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Letteratura scelta per voi
La scoperta del passato

Fotoritratto dell’autrice Julia Schoch
Julia Schoch, autrice della trilogia “Biographie einer Frau” [trad. lett.: Biografia di una donna] | Foto (dettaglio): © Jürgen Bauer

È uscito il romanzo di Julia Schoch che conclude la sua trilogia su memoria, scrittura ed esperienza personale, analizzando la trasformazione del vissuto in creazione letteraria e i limiti dell’autofiction.

Di Benedikt Maria Arnold

A soli due anni da Das Liebespaar des Jahrhunderts [trad. lett.: La coppia del secolo) è uscito il nuovo romanzo di Julia Schoch Wild nach einem wilden Traum [trad. lett.: Ardente desiderio di un sogno audace], che conclude la trilogia Biographie einer Frau [trad. lett.: Biografia di una donna] iniziata nel 2022 con Das Vorkommnis [trad. lett.: L’evento].

Copertina del romanzo di Julia Schoch "Wild nach einem wilden Traum", con l'illustrazione di un viso di donna parzialmente coperto da uno scarabocchio rosso. © dtv

Presentando anche nel terzo volume evidenti parallelismi tra la storia della narratrice e la vita dell’autrice stessa, l’opera è classificata come autofiction, genere attualmente in voga in Germania, e Schoch viene accostata a scrittrici come Annie Ernaux, Rachel Cusk e Tove Ditlevsen.

Ricordo e desiderio

Un paragone che però non le rende giustizia: nella trilogia, infatti, l’autrice segue un approccio molto personale, collegando i contenuti dei tre libri, ma mantenendoli distinti per le domande che pongono, i nuovi approfondimenti e i differenti punti di partenza. Mentre in Das Liebespaar des Jahrhunderts tutto ruota attorno a un amore che progressivamente svanisce, nel nuovo e ultimo libro il tema centrale è una costante labilità.

Il punto di partenza è la storia (d’amore) con “il catalano”, che la narratrice conosce durante un soggiorno come borsista «ad A., una colonia di artisti nel nord-est degli Stati Uniti». Il catalano rimane anonimo, esattamente come il luogo, e lei lo trova antipatico fin dal primo momento: «Non mi piaceva. Non era né bello, né elegante e non aveva neanche niente di atletico».

L’attrazione per il catalano spaccone

Questa repulsione non riguarda solo l’aspetto, ma anche il comportamento dell’uomo: mentre lei è riservata, tranquilla e silenziosa, lui è eloquente, sicuro di sé e abituato al successo. L’elemento che li accomuna è la scrittura, ma durante una presentazione lei resta quasi in ombra, mentre lui non fa che vantare apertamente le vendite del proprio libro.

La storia prende forma pochi giorni dopo l’arrivo dei borsisti: «Il catalano [...] si alzò e mi fece un cenno sopra le teste degli altri, o per lo meno io lo interpretai così: alzò la mano destra, tenendola aperta, e poi scomparve. Cinque minuti dopo lasciai anch’io la veranda e salii nella sua stanza».

In quel momento scocca una scintilla, ma cosa accende in realtà? Una relazione? Un’avventura? Forse addirittura un amore? La narratrice evita una chiara definizione: a lei interessa raccontare, si focalizza sulla scrittura in sé, si concentra sul modo in cui ricordiamo e il linguaggio riesce a plasmare il ricordo.

Un soldato della NVA che legge Sartre

La narratrice ripensa al proprio vissuto anche durante il suo soggiorno da borsista, ricordando la storia con il soldato, ai tempi in cui era ragazza, in epoca DDR, nei pressi di E., città della Laguna di Stettino [tra Germania e Polonia, N.d.T.], dove era stanziata una guarnigione della NVA. Questo misterioso giovane soldato, che lei aveva incontrato nel bosco a raccogliere funghi e aveva una passione per Sartre, aveva contribuito a rafforzare il suo desiderio di diventare scrittrice e le aveva dato consiglio ispiratore del titolo del libro: «Bisogna desiderarlo con forza, provare l’ardente desiderio di un sogno audace».

I limiti dell’autofiction

Il romanzo, che vede il continuo avvicendarsi del catalano e del soldato, affronta anche un’altra questione: come trasformare le esperienze per renderle fruttuose dal punto di vista letterario? È giusto che scrittrici e scrittori attingano senza remore al proprio vissuto? E ne hanno a maggior titolo diritto, per il loro essere più “permeabili”, più ricettivi, come si legge nel libro? Un altro aspetto interessante della trilogia è che l’autrice non riflette solo sul vissuto, ma anche sull’autofiction in sé.

Le conseguenze della divulgazione della sfera privata sull’ambiente circostante hanno però un ruolo secondario nell’opera di Schoch, che è più che altro interessata alla formazione del passato attraverso il linguaggio. Non sorprende quindi che la sua protagonista non si ponga la questione morale di avere un marito a casa, in Germania, durante il suo soggiorno da borsista.

E il lato fisico?

Per quanto utilizzi la lingua con precisione e sicurezza stilistica, Schoch esita a rappresentare l’amore, il desiderio la paura della perdita, omettendo in gran parte la fisicità insita nella storia e sprecando in tal modo la possibilità di portare lingua e narrazione oltre il voyeurismo, verso la sensualità.

«Ricomincio un’altra volta, da un punto differente», si legge nell’incipit dell’ultimo libro della trilogia, che non riprende la cronologia dei precedenti e, come gli altri due, può essere letto senza conoscere le altre due parti. La trilogia è ora formalmente compiuta, ma è lecito chiedersi con curiosità quale sarà il prossimo punto di partenza di Julia Schoch.

Julia Schoch: “Wild nach einem wilden Traum”. Romanzo (“Biographie einer Frau”, 3° volume)
Monaco di B.: dtv, 2025. 176 pp
ISBN : 978-3-423-28425-7

Questo titolo è disponibile anche nella Onleihe, la biblioteca digitale del Goethe-Institut.

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