Accesso rapido:
Vai direttamente al contenuto (alt 1)Vai direttamente al secondo livello di navigazione (alt 3)Vai direttamente al primo livello di navigazione (alt 2)

Biblioteche e società civile
Salviamo il mondo, tutto qui

Il futuro delle biblioteche
Il futuro delle biblioteche | © raumlaborberlin su incarico di Kulturprojekte Berlin

“Nessuno si aspetta che biblioteche possano salvare il mondo, eppure saremmo in condizione di farlo”, affermano Rebecca T. Miller e Rebekkah Smith Aldrich, esperte americane nel settore bibliotecario che nell’intervista spiegano perché la convinzione che la digitalizzazione possa rendere inutili le biblioteche è soltanto un mito da sfatare.

Di Leonard Novy

Molte persone guardano con preoccupazione al futuro delle biblioteche e temono che nella loro forma classica possano essere rese superflue da internet. È davvero così? In caso contrario, come cambia il ruolo delle biblioteche in una società in evoluzione?

Rebekkah Smith Aldrich: nelle biblioteche il focus è sulle persone, non sugli oggetti. Siamo istituzioni educative, offriamo opportunità di accesso indipendentemente dal formato e dall’argomento, perciò sarà sempre importante il contatto instaurato con chi ci circonda, con gli esperti sul posto, con i luoghi di dialogo pubblici. Le moderne biblioteche che riscuotono maggior successo sono centri vibranti e propositivi che riflettono e coinvolgono la comunità per la quale sono state istituite. Quelle che non si preoccupano di proporsi come un punto d’incontro per il territorio perdono di vista uno degli aspetti più promettenti del futuro delle biblioteche.
 
Rebecca T. Miller: Le storie sul declino delle biblioteche sono cominciate nel momento dell’introduzione di internet, ma si tratta essenzialmente di leggende infondate. Il valore delle biblioteche, infatti, è relativamente costante, mentre i mezzi a loro disposizione oggi a completamento del patrimonio librario, che rivoluzionano e democratizzano le possibilità di accesso, sono molto più diversificati, affidabili ed entusiasmanti. L’accessibilità che garantiscono è senza precedenti e non bisogna dimenticare che nelle città americane sono state le biblioteche pubbliche a permettere l’approccio ai computer e a offrire corsi di formazione per l’utilizzo della nuova tecnologia, e che sono state le biblioteche scientifiche a fornire le risorse per i Google Books. È sbagliato vedere le biblioteche in contrapposizione alla tecnologia, perché in realtà sono complementari.
 
Lei sostiene che nessuno si aspetti che le biblioteche possano salvare il mondo, benché in realtà siano in posizione ideale per riuscirci. Che intende dire?

Miller: Non so più quante volte ho sentito dire da qualcuno che una biblioteca gli aveva salvato la vita, o che aveva avuto una ruolo notevole, o che gli era stata di sostegno nella ricerca della propria identità. Certo, sono esperienze individuali, ma considerando quanto sono diffuse e importanti le biblioteche per il benessere del territorio che servono, si può avere un’idea dell’impatto che potrebbero avere se decidessero di aiutare la comunità ad affrontare un problema urgente, come ad esempio i cambiamenti climatici.
 
Smith Aldrich: Pensiamo alla fragilità del mondo di oggi: in ogni settore, che sia la politica, la tecnologia, l’economia, l’ambiente o la società, ci troviamo ad affrontare degli stravolgimenti che implicano sia nuove opportunità, sia delle sfide, a seconda della posizione socioeconomica sul territorio. La coesione sociale è fondamentale per il benessere della comunità nei prossimi decenni, indipendentemente dagli sconvolgimenti da fronteggiare, e le biblioteche sono strumenti eccellenti per rafforzare la coesione sociale locale. Possiamo affrontare le questioni locali in maniera intensa, possiamo contribuire a riunire le persone, a far riconoscere e apprezzare il multiculturalismo, a dare voce a tutti. Quattro fattori considerati decisivi dal gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per la nostra sopravvivenza negli anni a venire.
 

Come biblioteche dobbiamo partecipare in maniera autentica e significativa alla vita delle persone per le quali esistiamo.

Rebekkah Smith Aldrich

Qual è il rapporto tra biblioteche e sostenibilità ecologica?

Miller: Le biblioteche hanno sempre contribuito a preparare al futuro utenti e territorio. Oggi ci troviamo ad affrontare un futuro sul quale incombe un problema grave e complesso come quello dei cambiamenti climatici causati dalla mano dell’uomo. Come rete globale di istituzioni incaricate di rispondere alla necessità di informazioni, sono convinta che le biblioteche possono diventare catalizzatori di un serio movimento per la realizzazione di una società più sostenibile, se concentreranno il loro operato su quest’obiettivo.
 
