Consumo etico | di GABRIELE MAGRO
Notizie dal fronte
Un venerdì sera di qualche tempo fa ho fatto una chiacchierata con due belle persone. Sono Federica Tessari, che è responsabile editoriale per “Scomodo” e ne sa a pacchi di cause civili e tematiche sociali, e Stefano Liberti, giornalista e scrittore specializzato (ma specializzato-specializzato, che più specializzato di così sei onnisciente) in ambiente e filiere alimentari. E io, come un poveretto in mezzo a ’sti due, ho cercato di togliermi qualche dubbio su tante questioni che mi erano rimaste incastrate in testa. Dubbi, più che togliermene, me ne sono fatti di nuovi, ma immagino che il bello sia proprio questo. Vi racconto un pochino che ci siamo detti.
Di Gabriele Magro
Buoni consumatori?
Il consumatore ha pochi strumenti per realizzare un acquisto etico. Il 75% degli acquisti in Italia si fa al supermercato, e il supermercato è poco trasparente. La filiera è molto opaca”.
Stefano Liberti
Vallo a spiegare a mia nonna
Una minoranza già sensibilizzata parla il suo linguaggio, il suo codice, a chi della minoranza fa già parte. Quando si prova ad aprirsi, si fa fatica: si finisce per banalizzare i temi in slogan, ed è difficile convertire i disinteressati.”
Federica Tessari
Scala di grigi
Non è semplice parlare di ambiente, etica, consapevolezza. Non va bene un linguaggio meramente scientifico, non va bene neanche trattare i temi in modo superficiale, e restituire la complessità senza essere complessi è difficile.”
Federica Tessari
Notizie dal fronte
Nel 2019 ho girato il paese per scrivere “Terra bruciata”. Sono partito pensando che l’Italia fosse colpita così così dal riscaldamento climatico. Invece ho scoperto che è il paese europeo più vulnerabile in assoluto. Il grande paradosso è che in Europa occidentale è anche quello in cui se ne parla meno.”
Stefano Liberti
Abbiamo parlato anche di un sacco di altre cose, con Federica e Stefano: di geopolitica, di rifugiati climatici (lo sapevi che di questo passo ce ne saranno 300 milioni nel 2050, e che uno di loro potresti essere tu? Che ansietta), delle emissioni nei paesi in via di sviluppo. Solo che a raccontare tutto in quest’articolo veniva fuori un papiro che mica te lo saresti letto fin qui. Però, se vuoi, qui puoi ascoltare la chiacchierata intera:
Stefano Liberti
© Foto privata
Giornalista e scrittore, specializzato in agricoltura e filiere alimentari, scrive per diversi media, sia italiani che stranieri, tra cui Internazionale, Repubblica, Le Monde diplomatique, Al Jazeera english, El país semanal. Nel 2009 ha vinto il premio Indro Montanelli per la scrittura con il libro A sud di Lampedusa. Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti (Minimum Fax, 2008). Il suo libro Land Grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo (Minimum fax, 2011) è stato tradotto in dieci paesi. I suoi ultimi libri sono I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta (Minimum Fax, 2016), un’inchiesta globale lungo le filiere di quattro prodotti alimentari e Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo (Laterza, 2019, con Fabio Ciconte), in cui indaga i meccanismi di funzionamento della grande distribuzione organizzata. Nel settembre 2020 è uscito Terra bruciata. Come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita (Rizzoli), la prima inchiesta sul campo sugli effetti dei cambiamenti climatici in Italia. Come regista, ha lavorato per Rai 3 e diretto diversi documentari, tra cui L’inferno dei bimbi stregoni (2010), Mare chiuso (2012, con Andrea Segre) e Container 158 (2013, con Enrico Parenti), Herat Football Club (2017, con Mario Poeta), Soyalism (2018, con Enrico Parenti).Federica Tessari
© Foto privata
Studentessa di Cooperazione Internazionale presso l’Università di Torino, dopo una laurea in Scienze Politiche, decide di avvicinarsi sia accademicamente che personalmente a contesti notoriamente più vulnerabili nel mondo. Dall’India alla realtà greca di Samos, ha sviluppato un senso critico trovando la propria voce con la scrittura giornalistica. Tessari ha conosciuto Scomodo mentre lavorava a Roma con MSF e quando ha aperto la redazione di Torino non ha potuto esimersi. Oggi è una delle responsabili editoriali a livello nazionale, in particolare per la sezione Il Plus (sezione di approfondimento trasversale e multidisciplinare). Ha condotto e realizzato il primo fotoreportage di Scomodo: Senza stringhe. È appassionata di cause civili, conflitto e tematiche politico-sociali.
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