Partecipazione civica online La democrazia in rete

Partecipazione ai processi decisionali: la democrazia in rete
Partecipazione ai processi decisionali: la democrazia in rete | Foto (particolare): © Adobe

Partecipare attivamente alla politica firmando una petizione? In internet è semplicissimo e sono molti i cittadini che partecipano online alle decisioni, come molte sono le città che per questo hanno messo in piedi apposite piattaforme. È il tramonto delle assemblee pubbliche in municipio?

“Senza insetti, niente biodiversità”, sostiene Rainer S. lanciando una petizione online rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri del Land Baden-Württemberg contro l’uso dei pesticidi per evitare l’estinzione degli insetti. Per organizzare la petizione, l’utente ha usato la piattaforma online di Campact, un organismo non statale concepito per cittadini attivi che con le petizioni online vogliono raggiungere i responsabili delle decisioni politiche. Rainer S. avrebbe potuto utilizzare anche Change.org, Avaaz o Openpetition, oppure servirsi di Abgeordnetenwatch per porre una domanda al parlamentare di competenza nel Landtag, la dieta regionale. Le piattaforme online di questo tipo sono ormai tante e molto diffuse tra i cittadini. Secondo un’indagine condotta dalla fondazione Bertelsmann, già nel 2011 quasi il 40% dei tedeschi aveva partecipato o era interessato a partecipare a petizioni online e oltre la metà degli intervistati si era dichiarata disposta a prendere parte a sondaggi

Benvenuto a chi vuol dire la sua

Questo trend è evidente anche nei portali di partecipazione che stanno spuntando come funghi in molte città tedesche. Sulla piattaforma “Bonn macht mit” (Bonn partecipa), ad esempio, si discute della strategia cittadina di regolamentazione del traffico delle bici: un’utente, Carmen, segnala che in piazza Bertha von Suttner gli autobus incrociano in maniera pericolosa la pista ciclabile e i 27 commenti contengono proposte che spaziano da una differente temporizzazione dei semafori alla realizzazione di una corsia preferenziale. E quello di Carmen è solo uno dei 2.319 post pubblicati nel giro di poche settimane sulla piattaforma di partecipazione della città di Bonn.
 
Anche a Berlino, Amburgo e Monaco sono sempre di più i progetti che vengono sottoposti a commento in rete, e Norimberga, Mannheim, Bielefeld, Braunschweig, Emden, Unterschleißheim e molte altre città non sono da meno. È solo una questione di tempo? Questi strumenti di partecipazione democratica raggiungeranno le sfere della politica anche a livello federale e dei Länder? Il Baden-Württemberg, governato da una coalizione “verde-nera” (Verdi e CDU), è finora l’unico Land federale con un portale partecipativo in cui si trovano tutte le proposte di legge alle quali si sta lavorando nei ministeri, e tutte sono commentabili.
 
A livello federale, al momento, non c’è un’offerta equivalente, anche se un faro nella partecipazione civica online è in vista anche qua: si tratta del portale per le petizioni online del Bundestag, la dieta federale, che conta già due milioni di cittadini registrati e intenzionati ad esercitare il diritto di partecipazione sancito dall’articolo 17 della Legge Fondamentale: “Ognuno ha il diritto di presentare richieste o reclami alle sedi competenti e ai rappresentanti della popolazione”. La particolarità dello strumento del Bundestag sta nel fatto che l’utente può scegliere se far trattare la sua istanza in forma riservata o consentirne la pubblicazione sul portale, rendendola così oggetto di condivisione e discussione.
 
La diffusione sempre crescente di strumenti di partecipazione in ambito statale e non statale sembra rispecchiare un’esigenza dei singoli di contribuire più direttamente ai processi decisionali. Se è vero, come indicherebbero i sondaggi, che la gente tende a impegnarsi meno all’interno di partiti, sindacati e altre organizzazioni, preferendo piuttosto formati di impegno sociale individuali, rapidi e in qualche modo più “comodi”, si può dire che questi nuovi strumenti rispondono a pieno titolo all’orientamento dei nostri tempi.

È IL TRAMONTO DELLE ASSEMBLEE PUBBLICHE?

Ma che significa questo per le forme tradizionali di partecipazione cittadina? Hanno fatto il loro tempo le assemblee pubbliche in municipio? Capita sempre più spesso che le due forme risultino associabili: ne è un esempio il Bürgerbudget Wuppertal, il budget per le proposte dei cittadini di Wuppertal, che possono proporre online progetti di verde urbano, parchi giochi per bambini, strade pedonali, più panchine o comunque iniziative per le chiedono i fondi previsti dall’apposito budget. Le proposte vengono discusse in municipio nell’ambito di un gruppo di lavoro che le approfondisce e amplia per poi riproporle online e mettere infine ai voti l’idea che otterrà il finanziamento.
 
È lecito chiedersi però se la “democrazia del clic” permetta davvero un allargamento della base partecipativa tra i cittadini, o se non si tratti piuttosto di una forma di intrattenimento mascherato da attivismo, ossia una partecipazione superficiale e quindi inefficace. Klaus Selle, urbanista del Politecnico di Aquisgrana, nel 2011 ha dimostrato che i procedimenti di partecipazione online possono indurre rapidamente alla rassegnazione se le promesse non vengono mantenute e alla fine non si riesce ad influenzare sostanzialmente la formazione di un’opinione o un processo decisionale. Succede soprattutto se obiettivi e procedure non sono stati correttamente programmati in fase di avvio della piattaforma.
 
Non è il caso, però, di vederla con pessimismo, perché a crescere non è soltanto il numero degli strumenti di partecipazione, ma anche quello delle città che hanno sviluppato delle linee guida per una partecipazione attiva da parte della cittadinanza, permettono ai collaboratori una formazione continua, verificano la qualità dell’offerta partecipativa e la garantiscono, a prescindere dal fatto che utilizzi o meno una piattaforma online.