Riformare. Il presente.
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I giovani di oggi e la Riforma

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I giovani di oggi e la Riforma


A 500 anni dalla Riforma di Lutero come viene interpretata la parola “Riforma” dai giovani di oggi? Loro sono il “nostro” domani ed è a loro che va chiesto: Come riformeresti il presente?

Non siamo qui per celebrare Lutero, uomo molto discusso e figlio di un periodo storico molto complesso, bensì per sottolineare come le conseguenze della pubblicazione delle 95 tesi abbiano profondamente inciso sul mondo moderno. Lutero ha lasciato in eredità un atto di responsabilità ed ha aperto in molti modi la strada al mondo moderno, laico e multiculturale.
Già secoli prima, intorno al 1170, Pietro Valdesio, mercante di Lione, a seguito di una profonda crisi spirituale, decide di seguire l’esempio di povertà e di predicare il Vangelo. Voleva contribuire al rinnovamento della Chiesa dall’interno, seguendo l’esempio degli apostoli. Nel 1532 con l’assemblea di Chanforan le comunità valdesi aderiscono alla Riforma.
 
Oggi vogliamo porre l’accento sull’importanza del camminare insieme verso la comprensione, la collaborazione e il rispetto reciproci. Tutto ciò può avvenire solo attraverso un confronto nel dialogo per elaborare insieme nuove prospettive per come migliorare il domani. Ci immaginiamo un confronto tra Lutero e Valdesio su quale potrebbe essere oggi il significato dato dai giovani alla parola “Riforma”.
Non vogliamo ricordare il passato raccontandoci una storia diversa, tuttavia è nostro desiderio che domani si possa raccontare una storia differente parlando di quello che è il nostro presente. Pensare, quindi, a quali strategie, quali riforme si possono mettere in atto oggi, affinché nel futuro si possa parlare dell’oggi in maniera diversa.
 
I giovani di oggi sono il “nostro” domani ed è a loro che va chiesto: come riformeresti il mondo oggi? Tutto oggi accade velocemente. Veniamo continuamente provocati o stimolati da messaggi virtuali che scandiscono le nostre giornate a ritmo frenetico e a cui bisogna rispondere subito e senza esitazione. Se non reagisci immediatamente, sei fuori, sei “out”! Stiamo imparando ad essere più sfrontati e irriverenti perché il confronto avviene dietro uno schermo del computer o del cellulare. Spesso tutto questo in realtà ci lascia solo un grande vuoto, perché non c’è né spazio né tempo per la riflessione, per il dialogo e per un confronto diretto. A volte bastano anche pochi minuti per avere un confronto e prendere consapevolezza del fatto che… “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”, come diceva il Mahatma Gandhi.

Alessandra Zucconi