamento un bel boccale di Weißbier bavarese. Ecco perché la colazione con il Weißwurst è per lo più riservata alla domenica o ai giorni di festa, quando si ha il tempo di gustarla senza fretta, e comunque entro le 12, perché la tradizione vuole che il Weißwurst “non senta” i rintocchi delle campane di mezzogiorno. Un’altra tradizione da rispettare è che i würstel non vengano mangiati con coltello e forchetta, ma “gezuzelt”, ossia afferrati tra i denti per poi succhiare il contenuto finemente macinato dell’insaccato.
  • Colazione nel quartiere europeo di Bruxelles qd © Foto: Judith Neuman, Goethe-Institut Belgien
    Colazione da portar via (Bruxelles, Belgio)

    Nel vivace quartiere europeo di Bruxelles manca il tempo per fare colazione come si deve e quindi si ricorre spesso alla “colazione da portar via” : si comprano ad esempio un saccottino alla mela o un krapfen e un buon caffè e ci si sposta poi verso un parco, per gustare il dolce e il caffè in un angoletto tranquillo.
  • Caffè col toast (Lisbona, Portogallo) Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro
    Caffè e toast (Lisbona, Portogallo)

    In questo Paese in cui si mangia volentieri (e bene), la colazione è il pasto più frugale della giornata e tanto ieri quanto oggi consiste in una “torrada”, un toast caldo e grondante di burro, accompagnato da un “galão”, un espresso con il latte, oppure una “bica”, un espresso normale. È una colazione che si consuma per lo più direttamente al bancone in uno dei numerosi, tipici caffè che si trovano lungo la strada e che la mattina sono talmente affollati che i poveri baristi riescono a malapena a servire i clienti. L’importante, comunque, è far presto.
  • Tortilla e cornetto alla piastra (Madrid, Spagna) Foto: Daniel Tornero Rojo © Goethe-Institut Madrid
    Tortilla e cornetto alla piastra (Madrid, Spagna)

    La tipica colazione spagnola non è particolarmente varia, ma le tradizioni continuano ad essere rispettate e prevedono per lo più toast con burro e marmellata, pane con pomodoro e olio d’oliva, una fetta di tortilla oppure il famoso “cruasán a la plancha”, il cornetto alla piastra spalmato di burro e marmellata. Da bere ci sono caffellatte e succo d’arancia. I bambini spesso prendono solo un paio di biscotti e un bicchiere di latte o di cacao. Buon appetito!
  • Colazione a Parigi, Francia © Goethe-Institut, Foto: Cynthia Gruschke
    Un caffè a Parigi, Francia

    Buongiorno, Parigi! I bar che si trovano praticamente ad ogni angolo, nelle strade parigine, sono piccoli ma raffinati e generalmente sono pieni di gente e danno vivacità alla città. Al mattino invitano a fare colazione con tranquillità offrendo la “formule petit-déjeuner”, uno specifico menù per la colazione che comprende invariabilmente una tazzina di caffè, spesso molto forte, con un delizioso cornetto al burro oppure un “pain au chocolat”, un panino dolce al cioccolato.

Sui tetti di...

  • <b>Trastevere (Roma, Italia)</b><br><br>Vista sui tetti di Trastevere fino al campanile di Santa Maria in Trastevere, la più antica chiesa romana dedicata alla Madonna. Questo quartiere di Roma tanto caratteristico e vivace viene spesso usato come location di produzioni cinematografiche, sia italiane che internazionali. © Goethe-Institut / Foto (particolare): Sarah Wollberg
    Trastevere (Roma, Italia)

