Accesso rapido:
Vai direttamente al contenuto (alt 1)Vai direttamente al secondo livello di navigazione (alt 3)Vai direttamente al primo livello di navigazione (alt 2)

Spa e centri di cure termali
A qualcuno piaceva caldo

I Bagni Széchenyi della capitale ungherese Budapest sono il più grande centro termale d’Europa.
I Bagni Széchenyi della capitale ungherese Budapest sono il più grande centro termale d’Europa. Inaugurati nel 1881, gli impianti includono oggi una piscina pubblica, una strutturata come una spiaggia e un complesso ambulatoriale per prestazioni in day hospital. | Foto (particolare): Günter Flegar © picture alliance/Westend61

Se già gli antichi romani erano dei sostenitori delle proprietà terapeutiche dell’acqua, con il tempo i centri termali si sono diffusi in tutta Europa, attirando gente anche verso l’Inghilterra, la Germania, la Repubblica Ceca e il Belgio, in particolare nella città di Spa, che grazie al turismo britannico è poi diventata sinonimo di stazione di cura con acque minerali.

Di Sarah Klein

  • Una donna in una Spa. Per molte persone le piscine dei centri benessere sono l’ideale per rilassarsi. Foto (particolare): Fabrice Michaudeau © picture alliance / PantherMedia
    Il termine “Spa”, che oggi designa soprattutto i centri benessere di cui si fregiano gli hotel per farsi pubblicità, indicava originariamente stazioni climatiche che sfruttavano sorgenti di acque minerali. In tedesco le località termali contengono nel nome il termine “Bad”, che indica che il posto è raccomandato per il suo clima, un suolo ricco di minerali o acque dalle proprietà terapeutiche.
  • Terme Adrianee di Leptis Magna, Libia © Adobe
    Le proprietà curative dei bagni termali erano apprezzate già nell’antichità: romani, greci, egiziani e babilonesi avevano infatti una vera e propria cultura delle abluzioni i romani hanno costruito terme in tutto il loro vasto territorio, lasciandone dei resti persino nell’attuale Libia. Accanto a quelle di Cartagine, le Terme Adrianee di Leptis Magna (foto), in Libia, sono le più grandi realizzate dai romani nel continente africano.
  • Le Terme di Caracalla sono tra i più vasti impianti termali dell’antica Roma. Foto (particolare): Achim Bednorz © picture alliance/Bildarchiv Monheim
    Le Terme di Caracalla sono tra i più vasti impianti termali dell’antica Roma: un complesso architettonico articolato e riccamente decorato, ultimato nel 235 d.C. per la gioia dei 6.000-8.000 appassionati di wellness che vi affluivano all’epoca in una giornata, apprezzando non soltanto le vasche con acque calde e fredde, ma anche i servizi di massaggio, manicure e parrucchiere, oltre a chioschi con cibi e bevande e addirittura una biblioteca.
  • Terme romane di Bath, Inghilterra Foto (particolare): Terry Tang © picture alliance / AP Photo
    Molti centri termali tuttora in voga risalgono all’epoca romana. Ne è un esempio Bath, nella regione inglese di Somerset, famoso ancora oggi per gli impianti termali costruiti dagli antichi romani. Quando gli anglosassoni conquistarono il territorio nel V secolo, lo battezzarono “Hath Batha” (bagni caldi), da cui deriva l’attuale nome. Oggi nella lista del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, nel XVI e XVII secolo era tra le stazioni climatiche più rinomate e ha ceduto qualche posizione solo nel corso dell’Ottocento.
  • Kaiserbad Hotel, Aquisgrana, attorno al 1900 Foto (particolare): © Public Domain via Wikimedia Commons
    Nel Settecento il ceto più abbiente poteva permettersi di frequentare le terme imperiali di Aquisgrana, il complesso termale più grande e alla moda dell’epoca. Nel corso dei secoli, per sfruttare le acque a 52°C, si sono succedute diverse nuove piscine termali imperiali e anche in questo caso il primo impianto risale all’epoca romana.
  • Cartolina del parco cittadino di Karlovy Vary, Repubblica Ceca, attorno al 1900 Foto (particolare): © picture alliance/akg-images
