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Come siamo arrivati a questo punto? | di CARMEN HIDROBRO e BELÉN HINOJAR
Come spiegare i cambiamenti climatici senza impazzire

Manifestanti con striscione con la scritta “Perché fare l’esame di maturità se stiamo distruggendo il pianeta?”
“Perché fare l’esame di maturità, se stiamo distruggendo il pianeta?” | Manifestazione per lo sciopero globale per ii clima del 27 settembre 2019 a Madrid. | Foto (dettaglio): © Inés Más de la Peña

Come attivista del clima, ti sarà senz’altro capitato di incontrare qualcuno con cui è difficile, se non impossibile discutere. Ecco qualche semplice argomentazione per contrastare i negazionisti del riscaldamento globale. Un articolo imperdibile!

Di Carmen Huidrobro e Belén Hinojar

Siamo sull’orlo della catastrofe climatica, eppure in tanti non se ne rendono ancora conto. Se hai mai incontrato qualcuno di loro, probabilmente avrà messo in dubbio ogni tua affermazione. A noi è capitato fin troppo spesso ed è per questo che abbiamo deciso di scrivere questo contributo e di fornire delle argomentazioni che possono tornare utili nel caso in cui si debba affrontare una discussione sul clima, anche con gli interlocutori più ostici.

I cambiamenti climatici sono realmente causati dall’uomo

“Non sto negando i cambiamenti climatici, ma certamente il clima tornerà spontaneamente normale”.
 
Lo ha detto anche l’ex presidente USA Donald Trump. È vero che il nostro pianeta ha già sperimentato fluttuazioni climatiche che si sono originate “da sole”, ma questo non significa che valga lo stesso per quella che stiamo vivendo ora (la temperatura globale è aumentata di 1,1ºC dal 1880).

Globale Temperaturveränderung Globale Temperaturveränderung | Quelle: Ed Hawkins, climate scientist (University of Reading) | CC BY 4.0 Durante la rivoluzione industriale, l’uomo ha iniziato a bruciare combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale...) per generare energia, il che ha aumentato esponenzialmente la quantità di gas emessi nell’atmosfera. Questi gas, come l’anidride carbonica (CO2), sono cosiddetti gas serra ed esiste una stretta correlazione tra le loro emissioni e l’aumento della temperatura, come illustrano chiaramente questi due grafici: Jährliche CO₂-Emissionen Emissioni annue di CO₂ | Fonte: Our World in Data, organizzazione che pubblica online dati e ricerche empiriche che mostrano il cambiamento delle condizioni di vita nel mondo. Sviluppata dalla Oxford Martin School dell’Università di Oxford, offre informazioni e pubblicazioni liberamente accessibili e con licenza Creative Commons.

Sappiamo perfettamente da dove provengono le emissioni

Ecco perché non si può dubitare su ciò che sta succedendo e sul modo in cui siamo arrivati a questo punto. Nonostante il passaggio (lento, ma costante) alle fonti di energia rinnovabili, la base energetica del nostro modello economico non si è radicalmente trasformata, ed è per questo che le emissioni di gas serra continuano ad aumentare. Allo stesso tempo, le aree naturali che hanno finora mantenuto l’equilibrio del pianeta vengono distrutte perché assorbono parte della CO2 emessa.
 
Globale Treibhausgasemissionen nach Sektoren Emissioni globali di gas serra per settori | Fonte: Our World in Data Come mostra questo grafico, quasi tre quarti delle emissioni globali di gas serra derivano dal consumo di energia. I principali responsabili sono il consumo energetico per l’industria e per il trasporto di persone e merci, in particolare quello su gomma, come pure l’energia che usiamo sotto forma di riscaldamento, aria condizionata e corrente elettrica per i nostri edifici. D’altra parte, l’industria alimentare (basata sull’agricoltura intensiva e sull’allevamento) non solo inquina l’ambiente a causa delle relative emissioni, come indica il grafico, ma è anche ampiamente responsabile della distruzione della natura in conseguenza dell’enorme sfruttamento di grandi superfici di terra (Our World In Data, 2021). Per invertire l’attuale tendenza, è imperativo riformare questi settori e dare una base complessivamente più sostenibile al nostro modello economico. Per approfondire l’argomento, clicca qui.

È ora di agire!

Davanti a una situazione così complessa, molti si scoraggiano e pensano che non abbia senso impegnarsi in favore del clima, ma sbagliano! L’attivismo ambientale è fondamentale per aumentare la consapevolezza e muovere i governi all’azione. Per esempio, quando è stata approvata la legge sul cambiamento climatico in Spagna, varie organizzazioni ambientaliste si sono unite per chiedere al governo un’azione più decisa a tutela del clima. Come afferma dalla Ecologistas en Acción, “Questa legge è un importante passo avanti”, ma “gli impegni concordati sono chiaramente insufficienti” (Javier Andaluz, responsabile clima ed energia di Ecologistas en Acción, per EFE Verde).
 
Speriamo che questo contributo possa aiutarti ad affrontare le prossime discussioni. Se vuoi sapere se i governi stiano facendo abbastanza per affrontare la crisi climatica, leggi l’articolo della prossima settimana di Matilde e Diogo, i nostri colleghi del Portogallo!
 

Sono passati quasi sei anni dall’Accordo di Parigi e più di due da quando Greta Thunberg ha iniziato gli scioperi per il clima. A che punto siamo oggi? Che hanno fatto i governi? Sono giuste le strategie o servono cambiamenti molto più radicali? Dalla scienza all’idea di capitalismo verde, dal sistema giudiziario ad altre forme di lotta sociale, la prima stagione di Blog, engage, act! intende analizzare lo stato attuale della crisi climatica e i progressi dei movimenti per la giustizia climatica verso gli obiettivi prefissati.

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