Berlinale 2018: il blog Quella sensazione indefinibile

Victoria Schulz e Daniel Zillmann in “Rückenwind von vorn” (Away you go)
Victoria Schulz e Daniel Zillmann in “Rückenwind von vorn” (Away you go) | Foto (particolare): © von Oma gefördert

Quali sono attualmente le tendenze dei giovani film maker tedeschi? Lo illustra la sezione della Berlinale “Perspektive Deutsches Kino” e Philipp Bühler dà uno sguardo all’ingegnosa produzione dei giovani talenti della regia.

La sezione sul cinema tedesco “Prospettiva” viene spesso considerata discutibile, ma nel senso che questo trampolino per la cinematografia tedesca emergente tende ad essere snobbato dagli ospiti internazionali. Ed è un peccato, perché chi si scopre questa nicchia poi non la lascia più. Ciò che la differenzia dalle sezioni che vanno per la maggiore è che ha un suo carattere.

INGEGNOSITÀ E CHARME IMPERSCRUTABILE

La Prospettiva è una sezione che di sicuro non propone né la sperimentazione più astrusa, né il mainstreaming più spicciolo, presentando invece lavori giovani, sfrontati, giocosi, a volte anche ingenui, caratteristiche che ci si attende da chi è agli inizi. Ne è un ottimo esempio il film di apertura, Rückenwind von vorn (titolo inglese: Away You Go), un’opera che rispecchia l’atteggiamento della protagonista, la giovane Charlie, un’insegnante che non riesce a decidere tra una vita seria e un perenne ricominciare. Il suo fidanzato vuole un bambino, ma lei no. Perché? Il regista Philipp Eichholz lo spiega con una sensazione che si può percepire come insignificante e banale, eppure non si può negare: la sensazione che ci sia qualcosa che non va. In generale, i film della Prospettiva giocano con questa disposizione dell’animo senza grandi ambizioni, ma con grande ingegnosità, dialoghi spontanei e uno charme imperscrutabile. È lo stesso spirito di Whatever Happens Next di Julian Pörksen, un film su un uomo che un giorno cambia registro e come un parassita si infiltra a feste e funerali.

curiosità sincera

Certamente anche quest’anno ci sono film che affrontano temi seri, come il dramma sugli abusi Verlorene di Felix Hassenfratz oppure la parabola sull’integrazione Die defekte Katze di Susan Gordanshekan, ma comunque anche loro sono permeati da quella sincera curiosità che solo i giovani film maker riescono a mostrare. Smarrimento e ricerca di un posto nella vita trovano qui la loro più piena espressione e confermano ancora una volta di essere tematiche trasversali. La Prospettiva offre lo spazio giusto per questo ed è un bene che continui a farlo.