    Dall’inizio dell’Ottocento la domanda di stazioni climatiche è cresciuta al punto che l’Europa si è riempita di centri termali sempre più maestosi che hanno iniziato a farsi concorrenza. Tra i più gettonati ricordiamo ad esempio nell’attuale Repubblica Ceca il triangolo termale della Boemia occidentale, che si snoda tra Karlovy Vary (foto), Františkovy Lázně e Mariánské lázně, rinomato tuttora a livello internazionale per le sorgenti minerali che raggiungono i 73°C.
  • Nell’Ottocento il Belgio attirava l’alta società, che si incontrava al centro termale di Spa. Foto (particolare): Fishman © dpa - Bildarchiv
    Anche il Belgio era una meta ambita dall’alta società: una località particolarmente apprezzata da diverse corone reali, nell’Ottocento era Spa, centro termale che attirava nobili e industriali da tutta l’Europa e dalla Russia, guadagnandosi l’etichetta di “Caffè d’Europa”. Ai turisti britannici del XVI secolo dobbiamo la trasformazione del termine “Spa”, che in particolare in inglese è diventato sinonimo di stazione termale o centro benessere.
  • Ospiti del centro termale in cura con l’acqua sorgiva di Baden-Baden Foto (particolare): Calle Hesslefors © picture alliance/ullstein bild
    Nell’Ottocento la città termale di Baden-Baden nella Foresta nera si proclamava “Capitale estiva d’Europa”, sottolineando la portata europea della sua fama accanto a quella della belga Spa, il “Caffè d’Europa”. Centro termale fin dall’epoca romana, Baden-Baden deve al miracolo economico degli anni Cinquanta e Sessanta un’ulteriore impennata di prestigio, tanto che addirittura lo Scià di Persia Reza Pahlavi con la sua consorte, l’imperatrice Soraya, vi soggiornò nel 1955. In foto, ospiti del centro termale in cura con l’acqua sorgiva di Baden-Baden.
  • Bagni Széchenyi, Budapest, Ungheria Foto (particolare): Schoening © picture alliance/Bildagentur-online
    I Bagni Széchenyi della capitale ungherese Budapest sono il più grande centro termale d’Europa. Inaugurati solo nel 1881, sfruttano sorgenti termali che scorrono a una profondità di ben 970 metri, ma i lavori realizzati per utilizzare quelle acque sono stati ricompensati: dal 1904, infatti, ai Bagni Széchenyi vengono riconosciute proprietà curative e gli attuali impianti includono una piscina pubblica, un’altra strutturata come una spiaggia e un complesso ambulatoriale per prestazioni in regime di day hospital.
  • Le Terme di Caracalla di Baden-Baden in Germania si ispirano a quelle romane, dalle quali hanno ripreso il nome. Foto (particolare): W. Dieterich © picture alliance / Arco Images GmbH
    La cultura delle cure termali del XIX e XX secolo e il relativo turismo dovrebbero ora entrare nella lista del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO: è dal 2010 che prepara la candidatura come “The Great Spas of Europe” un comitato composto da diversi centri termali storici, tra cui Baden-Baden (Germania), Baden (Austria), Vichy (Francia), Spa (Belgio), Bath (Gran Bretagna), Františkovy Lázně, Mariánské lázně e Karlovy Vary (Repubblica Ceca). La domanda ufficiale sarà presentata congiuntamente nel 2019. Le Terme di Caracalla di Baden-Baden in Germania (foto) si ispirano a quelle romane, dalle quali hanno ripreso il nome.
  • Stabilimento Tettuccio, Montecatini Terme Foto (particolare): Rainer Hackenberg © picture alliance
    Anche lo stabilimento Tettuccio di Montecatini Terme (foto) fa parte delle “Great Spas of Europe”. Una candidatura transnazionale di una simile portata non era stata ancora mai presentata per l’inserimento nella lista del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, ed è considerata infatti una delle domande più complesse. Il numero delle località incluse è stato ridotto più volte, in quanto ognuna di esse dovrebbe possedere i requisiti per concorrere singolarmente. Se il progetto andrà veramente in porto si vedrà col tempo.

Top