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Buch blogger 2022
Come i social stanno rivoluzionando il modo in cui si parla di libri

L’ascesa dei social ha rivoluzionato la comunicazione legata al mondo della lettura. Mentre la critica letteraria tradizionale è andata in crisi, nuovi modi di raccontare romanzi e saggi si sono imposti, su spazi come Instagram, Facebook, YouTube e, ultimamente, TikTok e Twitch. Senza dimenticare la parallela ascesa delle riviste online, che puntano sull’approfondimento, e che hanno preso il posto dei blog…

Di Antonio Prudenzano

C’è stato un tempo, che oggi appare lontanissimo, in cui il dibattito letterario si svolgeva, oltre che nelle università, nelle pagine culturali dei giornali e dei magazine (le ex “terze pagine”) e nelle riviste. Un dibattito decisamente più chiuso ed elitario di quello a cui siamo abituati oggi, riservato ai critici letterari di professione.

La crisi della critica letteraria tradizionale

Niente a che vedere con quello che avviene in questi anni, con le lettrici e i lettori ormai abituati e sempre più propensi a esprimere giudizi sui libri letti nell’area “recensioni” dei negozi online come pure sui propri spazi social. A questa “democratizzazione”, non priva di rischi, ha corrisposto l’inevitabile crisi della critica letteraria e del giornalismo culturale tradizionale, di cui periodicamente si torna a parlare.

Il tempo dei blog letterari

Ma come si è arrivati a questa rivoluzione? Lo scossone principale l’ha dato la diffusione di internet. Siamo all’inizio del terzo millennio, e sulla scena arrivano i forum e i blog, che ben presto si riempiono di contenuti. A lungo, nei primi anni del terzo millennio, i blog letterari hanno rappresentato un’importante novità, un’ondata di vivacità, dando voce a nuove “firme” e a nuovi modi di discutere di romanzi, saggi e tendenze editoriali. All’insegna della libertà, della ricerca di linguaggi nuovi e del confronto, a volte aspro, tra punti di vista diversi. Sono stati anni interessanti, anche polemici, in cui hanno visto la luce diversi blog collettivi (si pensi al caso di Nazione Indiana, grazie a cui hanno potuto farsi conoscere scrittori oggi molto noti) e personali, gestiti da autrici, autori, addetti ai lavori, come pure da semplici appassionati.

Internet è un’arena aperta, in cui chiunque ha la possibilità di dire la propria, di recensire un libro e di commentare i punti di vista altrui. E i blog per diverso tempo sono stati lo spazio ideale per condividere la passione per la lettura e per raccontarsi.

Dai blog ai bookinfluencer

Oggi i blog non sono scomparsi, ma l’avvento e la rapida ascesa dei social network, a partire da Facebook prima e da Instagram poi (senza dimenticare una piattaforma tutta dedicata ai video come YouTube, in cui si sono imposte tante e tanti booktuber), li ha messi in forte crisi, cambiando rapidamente le gerarchie e rivoluzionando le modalità di comunicazione e divulgazione anche in ambito letterario, come pure la fruizione dei contenuti online. E così si è passati dall’era dei blogger a quella dei bookinfluencer, con un evidente cambio generazionale, e nuove voci, nuovi volti che si sono affermati (qui un approfondimento pubblicato da ilLibraio.it).

La trasformazione ha riguardato anche i formati: dalle recensioni scritte a quelle video, dai post sui blog alle card, alle stories e alle foto su Instagram, accompagnate da didascalie e hashtag. Senza scordare le case editrici, come pure le scrittrici e gli scrittori, che hanno usato e usano i social e le altre opportunità che la rete offre per comunicare direttamente con il pubblico dei lettori.

Grazie ai social le opportunità di comunicazione per il mondo del libro si sono così moltiplicate, e si sono sviluppate nuove figure professionali per la gestione delle pagine social e l’ideazione di campagne di marketing digitale.

L’approfondimento si sposta sulle riviste online e sui siti letterari

Va però aggiunto che, mentre i blog letterari, pur non sparendo, sono finiti nelle retrovie, a prendere il loro posto non troviamo solo divulgatrici e divulgatori attivi su spazi come YouTube e Instagram, ma anche nuovi luoghi digitali all’insegna dell’approfondimento culturale: parliamo di riviste e siti letterari che si sono diffusi nella seconda decade del terzo millennio, dando spazio, anche in questo caso, a una nuova generazione di autrici e autori. Tra longform, recensioni, interviste, analisi e commenti, queste realtà hanno avuto (e hanno) il merito di valorizzare il ruolo dell’approfondimento culturale nel tempo iperveloce dei social, in cui sono gli algoritmi a decidere cosa mostrare e cosa no nei feed social degli utenti, e in cui si fa sempre più fatica a conquistare la loro attenzione.

Il panorama, come si è provato a sintetizzare qui sopra, è decisamente più vasto e complesso. La comunicazione culturale in generale ha visto imporsi nuove dinamiche e linguaggi, che fanno storcere il naso ai nostalgici e che, come molto spesso accade, hanno aspetti positivi e altri meno.

Dalla crescita del mercato librario negli anni della pandemia alla rivoluzione #BookTok

Di certo, rende ottimisti il fatto che anche nell’era dei social e degli influencer i libri (cartacei in particolare) restano protagonisti (si pensi ad esempio alla crescita che in gran parte del mondo, Italia inclusa, ha avuto il mercato librario negli ultimi anni segnati dalla pandemia, in cui la lettura è stata riscoperta da tante persone, nelle lunghe giornate segnate dai lockdown, dalla solitudine e dalla paura), e conservano il loro fascino anche tra i giovanissimi.

La conferma arriva dall’ultima tendenza: l’avanzata di TikTok, che sta dando una scossa positiva alle vendite e alla diffusione della lettura tra gli adolescenti (qui un approfondimento sui libri – spesso diversi da quelli che la fanno da padrone altrove online – e i divulgatori protagonisti su #BookTok, e qui una guida alle booktoker e ai booktoker più seguiti).

In parallelo, intanto, anche sul servizio di live streaming Twitch si inizia a parlare (anche) di libri, e non solo di videogiochi. In attesa che un nuovo spazio online prenda il sopravvento…

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