    Vista sui tetti di Trastevere fino al campanile di Santa Maria in Trastevere, la più antica chiesa romana dedicata alla Madonna. Questo quartiere di Roma tanto caratteristico e vivace viene spesso usato come location di produzioni cinematografiche, sia italiane che internazionali.
  • <b>Quartel do Carmo (Lisbona, Portogallo)</b><br> <br>Per scoprire la città dalle sette e più colline dall’alto, bisogna salire sui tetti. E ne vale la pena, perché da qui il paesaggio sulla capitale portoghese è davvero mozzafiato, oltre ad offrire una visuale di prim’ordine su importanti monumenti storici. Su una delle colline, che ne prende il nome, si erge l’imponente Castelo de São Jorge, costruito nell’XI secolo in difesa della “città bianca”. Un labirinto di viuzze e le casette che sembrano ammassate le une sulle altre, alle pendici della montagna, sono ciò che resta del quartiere Mouraria dopo il devastante terremoto del 1755. Sulle rovine della Lisbona medievale è poi sorta la parte bassa della città, con la caratteristica, geometrica rete stradale che ancora oggi costituisce una delle zone più vivaci di Lisbona. Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro
    Quartel do Carmo (Lisbona, Portogallo)

    Per scoprire la città dalle sette e più colline dall’alto, bisogna salire sui tetti. E ne vale la pena, perché da qui il paesaggio sulla capitale portoghese è davvero mozzafiato, oltre ad offrire una visuale di prim’ordine su importanti monumenti storici. Su una delle colline, che ne prende il nome, si erge l’imponente Castelo de São Jorge, costruito nell’XI secolo in difesa della “città bianca”. Un labirinto di viuzze e le casette che sembrano ammassate le une sulle altre, alle pendici della montagna, sono ciò che resta del quartiere Mouraria dopo il devastante terremoto del 1755. Sulle rovine della Lisbona medievale è poi sorta la parte bassa della città, con la caratteristica, geometrica rete stradale che ancora oggi costituisce una delle zone più vivaci di Lisbona.
  • <b>Goethe-Institut Paris (Parigi, Francia)</b><br> <br>È incredibile la vista che si gode dal balcone del quarto piano dell’edificio del Goethe-Institut di Parigi, in Rue Iéna. Da questa posizione è emozionante ammirare la Torre Eiffel, ma anche i tipici tetti zincati che contribuiscono all’inconfondibile charme della città, nel cosiddetto “stile Haussmann” che la caratterizza il paesaggio urbano dalla metà del XIX secolo. Foto: Goethe-Institut / Cynthia Gruschke
    Goethe-Institut Paris (Parigi, Francia)

    È incredibile la vista che si gode dal balcone del quarto piano dell’edificio del Goethe-Institut di Parigi, in Rue Iéna. Da questa posizione è emozionante ammirare la Torre Eiffel, ma anche i tipici tetti zincati che contribuiscono all’inconfondibile charme della città, nel cosiddetto “stile Haussmann” che la caratterizza il paesaggio urbano dalla metà del XIX secolo.
  • <b>Elbphilarmonie-Plaza (Amburgo, Germania)</b><br><br>Alle spalle la musica, davanti il porto: ecco la vista che si apre dalla Elbphilarmonie-Plaza, il piano panoramico della Filarmonica dell’Elba, lo spazio pubblico più alto di tutta la Germania settentrionale. Da qui si ammirano il centro storico di Amburgo, il porto e la HafenCity, la cittadella portuale, e la zona nord del fiume. La Filarmonica, chiamata affettuosamente con il diminutivo “Elphi”, è il nuovo simbolo della città e merita di essere visitata anche all’interno. Il porto è il cuore pulsante di Amburgo ed elemento essenziale dell’identità della città, oltre ad essere uno dei maggiori porti marittimi per container in Europa. Nel 2019 compie il suo 830° anniversario. Foto (particolare): picture alliance/Bildagentur-online/Schickert
    Elbphilarmonie-Plaza (Amburgo, Germania)

    Alle spalle la musica, davanti il porto: ecco la vista che si apre dalla Elbphilarmonie-Plaza, il piano panoramico della Filarmonica dell’Elba, lo spazio pubblico più alto di tutta la Germania settentrionale. Da qui si ammirano il centro storico di Amburgo, il porto e la HafenCity, la cittadella portuale, e la zona nord del fiume. La Filarmonica, chiamata affettuosamente con il diminutivo “Elphi”, è il nuovo simbolo della città e merita di essere visitata anche all’interno. Il porto è il cuore pulsante di Amburgo ed elemento essenziale dell’identità della città, oltre ad essere uno dei maggiori porti marittimi per container in Europa. Nel 2019 compie il suo 830° anniversario.
  • <b>Les Marolles (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>Vista sui tetti di Les Marolles, quartiere operaio di Bruxelles, in uno splendido venerdì di sole. In lontananza si scorgono monumenti come la Basilica di Koekelberg, il complesso architettonico in Art Déco più grande del mondo, e la chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, situata nella zona in cui viveva e operava il pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, del quale ricorre quest’anno il 450° anniversario della morte, che prevede un ricco calendario di eventi culturali. Guardando con attenzione si vede anche l’Atomium, simbolo della città. Foto: © Goethe-Institut Brüssel
    Les Marolles (Bruxelles, Belgio)