Smith Aldrich: Come biblioteche, dobbiamo partecipare in modo autentico e significativo alla vita delle persone per le quali esistiamo. Ciò significa che comprendiamo l’importanza degli elementi costitutivi della vita, e quindi che abbiamo consapevolezza del contesto più allargato in cui viviamo. Una biblioteca deve incarnare il desiderio di servire gli altri. Verrebbe meno la nostra ragione di essere se perdessimo la capacità di capire cosa muove la gente o cosa dovrà affrontare in futuro. Se vogliamo che la nostra utenza percepisca che abbiamo a cuore il suo benessere, che siamo affidabili, che è effettivamente meritata la fiducia che viene riposta in noi, che gestiamo con coscienza i fondi provenienti dalle tasse dei contribuenti, allora dobbiamo sentire come innato l’impegno a favore della sostenibilità ecologica. Se invece non ci preoccuperemo delle risorse naturali, se non ci cureremo di smaltire in maniera responsabile tutto ciò che non ci occorre più, se non riusciremo a far capire agli altri l’impatto delle nostre azioni sulla natura, allora tra una ventina d’anni non potremo far altro che contenere i danni. Saremo in prima linea quando si tratterà di aiutare sempre più cittadine e cittadini a superare i problemi prevedibili e ad affrontare quelli per i quali ci saremmo potuti preparare.
 
Entrambe partecipate all’iniziativa per la sostenibilità della New York Library Association. Di che si tratta?

Miller: L’iniziativa mira a mettere le biblioteche in condizione di attirare l’attenzione sui cambiamenti climatici e di fungere da modello sul territorio. A livello pratico si tratta di suscitare una consapevolezza e di fornire ai bibliotecari e alle loro strutture i mezzi necessari a svolgere questo compito, mostrando internamente un orientamento sostenibile e all’esterno, a titolo esemplare, un modo di agire improntato alla sostenibilità a livello locale. A questo scopo abbiamo istituito il Sustainability Certification Program, una sorta di linee guida per biblioteche per affrontare la crisi mondiale che ci coinvolge tutti. Come abbiamo recentemente riportato sul Library Journal, la Hendrick Hudson Free Library di Montrose, New York, una delle prime ad attuare la certificazione, ha installato 289 pannelli solari sul tetto di un nuovo fabbricato aggiunto al complesso, e in biblioteca i visitatori possono visualizzare la quantità di elettricità generata dall’impianto e rendersi conto della portata di azioni di questo genere.

Le biblioteche devono sedere al tavolo delle amministrazioni locali per discutere i piani per il futuro e contribuire al raggiungimento degli obiettivi definiti nel contesto.

Rebecca T. Miller

Cosa possono fare biblioteche per veicolare i loro intenti?

Miller: Collaboratrici e collaboratori delle biblioteche devono spiegare che cosa offre la struttura e quale influenza può esercitare sulle persone e sulla realtà locale; devono entrare in partnership per dare più peso al loro operato, sedere al tavolo del dibattito sui piani futuri del territorio e contribuire al raggiungimento dei relativi obiettivi.
 
Aldrich: Condivido in pieno. È molto più importante discutere del perché stiamo facendo qualcosa che non raccontare che cosa stiamo facendo. Inoltre ritengo che per gestire con successo una biblioteca ci si debba concentrare sulle “3 E” delle biblioteche sostenibili: Empower, Engage, Energize (stimolare, coinvolgere, attivare), tre azioni che indicano come devono lavorare i dirigenti delle biblioteche per riuscire a ispirare dipendenti e utenti. Ho notato che l’atteggiamento con cui incontriamo gli altri genera un interessante scambio di energie: se il nostro approccio è improntato allo stimolo, al coinvolgimento e all’attivazione degli altri, le persone alle quali ci siamo rivolti noi faranno altrettanto nei confronti della biblioteca. Ho constatato che questo è un ‘ingrediente segreto’ di molte biblioteche di successo con le quali ho collaborato”.
 

Rebecca T. Miller e Rebekkah Smith Aldrich sono membri del Sustainability Initiative Committee della New York Library Association fin dalla sua istituzione. Il contributo che hanno presentato alla Next Library® Conference di Berlino è intitolato The Future Won’t Wait: A Library-Led Approach to Sustainability (Il futuro non attende: le biblioteche come apripista nella sostenibilità).

 
Rebecca T. Miller Rebecca T. Miller | © Rebecca T. Miller Rebecca T. Miller è caporedattrice del Library Journal e dello School Library Journal dal 2013. Molto impegnata nell’attività di ricerca giornalistica sull’impatto del trend digitale su lettori, biblioteche ed editori, ha fondato l’annuale LJ Index of Public Library Service (lista delle migliori biblioteche pubbliche negli USA) e il progetto New Landmark Libraries (lista delle migliori biblioteche scientifiche). Con Barbara A. Genco è co-editrice di Better Library Design: Ideas from Library Journal (2016) e Scales on Censorship: Real Life Lessons from School Library Journal (2015). Ha fatto parte per sei anni del consiglio di amministrazione del National Book Critics Circle, due dei quali come presidente. È membro fondatore della Sustainability Initiative della New York Library Association.


Rebekkah Smith Aldrich Rebekkah Smith Aldrich | © Rebekkah Smith Aldrich Rebekkah Smith Aldrich è coordinatrice per la sostenibilità delle biblioteche del Mid-Hudson Library System, New York, all’interno del quale fornisce consulenza a 66 biblioteche pubbliche su questioni di governance, finanziamenti e attrezzature. Scrive sulla sostenibilità per il Library Journal, co-presiede la Sustainability Initiative della New York Library Association, è membro fondatore del Sustainability Round Table della U.S. Library Association (ALA) ed è membro del comitato consultivo del Center for the Future of Libraries (ALA). È stata nominata Mover & Shaker (persona influente) dal Library Journal e tiene conferenze sull’evoluzione delle biblioteche sull’intero territorio nazionale. Nel 2018 è uscita la sua ultima pubblicazione: Sustainable Thinking: Ensuring Your Library’s Future in an Uncertain World.

Top