Duisburg-Marxloh Il quadrilatero della moda per gli sposi: Sogni di tulle

La Weseler Straße, nel quartiere Marxloh a Duisburg, è la più nota via dello shopping per i futuri sposi: nessun altro posto in Germania presenta in uno spazio relativamente esiguo una così alta concentrazione di negozi specializzati in vestiti da sposa e vetrine traboccanti di abiti da cerimonia, smoking, anelli, torte nuziali, inframezzati da supermercati, ristoranti-griglierie, pasticcerie con specialità turche... Una zona centralissima e piena di vita situata in quartiere altrimenti “problematico”: chi ci va a far compere o ci abita è più abituato a sentirsi chiedere che problemi abbia che non cosa faccia nella vita.

 

  • Mahircan Küccük © Goethe-Institut | Foto: Anne-Nikolin Hagemann
    Mahircan Küccük, Hobi Collection, Abiti da sposo e da uomo, Weseler Straße 15

    Mahircan sapeva fare il nodo alla cravatta già all’età di 7 anni. È cresciuto qui, nel negozio di suo padre, tra gli abiti appesi negli espositori e i manichini in smoking in vetrina. Nel 2011, a 20 anni, ha preso in carico la boutique. “Ho la moda nel sangue”, afferma. I clienti arrivano da ogni parte d’Europa: Belgio, Paesi Bassi, Inghilterra. Mahircan intuisce al primo sguardo cosa proporre, ha occhio per il colore, il modello e la taglia più adatti. Come capisce di aver trovato il capo giusto? “Da come brillano i loro occhi”.
  • Aylin Küccük © Goethe-Institut | Foto: Anne-Nikolin Hagemann
    Aylin Küccük, Melisam Brautmoden, moda da sposa, Kaiser-Wilhelm-Straße 304

    Aylin, sorella ventiduenne di Mahircan, gestisce il negozio da sposa del padre subito dietro l’angolo. “Ci sono figli che vogliono solo il denaro dei genitori, preferiscono uscire invece di aiutare. Noi non siamo così”, afferma. Aylin, Mahircan, i genitori e una sorella più piccola vivono insieme. La domenica è dedicata alla famiglia, hanno tempo per parlare. Le spose – ci racconta Aylin – sono più difficili da consigliare rispetto agli sposi, hanno bisogno di più tempo per decidere. Una volta, però, le è successo di trovare il vestito perfetto per le nozze e anche per l’addio al nubilato di una cliente in soli 20 minuti: “Un miracolo!” e uno spunto per una lunga chiacchierata domenicale in famiglia.
  • Mustafa Yilmaz © Goethe-Institut | Foto: Anne-Nikolin Hagemann
    Mustafa Yilmaz, supermercato, Weseler Straße 50

    “Parli benissimo in tedesco!”: una delle frasi peggiori da sentire per Mustafa, che solitamente replica “Niente male anche Lei!”. I suoi genitori vengono dalla Turchia, ma lui è nato in Germania, è qui che ha fatto la maturità e poi gli studi di economia aziendale. “Ma finché non abbandonerò le mie radici, sarò sempre visto come uno straniero”, dice. Prima si opponeva, ora invece sta valutando di trasferirsi con moglie e figlio in Turchia. La famiglia vive vicino a Düsseldorf e in questo supermercato della Weseler Straße, di proprietà dei suoceri, lavora solo come aiutante. Non è il suo mondo e ha l’impressione che più a lungo ci rimane, più il suo tedesco ne risente negativamente.
  • Kenan Özen © Goethe-Institut | Foto: Anne-Nikolin Hagemann
    Kenan Özen, Fotostudio Özman, studio fotografico, Weseler Straße 35

    È la donna a decidere, dice Kenan. Gli uomini vogliono solo sbrigarsi ed evitare complicazioni, le donne vogliono sentirsi principesse. Per fare al meglio il suo lavoro da fotografo per matrimoni, deve accontentare entrambi, trovando la perfezione nella luce, nei colori, nella posa, nell’istante. In ogni servizio c’è sempre almeno una foto che soddisfa tutte queste condizioni e il sistema per ottenerla funziona sempre: “I due si devono guardare negli occhi, poi sorridersi, e a quel punto già sai che la foto sarà riuscita.” Con un pizzico di fortuna, poi, dopo il fidanzamento gli verrà affidato il servizio fotografico per il matrimonio, poi per la nascita, per il primo giorno di scuola, per i ritratti di famiglia, e poi si riparte con un fidanzamento.
  • Hatice Tufan e Cem Sen © Goethe-Institut | Foto: Anne-Nikolin Hagemann
    Hatice Tufan e Cem Sen davanti a una gioielleria della Weseler Straße, angolo Grillostraße

    Cem e Hatice vogliono sposarsi. Oggi sono stati al Consolato turco per i documenti per il matrimonio civile. Le fedi forse le compreranno qui: con i conterranei è più facile trattare, dice Cem ridendo. Fedi sobrie, d’argento. La festa, invece, non sarà altrettanto semplice: al fidanzamento avranno circa 800 invitati, al matrimonio 1.000. Hatice è stata colta di sorpresa quando Cem ha chiesto la sua mano, dopo nemmeno un anno che stavano insieme. Come gliel’ha chiesto? È stata una cosa piuttosto spontanea, spiega Cem: ha comprato l’anello, una rosa, e si è inginocchiato davanti a lei. “E grazie a Dio ha detto di sì!”
  • Leyla Prestin e Neriman Pekgüleç © Goethe-Institut | Foto: Anne-Nikolin Hagemann
    Leyla Prestin e Neriman Pekgüleç, commesse da Ekol Gelinlik, Weseler Straße 66

    Non si tratta di vendere, racconta Neriman: quello sa farlo chiunque. Si tratta piuttosto di trovare la combinazione ideale tra vestito e donna: “Una cliente in un abito che le sta a pennello è la miglior pubblicità”. Leyla è l’esperta per la sposa, Neriman si occupa più di abiti da sera. Recentemente aveva in negozio un vestito giallo con un ricamo, perfetto per una determinata cliente. Lei però inizialmente non voleva neanche provarlo, non c’era stato verso di convincerla. Poi, dopo essere uscita e aver preso un caffè, era tornata indietro per misurarselo. “E mi ha abbracciata!”, ci dice Neriman raggiante.