    Vista sui tetti di Les Marolles, quartiere operaio di Bruxelles, in uno splendido venerdì di sole. In lontananza si scorgono monumenti come la Basilica di Koekelberg, il complesso architettonico in Art Déco più grande del mondo, e la chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, situata nella zona in cui viveva e operava il pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, del quale ricorre quest’anno il 450° anniversario della morte, che prevede un ricco calendario di eventi culturali. Guardando con attenzione si vede anche l’Atomium, simbolo della città.
  • <b>Panorama sulla Plaza de Oriente (Madrid, Spagna)</b><br>Che succederà mai di notte a Palazzo Reale? Chi abita nella zona di Plaza de Oriente dovrà anche affrontare ogni giorno le orde di turisti che la invadono, ma in compenso può godere di una vista del tutto privilegiata. A sinistra del Palazzo vediamo la Cattedrale dell’Almudena, mentre nelle giornate più terse si possono scorgere anche i monti della Sierra. Foto: Daniel Tornero Rojo
    Panorama sulla Plaza de Oriente (Madrid, Spagna)
    Che succederà mai di notte a Palazzo Reale? Chi abita nella zona di Plaza de Oriente dovrà anche affrontare ogni giorno le orde di turisti che la invadono, ma in compenso può godere di una vista del tutto privilegiata. A sinistra del Palazzo vediamo la Cattedrale dell’Almudena, mentre nelle giornate più terse si possono scorgere anche i monti della Sierra.

Al mercato

  • <b>Mercado dos Lavradores (Funchal, Portogallo)</b><br> <br>Chi ama la frutta tropicale non ha bisogno di andar lontano: al mercato di Funchal, capoluogo dell’isola portoghese di Madeira, nell’Atlantico, si trovano moltissimi tipi di frutta, dalle più consuete banane e maracuja ai più esotici tamarillo o “monstera deliciosa”. Tanta varietà non è solo bella da vedere, per i suoi colori straordinari, ma anche sorprendente e gustosissima, per la gioia del palato. Fare un giro nel Mercado dos Lavradores è un’ottima occasione per provare qualcuno di questi frutti meno noti. Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro
    Mercado dos Lavradores (Funchal, Portogallo)

    Chi ama la frutta tropicale non ha bisogno di andar lontano: al mercato di Funchal, capoluogo dell’isola portoghese di Madeira, nell’Atlantico, si trovano moltissimi tipi di frutta, dalle più consuete banane e maracuja ai più esotici tamarillo o “monstera deliciosa”. Tanta varietà non è solo bella da vedere, per i suoi colori straordinari, ma anche sorprendente e gustosissima, per la gioia del palato. Fare un giro nel Mercado dos Lavradores è un’ottima occasione per provare qualcuno di questi frutti meno noti.
  • <b>La Boquería (Barcellona, Spagna)</b><br><br> Subito dietro la Rambla c’è il mercato più noto di Barcellona, “La boquería”. Benché sia ormai diventato una vera e propria attrazione turistica, è frequentato anche dagli abitanti del quartiere in cui si trova, il popolare Raval. Foto: © Daniel Tornero Rojo
    La Boquería (Barcellona, Spagna)

