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7 film tratti da romanzi in lingua tedesca
Da bestseller a film imperdibile

Particolare della locandina del film “Tschick”, con il regista Fatih Akin in primo piano, appoggiato a una macchina celeste, e su tetto e cofano della macchina gli attori protagonisti  Tristan Göbel e Anand Batbileg
Il regista Fatih Akin e gli attori protagonisti Tristan Göbel e Anand Batbileg con la “macchina della fuga” alla prima del film “Tschick” a Berlino, settembre 2016. | Foto (particolare): © picture alliance / Geisler-Fotopress | Frederic/Geisler-Fotopress

Che meraviglia, quando una bella storia non resta solo un libro, ma approda anche al cinema! Ecco sette film tratti da noti romanzi in lingua tedesca. Meglio sfogliare le pagine o guardare il film? Semplice: meglio trovare il tempo per entrambe le esperienze.

Di Marit Borcherding

Il tamburo di latta (1979)

Per Il tamburo di latta (Die Blechtrommel) i superlativi si sprecano: il romanzo, pubblicato nel 1959 dal futuro premio Nobel Günter Grass, è considerato opera del secolo e tra i libri più letti della letteratura tedesca del dopoguerra, non solo nei Paesi di lingua tedesca. Non c’è da stupirsi, quindi, se per realizzare l’adattamento cinematografico, un regista come Volker Schlöndorff è riuscito a coinvolgere star del cinema tedesco e internazionale del calibro di da Mario Adorf, Angela Winkler, David Bennent, Katharina Thalbach, Daniel Olbrychski e Charles Aznavour. Il film, che dura quasi due ore e mezza, ha riscosso un successo immediato già nell’anno della sua uscita, il 1979: la storia di Oskar Matzerath, outsider che all’età di tre anni decide di non crescere più e osserva con acume la piccola borghesia di Danzica sotto il regime nazista, mentre gli conferisce forza il suo tamburo di latta, ha vinto come miglior film la Palma d’oro al Festival di Cannes e nel 1980 l’Oscar come miglior film straniero. Come ulteriore primato, è stato anche il primo film tedesco a poter vantare questo prestigioso riconoscimento.

Profumo - Storia di un assassino (2006)

Nel 1985, il primo (e tuttora unico) romanzo di Patrick Süßkind Il profumo (Das Parfum) ha conquistato il mercato editoriale. Si tratta di un romanzo di formazione artistica, ma anche di un thriller, come indica il sottotitolo “Storia di un assassino”. Süßkind, autore piuttosto schivo, ha venduto i diritti cinematografici di questo successo mondiale tradotto in molte lingue all’amico produttore Bernd Eichinger, che ha affidato la regia a Tom Tykwer, già noto per il thriller d’azione Lola corre (Lola rennt, 1998). Il ruolo principale del geniale apprendista profumiere e serial killer Jean-Baptiste Grenouille, crudele assassino di ragazze nell’ossessiva ricerca del profumo perfetto, è stato interpretato dall’attore britannico Ben Wishaw, che con questo ruolo ha inaugurato la propria carriera internazionale sul grande schermo. La critica cinematografica ha giudicato negativamente l’opulenta messa in scena di una storia dell’orrore, ma il giudizio del pubblico è stato diverso: già due anni dopo la sua uscita, gli spettatori erano infatti arrivati a circa 5,6 milioni, rendendo Profumo uno dei film tedeschi di maggior successo in Germania.

La misura del mondo (2012)

Lo scrittore tedesco e austriaco Daniel Kehlmann aveva già pubblicato diversi romanzi quando, nel 2003, ha riscosso un successo mondiale con La misura del mondo (Die Vermessung der Welt). Nove anni dopo, il regista, produttore, sceneggiatore e attore Detlev Buck ha portato sul grande schermo in 3D la vita di Carl Friedrich Gauss, geniale matematico, e di Alexander von Humboldt, naturalista esploratore intraprendente e poliedrico. Mescolando fatti reali e finzione, il film segue il nobile Humboldt, interpretato da Albrecht Schuch, nel suo viaggio per il mondo, mentre con lo scienziato conservatore Gauss, interpretato da Florian David Fitz, si muove nel territorio più circoscritto tra Braunschweig e Gottinga. Il film si è aggiudicato il Premio austriaco del cinema, sia per i costumi che per il trucco. Daniel Kehlmann non si è lasciato sfuggire l’occasione di collaborare all’adattamento cinematografico del romanzo, firmandone la sceneggiatura insieme al regista Buck e prestando la voce al narratore fuori campo che descrive ciò che non si vede.

