Il nuovo romanzo di Leif Randt
Let’s Talk About Feelings
Con il suo nuovo romanzo “Let’s Talk About Feelings”, Leif Randt torna ad esplorare gli stati d’animo dei Millennial, che vivono in un presente saturo e privo di grandi conflitti, muovendosi tra piccole crisi e vicende sentimentali. Come vivono questi momenti?
Di Benedikt Maria Arnold
Marian Flanders sta attraversando un momento particolare e rischia di perdere il controllo: poco dopo aver disperso nelle acque di un lago le ceneri di sua madre, decide di concentrarsi meno sul cellulare e di prestare invece più attenzione alle persone che lo circondano. In metropolitana, gli capita di fissare un po’ troppo a lungo un uomo, che reagisce aggredendolo verbalmente; Marian si scusa, spiegandogli di aver solo dimenticato il cellulare a casa e di non essersi fissato intenzionalmente su di lui. L’uomo gli risponde con un secco «Fatti una vita!».
Coming of age nella mezza età
Marian, l’antieroe del nuovo romanzo di Leif Randt Let’s talk about feelings, ha poco più di quarant’anni. Il timore che lo coglie, alla morte di sua madre, è che la metà della vita che ha ancora davanti possa essere insignificante, ma questa sua sensazione non dura a lungo: dopo poco tempo si riprende e comincia a sentirsi bene, più tardi anche benissimo, e alla fine si innamora a modo suo e inizia un equilibrato coming of age nella mezza età.
In una recensione entusiastica, il critico letterario Ijoma Mangold aveva addirittura affermato che nessun Millennial avrebbe mai potuto scrivere un romanzo «senza rapportarsi ad Allegro Pastell» e che quest’ultimo avrebbe potuto anche generare un movimento giovanile. I suoi toni erano stati forse eccessivamente euforici, ma è un dato di fatto che Leif Randt si è presentato come lo scrittore più attuale della sua generazione.
Ambientazione in un 2025 diverso
Volendo evitare un contesto di crisi e guerre, Randt ambienta Let’s talk about feelings nel 2025, cambiandone però la cornice politica: il governo tedesco è guidato dal partito progressista Progress ’16 della Cancelliera Fatima Brinkmann, Robert Habeck è di nuovo vicecancelliere e il partito nazionale libertario di destra è sotto il 10%. Negli Stati Uniti c’è Bernie Sanders al suo secondo mandato. Tutto a posto, insomma.In questo mondo in cui tutto fila liscio, Marian gestisce a Berlino Ovest la boutique di moda Kenting Beach, vendendo una collezione ben curata di articoli di marca di alta gamma e pezzi vintage, ma gli affari non vanno molto bene, nemmeno quando decide di acquistare capi di design contraffatti da un commerciante cinese e di metterli in vendita inserendoli in una specifica installazione.
Breve pausa per una piccola crisi
Per sfuggire alla malinconia, decide di concedersi un periodo di pausa a Tenerife, trascorrendo un po’ di tempo nella casa vacanze di suo padre, Milo Coen, ex conduttore del telegiornale e per un certo tempo anche star di TikTok in pensione, che gli aveva raccontato quanto gli fosse stata utile, a suo tempo, un break alle Canarie, dicendogli:«Per troppo tempo mi ero sentito in difetto: ero bravo soltanto in uno specifico settore, ma non bisogna sentirsi troppo in colpa quando qualcosa ci riesce facilmente». Alle Canarie, Milo aveva accettato il fatto di prestare un volto simpatico e una voce piacevole per raccontare ciò che aveva scritto qualcun altro, leggendo semplicemente le notizie davanti a una telecamera. «Poi, improvvisamente, il mio lavoro aveva iniziato a piacermi sul serio e, anzi, forse proprio in quel momento è cominciato il periodo più bello».
Una storia d’amore tra Berlinale e Olympiastadion
Le vibrazioni più intense si sviluppano nella storia d’amore tra Marian e la regista Kuba Kötting, che si incontrano per la prima volta nella boutique di lui. Lei lo invita alla Berlinale, alla prima del suo film dedicato alla moda, un tema importante in tutto il romanzo. Nel film che ha diretto Kuba, i protagonisti Milan e Sam, poco più che trentenni, attraversano l’Europa in camper spendendo i soldi ereditati dal defunto padre di Milan in vari outlet. Vedendo il film, Marian trova talmente realistiche le scene in cui vengono provati «veri capi di moda in outlet realmente esistenti» da risultare noiose: nella frustrazione e nell’euforia dello shopping, la realtà gli si presenta così com’è, «brutalmente estenuante e allo stesso tempo incredibilmente soddisfacente, come altri momenti che richiedono delle decisioni».Marian e Kuba trascorrono il loro primo appuntamento sotto una grandinata, bevendo birra in lattina durante una partita di calcio tra la Hertha BSC e la 1.FC Kaiserslautern all’Olympiastadion di Berlino. Dopo un pareggio acciuffato all’ultimo secondo, nel settore dei tifosi della squadra ospite esplode un’euforia anche aggressiva, e Marian si chiede se abbia «mai visto prima degli adulti scatenati quanto Kuba e gli altri tifosi del Kaiserslautern in quel momento di festa per l’1 – 1 finale, a meno che non fossero sotto gli effetti dell’ecstasy».
La storia d’amore porta entrambi dal Goethe-Institut di Nuova Delhi al parco Gärten der Welt, nel quartiere Marzahn di Berlino Est, dove il libro si conclude con una scena genuinamente orgiastica, anche questa senza una vera estasi.
Nel fuoco incrociato dell’apoliticità
In Let’s talk about feelings, Randt ha talmente affinato il proprio stile narrativo chiaro e penetrante, che la risonanza ottenuta da questo libro divide gli animi: se qualcuno ne parla con entusiasmo, qualcun altro lamenta qualche segno di insofferenza per una visione superficiale ed estetizzata del mondo e uno sterile calcolo delle emozioni. Anche l’apoliticità del romanzo, stavolta, viene letta in chiave negativa. È ancora più notevole, quindi, che Randt anticipi questo dibattito nel libro, facendo pronunciare a Marian un appello relativamente appassionato a favore dell’apoliticità, confondendo del tutto le idee. Del resto parliamo di Randt e del suo stile: serio, ma non troppo.Difficile dire se il serio, ma non troppo abbia perso il suo potenziale escapista in tempi di crisi, oppure se in questo contesto sia cresciuto il livello di confusione. ma una cosa è certa: come afferma lo stesso Leif Randt in un’intervista all’emittente Saarländischer Rundfunk, Let’s talk about feelings è sicuramente il suo libro con la più alta dose di buonumore e apertura verso il mondo.
Colonia: Kiepenheuer & Witsch, 2025. 320 pp
ISBN: 978-3-462-00796-1
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