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Kunstraum incontra... Hito Steyerl
L’intelligenza artificiale nell’arte e nella società

<i>Hito Steyerl. The City of Broken Windows</i> – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018
Hito Steyerl. The City of Broken Windows – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018 | Foto: Antonio Maniscalco

Hito Steyerl, già premiata dall’ArtReview Power 100 per essere stata l’artista più influente nel 2017, riceverà nel 2019 il Premio Käthe Kollwitz dall’Accademia delle Arti di Berlino, confermando così una posizione di primo piano nella scena artistica tedesca e internazionale.

Di Sarah Wollberg

Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice artistica di Documenta 13 e direttrice oggi del rinomato Museo d’Arte Contemporanea “Castello di Rivoli”, alle porte di Torino, l’ha portata in Italia con la mostra The City of Broken Windows / La città delle finestre rotte, che può essere visitata nella Manica Lunga fino a fine giugno 2019.
Castello di Rivoli Castello di Rivoli | © Goethe-Institut Italien / Foto: Sarah Wollberg La Manica Lunga del Castello di Rivoli risale alla prima metà del Seicento ed è parte integrante del castello fino alla sua distruzione nel 1693. Il restauro e la nuova destinazione d’uso sono opera dell’architetto italiano Andrea Bruno. Per la sua particolarità Helmut Newton la immortala in uno scatto in bianco e nero già prima del suo completamento, che risale al 2000. Il corridoio della Manica Lunga misura ben 147x6 m e ha 16 grandi finestre. La mostra sulla città delle finestre rotte si adatta agli spazi e alla loro storia, giocando con gli opposti: installazioni video e audio da un lato, scrittura classica dall’altro. Sui lati corti del corridoio sono posizionati uno di fronte all’altro due schermi video, mentre i lati lunghi sono attraversati da una scritta e sui vetri delle finestre ne spiccano singole parole: created, secret, riot. Dagli altoparlanti si diffondono effetti sonori che pervadono l’intera navata, mentre forme artistiche analogiche e digitali si combinano e integrano tra loro: video e scritte rappresentano da un lato la City of Broken Windows, e dall’altro le possibilità di un’ipotetica City of Unbroken Windows, città delle finestre ‘non’ rotte.

Vetri rotti e funzione riparatrice dell’arte

Sul primo schermo scorrono immagini di ingegneri che rompono vetri, ripetendo continuamente il gesto per insegnare a un’intelligenza artificiale a rilevare il suono della rottura dei vetri delle finestre, allo scopo di progettare sistemi di sicurezza sfruttando il machine learning, l’apprendimento automatico. All’estremità opposta, sul secondo schermo, si vede l’artista Chris Toepfer all’opera in quartieri poveri di città americane, mentre insieme alla sua associazione di volontariato “The Neighborhood Foundation” sostituisce le finestre rotte di edifici vuoti con pannelli dipinti da loro, a dimostrazione della capacità dell’arte di lottare contro la distruzione e l’incuria, per riportare gente e investitori in quartieri altrimenti depressi.
 
  • <i>Hito Steyerl. The City of Broken Windows</i> – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018 Foto: Antonio Maniscalco
    Hito Steyerl. The City of Broken Windows – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018
  • <i>Hito Steyerl. The City of Broken Windows</i> – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018 Foto: Antonio Maniscalco
    Hito Steyerl. The City of Broken Windows – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018
  • <i>Hito Steyerl. The City of Broken Windows</i> – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018 Foto: Antonio Maniscalco
    Hito Steyerl. The City of Broken Windows – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018
  • <i>Hito Steyerl. The City of Broken Windows</i> – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018 Foto: Antonio Maniscalco
    Hito Steyerl. The City of Broken Windows – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018
  • <i>Hito Steyerl. The City of Broken Windows</i> – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018 Foto: Antonio Maniscalco
    Hito Steyerl. The City of Broken Windows – Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino) – Veduta della mostra, 2018

Simposio sull’intelligenza artificiale

A integrazione della mostra, Hito Steyerl ha ideato un simposio sull’intelligenza artificiale con esperti provenienti dalla Germania e da tutto il mondo. Insieme a Jules Laplace, programmatore che vive a Berlino, l’artista spiega il processo con il quale le macchine imparano a riconoscere il suono della rottura di un vetro, sottolineando come le intelligenze artificiali vengano programmate dall’uomo al pregiudizio, con pericolosi stereotipi per l’identificazione di criminali o la realizzazione di droni letali da impiegare in guerra. Il simposio si svolge esattamente nel momento in cui la Commissione Europea pubblica per la prima volta le linee guida sull’etica dell’intelligenza artificiale. Sul podio è presente anche Anne Roth, attivista in rete tedesca e co-fondatrice della piattaforma Indymedia, che si occupa in particolare di sorveglianza digitale battendosi per una maggiore sicurezza nella rete e contro il sistema di riconoscimento di pattern che valuta e controlla masse di dati.

Risalgono a cinque anni fa le prime rivelazioni di Edward Snowden sulle pratiche di sorveglianza tramite internet, diventate poi di dominio pubblico attraverso i media. Da allora, nonostante tutto, non è cambiato molto. “Il governo deve impegnarsi con urgenza in favore dei diritti degli utenti di internet, invece di tutelare interessi economici. I diritti fondamentali devono valere anche in internet e le possibilità di guadagnare denaro mediante i dati devono essere arginate”, invoca Anne Roth. Da un lato, l’intelligenza artificiale offre l’illusione di un maggior grado di sicurezza, ma dall’altro porta alla sorveglianza assoluta, ed è proprio qui che può posizionarsi l’arte e assumere un ruolo importante. Le intelligenze artificiali, infatti, non sono più solo un argomento o una tecnologia utilizzati in ambito artistico, ma artefici esse stesse di proprie opere d’arte.

Il 2019 è appena iniziato con Hito Steyerl che riceve il premio Käthe Kollwitz e la sua mostra al Castello di Rivoli. Chissà quali sorprese ci riservano per quest’anno le intelligenze artificiali. Hito Steyerl chiude il simposio con un avvertimento: chiunque stia progettando una forma sofisticata di intelligenza artificiale è pregato di tenerla per sé per i prossimi 500 anni, proprio come Leonardo con i suoi modelli di sottomarino, avendone intuito i pericoli per l’umanità.

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