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Premio della Fiera del Libro di Lipsia 2026
Storie che parlano al presente

Le vincitrici e vincitore Marie-Janine Calic (a sinistra, saggistica), Katerina Poladjan, (al centro, narrativa) und Manfred Gmeiner (a destra, traduzione)
Photo (detail): © picture alliance/dpa | Hendrik Schmidt

Katerina Poladjan si aggiudica il Premio della Fiera del Libro di Lipsia 2026 nella categoria narrativa con il romanzo Goldstrand (S. Fischer). Il prestigioso riconoscimento letterario, tra i più importanti nell’area germanofona, premia altre due voci di grande rilevanza: Marie-Janine Calic per il miglior saggio e Manfred Gmeiner per la miglior traduzione. 

Di Nina Apin, Klaus Hillenbrand, Julia Hubernagel, Dirk Knipphals

Abbiamo cercato “narrazioni attuali” che riecheggiano nel presente, ha affermato la presidente della giuria Katrin Schumacher nel suo discorso introduttivo. Nella Glashaus, gremita di pubblico nel quartiere fieristico di Lipsia, si è parlato anche del ruolo della letteratura: non un rifugio, bensì uno strumento di confronto. È così che giovedì pomeriggio ha preso il via la 22ª edizione della cerimonia di consegna dei premi della Fiera del Libro di Lipsia. Nelle tre categorie narrativa, saggistica e traduzione, i sette membri della giuria hanno selezionato 15 opere, entrate in nomination, tra le 485 presentate.

Il premio

Goldstrand (S. Fischer) già lo scorso anno era considerato il favorito per uno dei due principali premi letterari tedeschi. Mentre a Francoforte, però, non è nemmeno riuscito a entrare nella rosa dei finalisti, con grande sorpresa di alcuni giornalisti, il nuovo romanzo di Poladjan si è ora aggiudicato il Premio della Fiera del Libro di Lipsia.

«Per comprendere il presente è necessario fare una deviazione attraverso la storia», afferma Poladjan dopo aver ritirato il premio sul palco del centro fieristico di Lipsia. E proprio a questa storia si dedica approfonditamente in Goldstrand. Anche se, nel suo caso, le digressioni portano sul divano dello psichiatra: il protagonista, un regista cinematografico ormai anziano, racconta la storia della sua vita e della sua famiglia ad una misteriosa terapeuta, Dorotessa. Questa storia attraversa l’Europa, passando per Odessa, la Bulgaria, Costantinopoli fino a raggiungere Roma. Nella motivazione del premio, la giuria parla di «un addio alla gloriosa Europa dei poeti e pensatori», un inno al quale l’autrice si associa. Poladjan «racconta con un linguaggio leggero e al tempo stesso profondo, un uomo che si prepara a un addio e non sa ancora dove lo porterà il viaggio».

La scrittrice ringrazia per il premio, del valore di 15.000 euro, con un discorso esemplare. Cita Thomas Mann come ispiratore del presente, capace di descrivere la «grande irritazione», ricorda la guerra in corso in Ucraina e affronta anche il grande scandalo della fiera, Wolfram Weimer e la vicenda del Premio delle librerie (Buchhandelspreis), aggiungendo che i servizi di sicurezza e i servizi segreti hanno creato una «soffocante atmosfera di insicurezza e impotenza».

Nomina anche gli altri autori e autrici della shortlist: Helene Bukowski con Wer möchte nicht im Leben bleiben, Norbert Gstrein con Im ersten Licht, Anja Kampmann con Die Wut ist ein heller Stern ed Elli Unruh con Fische im Trüben.

Il premio di saggistica

La categoria saggistica è stata questa volta dominata chiaramente da tematiche storiche: in Landschaft ohne Zeugen (Paesaggio senza testimoni), Ines Geipel intreccia la liberazione del campo di concentramento di Buchenwald nella primavera del 1945 con la sua storia familiare personale e una riflessione sull’evoluzione della cultura della memoria.

In Paranoia in Hollywood, Jan Jekal mette in luce la storia di cineasti e intellettuali tedeschi fuggiti dalla Germania nazista che tra il 1941 e il 1950 trovarono rifugio e lavoro a Hollywood, finché non furono nuovamente perseguitati dall’isteria anticomunista dell’era McCarthy.

In lizza anche il seguito del fumetto femminista sull’età della pietra, vincitore del Premio Saggistica 2025 Die Frau als Mensch di Ulli Lust, in cui l’autrice riflette sul ruolo delle sciamane, e il volume splendidamente impaginato Englische Renaissance del filologo Manfred Pfister.

La vincitrice del premio, però, è Marie-Janine Calic con Balkan-Odyssee. 1933–1941. Auf der Flucht vor Hitler durch Südosteuropa(C. H. Beck), che in quest’Odissea balcanica racconta la storia a lungo dimenticata dei profughi dalla Germania nazista che cercarono rifugio attraverso i Balcani: molti di loro fuggirono in Jugoslavia, che in seguito divenne anch’essa vittima del regime nazista, ritrovandosi così nuovamente in pericolo; altri sfruttarono il Danubio per raggiungere la Palestina. Calic racconta in modo avvincente ma scientificamente accurato le peripezie, le difficoltà e le speranze delle persone in fuga. Un libro «tristemente attuale», come ha precisato la relatrice Ingrid von Sternburg.

Il premio per la traduzione

Il premio nella categoria traduzione è stato assegnato a Manfred Gmeiner per la sua trasposizione dallo spagnolo di una vera e propria scoperta letteraria: il romanzo di Gustavo Faverón Patria Unten leben. Nella motivazione della giuria si legge: «In questo magistrale romanzo horror e picaresco, dozzine di voci si compongono in un mosaico che racchiude la storia più buia dell’America Latina. Manfred Gmeiner ha saputo mantenere questa narrazione labirintica con giocosa eleganza, senza mai perdere di vista i suoi personaggi, i riferimenti letterari e il magico scintillio della poesia». Il traduttore, classe 1964, vive a Vienna e viene dall’esperienza di libraio.

A precedere l’annuncio del vincitore, la dichiarazione della giuria a proposito di quanto proprio i traduttori siano attualmente messi a dura prova. Secondo la presidente della giuria Katrin Schumacher, un recente studio confermerebbe «dati disastrosi»: l’implementazione degli strumenti di intelligenza artificiale avrebbe causato una forte riduzione degli introiti per i traduttori. Il fatto che a Lipsia vengano premiate anche le traduzioni è un segnale, secondo Katrin Schumacher, di forte considerazione nei confronti dell’impegno e della competenza di questa categoria. Nel suo elogio a Manfred Gmeiner, Thomas Hummitzsch, membro di giuria, ha sottolineato l’abilità del traduttore nel rendere in tedesco i «travolgenti momenti di turbamento» del romanzo. Si tratta del primo romanzo dell’autore peruviano tradotto in tedesco e pubblicato lo scorso autunno dalla casa editrice Droschl.

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