​Spiccatamente... post-umano
Come ci viene in aiuto la tecnologia in tempi di crisi

In un momento in cui i contatti interpersonali sono diventati un rischio per la salute, Liwen Qin descrive il modo in cui i progressi nel campo della digitalizzazione possono aiutarci ad affrontare la pandemia globale di COVID-19. 

Da quando la pandemia di COVID-19, iniziata in Cina, si è poi propagata in tutto il mondo, i governi, le aziende e gli individui stanno facendo di tutto per far fronte agli enormi disagi che incontrano nella loro quotidianità. A gennaio e febbraio 2020 il governo cinese ha limitato la libertà di un numero di persone compreso tra i 100 e i 500 milioni. Le attività e le scuole sono rimaste chiuse per circa sei, sette settimane. In un momento in cui i contatti interpersonali rappresentano un rischio, la tecnologia dell’informazione contribuisce in maniera importante a mitigare gli effetti negativi di questa crisi imprevista. 

Alimentazione e igiene nella quarantena

La sfida più grande per le persone costrette a rimanere in casa durante il coprifuoco cittadino o una quarantena domestica, è rappresentata dal soddisfacimento del fabbisogno giornaliero di alimenti e articoli per l’igiene. In Cina i servizi di consegna e il progredito sistema di commercio online sono diventati l’ancora di salvezza per molte famiglie. In alcuni luoghi, lo smistamento automatico dei pacchi, le automobili con sistema di guida autonoma, i droni e le stazioni di consegna e ritiro pacchi (una specie di buca delle lettere per pacchi) hanno ridotto al minimo il contatto umano.

L’intelligenza artificiale nella diagnostica

La carenza di risorse mediche durante una pandemia globale rappresenta una ulteriore sfida. In Cina, durante la prima fase dei focolai da COVID-19, gli ospedali non avevano capacità sufficienti. Molti erano i malati a cui non era possibile fare il test per diagnosticare il virus o che non potevano essere curati. Diverse aziende operanti su internet e le amministrazioni locali hanno rapidamente creato piattaforme virtuali di consulenza medica. In questo modo invece di recarsi in ospedale, le persone non infette potevano evitare di contrarre il virus in uno studio medico o in un ospedale, consultando il proprio medico online. L’intelligenza artificiale (IA) ha aiutato i governi locali nel prevedere lo scoppio di focolai in altre regioni. I servizi di IA sono stati impiegati anche negli ospedali per diagnosticare i pazienti sospettati di essere stati contagiati dal COVID-19. Grazie a queste tecnologie il carico sugli ospedali sovraffollati è stato massicciamente ridotto e l’uso di risorse mediche limitate è stato massimizzato per affrontare l’enorme sfida rappresentata dal nuovo virus.

Istruzione: una quotidianità digitale

Software per lo streaming online e per l’apprendimento hanno aiutato gli insegnanti e gli alunni bloccati in casa a portare avanti il loro percorso didattico quasi come di consueto. Gli insegnanti hanno trovato col tempo i metodi per insegnare online non solo materie astratte come la matematica e le lingue, ma anche insegnamenti di tipo pratico come arte, musica e ginnastica attraverso l’apprendimento a distanza. Per i vicini poteva talvolta essere fastidioso avere sopra la testa un bambino che saltava sul pavimento con un insegnante di ginnastica virtuale, ma in tempi come quelli che stiamo vivendo c’è bisogno di una reciproca tolleranza e comprensione.

Home office: bella come opzione

Aziende caratterizzate da una improrogabile attività offline, come le fabbriche e gli organizzatori di eventi sono pesantemente colpite dalle conseguenze della pandemia, ma le ditte nelle quali molto del lavoro viene svolto in digitale, stanno constatando che in caso di necessità anche il telelavoro può funzionare bene. Con l’aiuto di sistemi di conferenza online, software di chat, servizi di condivisione dei file, eccetera, le grandi aziende riescono a mantenere un funzionamento abbastanza regolare. L’unica differenza è che “gli uffici” ora sono stati spostati nelle camere da letto o negli studi delle proprie case. I dipendenti fanno gli straordinari senza più avere la casa come luogo in cui poter staccare la spina e così molti potrebbero rendersi conto per la prima volta di quanto desiderino il loro ufficio.

Restiamo umani!

Prima che vengano sviluppati farmaci efficaci o un vaccino contro il COVID-19, il che potrebbe richiedere ancora uno o due anni, queste nuove forme di organizzazioni e stili di vita diventeranno probabilmente normale quotidianità in molte parti del mondo. La cosa più importante, però, è che quello che la tecnologia dell’informazione ci ha dato non è solo cibo, istruzione o reddito, ma soprattutto la possibilità di salvaguardare i legami emotivi, fondamentali come qualsiasi altra cosa.

 

“Spiccatamente…”

Per la nostra rubrica “Spiccatamente…” scrivono, alternandosi settimanalmente, Liwen Qin, Maximilian Buddenbohm, Dominic Otiang’a e Gerasimos Bekas. In “Spiccatamente… post-umano” Liwen Qin osserva il progresso tecnologico e e il modo in cui esso influenza la nostra vita e la nostra società, sia esso in auto, in ufficio o alla cassa del supermercato.

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