La parete (2012)

La parete (Die Wand) è il terzo e più famoso romanzo della scrittrice austriaca Marlen Haushofer. Una narratrice in prima persona racconta come una parete invisibile, apparsa improvvisamente durante una gita con i parenti al fine settimana, la tagli fuori da ogni forma di civiltà. Da sola con un cane, una mucca gravida e diversi gatti, deve arrangiarsi per sopravvivere, fino all’improvvisa comparsa di un uomo che uccide il vitello e il cane. L’opera, critica nei confronti della civiltà e del patriarcato, è stata a lungo considerata non adattabile al cinema per via dell’insolita ambientazione, ma il regista austriaco Julian Pölsler ha voluto osare, dedicandosi per ben sette anni alla stesura della sceneggiatura. Le riprese sono state effettuate tra febbraio 2010 e gennaio 2011; un anno dopo , il film è stato presentato in anteprima alla Berlinale, dove ha vinto il Premio della giuria ecumenica. Grazie al particolarissimo ruolo da protagonista, l’attrice tedesca Martina Gedeck ha conquistato diverse nomination. Molto apprezzato anche il cane del regista Julian Pölsler, Luchs von Kyffhäuserbach, perfetto nel ruolo, nonostante non fosse addestrato come attore.

Tschick (2016)

Nel 2010 lo scrittore Wolfgang Herrndorf ha pubblicato Tschick, romanzo per ragazzi rapidamente vincitore di numerosi premi letterari in Germania e in altri Paesi. La speciale amicizia che inizia durante un viaggio avventuroso in un’auto rubata da Berlino verso l’Europa dell’Est tra Maik, ragazzo viziato dal benessere, e Andrej, ragazzo di origini russe detto Tschick, ha subito suscitato l’interesse del mondo del cinema, ma di fatto è trascorso molto tempo prima che il noto regista, sceneggiatore e produttore Fatih Akin ottenesse l’incarico, anche per via del cancro e del suicidio di Wolfgang Herrndorf, nel 2013. Non essendo semplice trovare la persona adatta a vestire i panni di Tschick, la produzione ha chiesto aiuto all’ambasciata mongola e uno dei collaboratori ha mostrato il bando del casting a suo figlio: è così che Anand Batbileg Chuluunbatatar ha ottenuto il suo primo ruolo da attore protagonista. Maik, invece, è stato interpretato da Tristan Göbel, che lavorava già da diversi anni nel cinema. In termini di elogi e premi, il film non ha avuto nulla da invidiare al romanzo, rimanendo per otto settimane al primo posto nelle classifiche dei film d’autore.

La donna dello scrittore (2018)

Nata nel 1900, la scrittrice comunista ed ebrea Anna Seghers, dovette temere per la propria vita, dopo l’ascesa al potere del nazionalsocialismo. Dopo varie tappe riuscì a fuggire in esilio in Messico, dove scrisse il romanzo autobiografico Visto di transito (Transit), che in Germania venne pubblicato nel 1947 e ancora oggi è considerato tra i romanzi sull’esilio più significativi e più spesso ripresi come soggetto cinematografico. Recentemente lo ha fatto anche Christian Petzold, regista e sceneggiatore pluripremiato, attratto dalla storia di Georg, tedesco che durante la Seconda Guerra mondiale fugge dai nazisti verso la Francia, ottiene inaspettatamente un visto di transito e si innamora di Marie, la moglie di uno scrittore defunto, ma nonostante la possibilità di partire, decide di rimanere nella città portuale di Marsiglia. Petzold ha deciso però di ambientare nel presente la propria versione, ispirata solo ad Anna Seghers, ritenendo la situazione dei rifugiati europei negli anni ‘40 molto simile a quella di chi oggi è costretto a fuggire. Per il film Transit [distribuito in Italia con il titolo La donna dello scrittore, N.d.T.] il regista ha lavorato per la prima (ma non ultima) volta con Franz Rogowski (Georg) e Paula Beer (Marie).

22 vasche (2025)

Caroline Wahl ha impiegato solo tre mesi per scrivere 22 vasche (22 Bahnen), suo romanzo d’esordio, che con la stessa rapidità, nel 2023, è balzato in cima alle classifiche dei libri più venduti. È la storia di Tilda, studentessa di matematica che deve prendersi cura della sorellastra minore, perché la madre è alcolizzata e il padre ha abbandonato la famiglia. Visto che il romanzo, pluripremiato, è tuttora nella lista dei bestseller dello Spiegel e che l’autrice stessa sa mantenere una costante presenza mediatica attirando l’attenzione su di sé e le sue opere, era inevitabile che ne arrivasse la versione cinematografica. Della commovente storia di due ragazze di provincia che, con una madre gravemente malata e una situazione quotidiana precaria, cercano e trovano conforto nel nuoto, si è occupata la regista Mia Maariel Meyer, inizialmente nota per documentari e reportage, prima di presentare nel 2015 il suo primo lungometraggio, Treppe aufwärts. Per l’adattamento cinematografico del bestseller 22 vasche, Meyer si è potuta avvalere della partecipazione dell’attrice svizzera Luna Wedler, molto apprezzata dalla critica nel ruolo di Tilda.
 

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