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Laboratori e concerti per le scuole in Italia
A scuola di ribellione con Leila Akinyi

Leila Akinyi a Padova
Leila Akinyi a Padova | © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Sarah Ann Oexmann

Ha l’aria spossata Leila, quando arriva all’appuntamento per la nostra intervista. Ci incontriamo a conclusione della sua tournée di concerti e workshop in giro per l’Italia promossa dal Goethe-Institut Italien, lei sta per tornare in Germania, spera di riuscire a fare almeno una passeggiata per Roma prima di andare in aeroporto, ma ha l’aria di chi ha già portato a termine la “missione” per cui è venuta in Italia.

Di Chiara Sambuchi

Perché insegnare ai ragazzi ad essere ribelli

Leila Akinyi in tournée in Italia Leila Akinyi in tournée in Italia | © Sarah Ann Oexmann Nel corso del mese di febbraio 2019 Leila Akinyi si è esibita di fronte a centinaia di studenti di tedesco di scuole italiane in sei concerti e tre workshops in diverse città, organizzati dalle associazioni culturali italo-tedesche locali. Ha insegnato a cantare in tedesco a ritmo di rap a studenti di scuole medie e superiori italiane del tutto privi di conoscenze musicali. Ha trasmesso loro il brivido di salire su un palcoscenico e probabilmente aperto a tanti uno spiraglio verso un mondo fino a quel momento sconosciuto, li ha condotti a diventare una sola cosa, un solo canto, l’espressione unica di un’emozione condivisa. A guardarla negli occhi, più che per la fatica fisica di girare l’Italia, ballare e cantare per ore, esprimersi e comunicare in tedesco di fronte a una platea con conoscenze solo basilari della lingua tedesca, quella di Leila sembra una stanchezza mentale, tipica di chi ha lavorato duramente per dare vita a una forte emozione attraverso la propria arte. Come succede in questi casi, anche Leila racconta come il livello di adrenalina a un certo punto crolli e il fisico reagisca con una stanchezza profonda, ma quand’è così gli occhi continuano a brillare di luce propria, fatta di soddisfazione piena, come i suoi durante la nostra intervista.

Come imparare a non cadere negli stereotipi a ritmo di rap

Presso i Goethe-Zentren di Verona e Bologna, gli istituti di cultura italo-tedeschi di Padova, La Spezia, Livorno e Perugia, ragazze e ragazzi italiani che studiano tedesco a scuola hanno preso parte per qualche ora al mondo della cantante tedesco-kenyota, che da sempre con le sue canzoni cerca di trasmettere un messaggio forte e chiaro ai più giovani: Leila è convinta che la musica sia un mezzo di grande impatto, per imparare a ribellarsi e a far valere i propri diritti. “Viviamo in compartimenti stagni”, ci spiega, che vogliono definirci, imporci etichette che non necessariamente ci corrispondono. “Più cresciamo e meno lottiamo per far valere la nostra individualità”: secondo Leila diventando adulti si tende ad accettare sempre più le barriere che abbiamo intorno e a crearne di ulteriori. Dato che i bambini sono ancora plasmabili e in grado di assorbire modelli nuovi e diversi, Leila vuole insegnare loro a far valere le proprie idee, prima che schemi sociali abbiano la meglio su di loro, ad alzare la voce quando necessario per lottare in nome dei propri diritti, in una parola: a ribellarsi. “Il mondo in cui i bambini crescono oggi è onestamente orribile, è importante dire loro: guardate che c’è molto di più di quel che vedete in televisione o su internet”. C’è un mondo di sogni e idee del tutto personali a cui ogni bambino ha diritto, bisogna insegnare loro a proteggerli.
 

Nelle mani di Leila Akinyi, con i suoi sferzanti giochi di parole su pregiudizi e stereotipi, la musica diventa uno strumento didattico privilegiato, perché non sfrutta solo la possibilità di trasmissione verbale delle informazioni, ma consente di rendere chiunque partecipe di un’emozione: con lei il pubblico ne diventa parte integrante. Le chiedo come sia riuscita durante la tournée italiana a coinvolgere con tanto entusiasmo ragazzine e ragazzini con conoscenze del tedesco a volte minime. “È la magia della musica”, mi risponde. “Anch’io ascolto spesso canzoni di cui non capisco il testo, ma questo non mi impedisce di provare una forte emozione.” Naturalmente si può cercare di trasmettere un messaggio attraverso le parole”, aggiunge, “ma la musica va oltre: la musica trasforma un messaggio in uno stato d’animo. Si può ascoltare un brano musicale e avvertire un senso di pace”. O anche un desiderio di libertà, oppure l’amore che nasce dalla condivisione del fare musica insieme.
 

Il momento più bello di questa tournée per Leila è stato rendersi conto di come nel corso dei workshop pensati per bambini anche il personale del Goethe-Institut e addirittura il suo stesso team partecipasse e cantasse entusiasta. “In quei momenti diventiamo una cosa sola e questo è bellissimo”. Sorride soddisfatta, scandendo bene le sue ultime parole e si appresta a tornare a Colonia. Per tenere workshop con bambini di alcune scuole della sua città e continuare a scrivere canzoni. Libera, ribelle e fiera sostenitrice del diritto di ogni bambino a diventare chi sogna davvero di essere.
 

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