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Berlinale Blogger 2019
Il colpevole è sicuramente greco

“Der Goldene Handschuh | The Golden Glove”: Fatih Akin
“Der Goldene Handschuh | The Golden Glove”: Fatih Akin | © Boris Laewen / 2018 bombero int./Warner Bros. Ent.

Il blogger Gerasimos Bekas ha assistito con orrore alla proiezione del film di Fatih Akin “Der Goldene Handschuh” (The Golden Glove – Il guanto d’oro). E i greci c’erano.

Di Gerasimos Bekas

Impossibile non imbattersi in Der Goldene Handschuh” già prima dell’inizio della Berlinale: in città è in assoluto il manifesto più frequente, o meglio, la locandina più frequente, perché tra i manifesti che in questi giorni tappezzano Berlino primeggia su tutti quello che pubblicizza l’app “Tinder”.
 
Prima che esistesse “Tinder” – che razza di collegamento! – la gente, per cercare un partner per incontri sessuali, andava nei locali: ce n’era uno adatto per ogni tipo di clientela e il pub ci Amburgo “Zum Goldenen Hanschuh”, aperto 24 ore su 24 dal 1962, negli anni ’70 attirava veterani rimasti soli, bevitori incalliti e vecchie prostitute. È lì che Fritz Honka cercava le sue vittime.
 

Dassler è assolutamente convincente

Condivido in pieno la decisione di Akin di far vestire i panni del serial killer Fritz Honka, che nel romanzo di Heinz Strunk che ha ispirato il film viene descritto come un “omino ingobbito, dal viso schiacciato e mani enormi”, da Jonas Dassler, uno dei giovani attori più simpatici e gradevoli di Berlino. Era un rischio, ma ne è valsa la pena, perché Dassler interpreta Honka in maniera eccezionale, senza far trapelare che quella che si nasconde dietro la maschera è una persona completamente diversa.
 
Il film Akin è un horror pieno di scene scioccanti che fanno saltare il pubblico sulla poltrona. Akin non spiega un granché, limitandosi a mostrare Honka nella sua efferatezza, mentre fa a pezzi le sue vittime, ammucchiandole in casa.

Sono i greci a salvare Amburgo

L’odore dei corpi in decomposizione viene inizialmente attribuito ai vicini greci, che si lamentano a gran voce con Honka, riportando la lingua greca alla ribalta alla Berlinale, ed è solo in seguito all’incendio che hanno fatto scoppiare loro che vengono scoperti gli orrori compiuti dal mostro. Per questo non sarebbe neanche sbagliato affermare che nel film sono proprio i greci a salvare Amburgo dal serial killer.
 
Honka era passato inosservato per così tanto tempo perché non veniva notata la scomparsa delle sue vittime, che nessuno cercava. Tornando a casa, è un pensiero che mi tormenta: incontro così tanta gente che probabilmente non mancherebbe a nessuno… Ma si è fatto tardi, è ora di andare dormire.

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