    Subito dietro la Rambla c’è il mercato più noto di Barcellona, “La boquería”. Benché sia ormai diventato una vera e propria attrazione turistica, è frequentato anche dagli abitanti del quartiere in cui si trova, il popolare Raval.
  • <b>Marché Président Wilson (Parigi, Francia)</b><br><br>Nei pressi di Place Iéna, sotto lo sguardo bronzeo di George Washington, ogni mercoledì e sabato apre il mercato Président Wilson, dove si possono comprare non solo specialità tipiche come crêpes, formaggi e salumi locali, ma anche delizie creole e libanesi. Soprattutto verso mezzogiorno è talmente affollato che bisogna calcolare il tempo che si ha a disposizione per godersi la vitalità che caratterizza i mercati parigini. Foto: Goethe-Institut / Cynthia Gruschke
    Marché Président Wilson (Parigi, Francia)

    Nei pressi di Place Iéna, sotto lo sguardo bronzeo di George Washington, ogni mercoledì e sabato apre il mercato Président Wilson, dove si possono comprare non solo specialità tipiche come crêpes, formaggi e salumi locali, ma anche delizie creole e libanesi. Soprattutto verso mezzogiorno è talmente affollato che bisogna calcolare il tempo che si ha a disposizione per godersi la vitalità che caratterizza i mercati parigini.
  • <b>Mercato di Torpignattara (Roma, Italia)</b><br><br>A Roma non c’è solo il centro storico: i quartieri periferici, come quello del mercato di Torpignattara, sono particolarmente colorati e vitali. Val la pena visitarlo per fare la spesa e incontrare le persone più diverse che lo frequentano! © Goethe-Institut Italien / Foto: Sara Camilli
    Mercato di Torpignattara (Roma, Italia)

    A Roma non c’è solo il centro storico: i quartieri periferici, come quello del mercato di Torpignattara, sono particolarmente colorati e vitali. Val la pena visitarlo per fare la spesa e incontrare le persone più diverse che lo frequentano!
  • <b>Marché des Antiquaires du Sablon (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>Sulla strada che porta dal Palazzo Reale al Palazzo di Giustizia, all’ombra della chiesa di Notre-Dame du Sablon, dagli anni Sessanta è aperto ogni fine settimana questo mercatino dell’antiquariato che invita a frugare tra la merce esposta. E se non si è trovato nulla di interessante, si può proseguire la ricerca nelle gallerie d’arte e nei negozi d’antiquariato che pullulano nel quartiere Sablon. Foto: Goethe-Institut / Benjamin Panten
    Marché des Antiquaires du Sablon (Bruxelles, Belgio)

    Sulla strada che porta dal Palazzo Reale al Palazzo di Giustizia, all’ombra della chiesa di Notre-Dame du Sablon, dagli anni Sessanta è aperto ogni fine settimana questo mercatino dell’antiquariato che invita a frugare tra la merce esposta. E se non si è trovato nulla di interessante, si può proseguire la ricerca nelle gallerie d’arte e nei negozi d’antiquariato che pullulano nel quartiere Sablon.
  • <b>Viktualienmarkt (Monaco di Baviera, Germania)</b><br><br>Di prima mattina il Viktualienmarkt di Monaco, in pieno centro città, è ancora vuoto. Durante la giornata, però, dal lunedì al sabato si riempie di gente, tra turisti e abitanti che vanno a comprare frutta e verdura, succhi, fiori, pane e varie specialità. Chi può permetterselo – visto che è piuttosto caro – si ferma anche a bere un bicchierino di vino bianco. Pur non essendo frequentato da tutti gli abitanti di Monaco, il Viktualienmarkt è diventato famoso in tutta la Germania, tanto da essere scelto come location per la nota serie poliziesca “Tatort” e raffigurato anche in un francobollo. Foto: Jakob Rondthaler © Goethe-Institut
    Viktualienmarkt (Monaco di Baviera, Germania)

    Di prima mattina il Viktualienmarkt di Monaco, in pieno centro città, è ancora vuoto. Durante la giornata, però, dal lunedì al sabato si riempie di gente, tra turisti e abitanti che vanno a comprare frutta e verdura, succhi, fiori, pane e varie specialità. Chi può permetterselo – visto che è piuttosto caro – si ferma anche a bere un bicchierino di vino bianco. Pur non essendo frequentato da tutti gli abitanti di Monaco, il Viktualienmarkt è diventato famoso in tutta la Germania, tanto da essere scelto come location per la nota serie poliziesca “Tatort” e raffigurato anche in un francobollo.
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