Bella vista

Com’è la vita nei centri urbani? Qual è il battito delle nostre città?
Istantanee da Italia, Belgio, Francia, Germania, Portogallo e Spagna.

In metro

  • <b>L’arte prende la metropolitana (Roma, Italia)</b><br><br>Mosaici coloratissimi raffiguranti temi astratti ravvivano corridoi e passaggi della prima metropolitana d’Italia, la metro B di Roma. Non solo nelle stazioni del centro, ma anche in quelle più periferiche, dove tra le scale mobili e la fretta dei viaggiatori spuntano vere e proprie opere d’arte. Nella foto il mosaico di Enrico Della Torre alla stazione Monti Tiburtini. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Claudia Giusto

    L’arte prende la metropolitana (Roma, Italia)

    Mosaici coloratissimi raffiguranti temi astratti ravvivano corridoi e passaggi della prima metropolitana d’Italia, la metro B di Roma. Non solo nelle stazioni del centro, ma anche in quelle più periferiche, dove tra le scale mobili e la fretta dei viaggiatori spuntano vere e proprie opere d’arte. Nella foto il mosaico di Enrico Della Torre alla stazione Monti Tiburtini.

  • Marienplatz, stazione metro e ferrovia leggera (Monaco di B., Germania) Foto (particolare): Goethe-Institut © Jörn Müller

    Marienplatz, stazione della metro e della ferrovia leggera (Monaco di B., Germania)

    La stazione di Marienplatz di Monaco è molto frequentata dai turisti che vanno a visitare la Frauenkirche o il Neues Rathaus, il nuovo Municipio. Ma anche la stazione in sé ha il suo fascino, con le sue piastrelle arancioni, che se non altro hanno il pregio di essere facilmente riconoscibili. E infatti le ritroviamo anche nei posti più impensati, come ad esempio nel videoclip di “Four Out Of Five” della band britannica Arctic Monkeys, che ritrae il cantante Alex Turner proprio mentre cammina in questa stazione sotterranea.

  • <b>Stephan Vanfleteren – Moda in metro, 2009 (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>Ci troviamo nella stazione della metropolitana Gare de l’Ouest a Molenbeek-Saint-Jean, Bruxelles. Da fuori non si direbbe, ma l’interno di questa stazione ospita alcuni lavori del noto fotografo Stephan Vanfleteren che decorano le pareti della banchina in direzione Bekkant. Le foto esposte ritraggono 13 persone qualunque, ma vestite per lo shooting da famose case di moda del Belgio per illustrare il cosmopolitismo di Bruxelles. Foto: Goethe-Institut Belgien/ Annika Duin

    Stephan Vanfleteren – Moda in metro, 2009 (Bruxelles, Belgio)

    Ci troviamo nella stazione della metropolitana Gare de l’Ouest a Molenbeek-Saint-Jean, Bruxelles. Da fuori non si direbbe, ma l’interno di questa stazione ospita alcuni lavori del noto fotografo Stephan Vanfleteren che decorano le pareti della banchina in direzione Bekkant. Le foto esposte ritraggono 13 persone qualunque, ma vestite per lo shooting da famose case di moda del Belgio per illustrare il cosmopolitismo di Bruxelles.

  • <b>Pop art per le maioliche della stazione Oriente (Lisbona, Portogallo)</b><br><br>In questa stazione della metropolitana, inaugurata a Lisbona nel 1998 in occasione dell’Expo, le tradizionali maioliche artistiche portoghesi sono declinate in stile pop art nella decorazione su tema marino realizzata da artisti provenienti da cinque continenti. L’islandese Erró ha illustrato miti e leggende del mare in stile comic art. Le maioliche sono state prodotte dalla storica Fábrica Viúva Lamego. © Goethe-Institut / Foto: Teresa Laranjeiro

    Pop art per le maioliche della stazione Oriente (Lisbona, Portogallo)

    In questa stazione della metropolitana, inaugurata a Lisbona nel 1998 in occasione dell’Expo, le tradizionali maioliche artistiche portoghesi sono declinate in stile pop art nella decorazione su tema marino realizzata da artisti provenienti da cinque continenti. L’islandese Erró ha illustrato miti e leggende del mare in stile comic art. Le maioliche sono state prodotte dalla storica Fábrica Viúva Lamego.

  • Cent’anni di circolazione a sinistra (Madrid, Spagna) Foto: Daniel Tornero Rojo © Goethe-Institut Madrid

    Cent’anni di circolazione a sinistra (Madrid, Spagna)

    La metropolitana di Madrid è sempre talmente stracolma che stando dentro è difficile riuscire a guardare a terra. Nell’ora di punta bisogna farsi strada gettandosi nei vagoni e spesso i 657,2 milioni di utenti che la prendono ogni anno sono costretti ad aspettarne un’altra, e a volte anche un’altra ancora, prima di riuscire a salire. La Metro de Madrid, che viaggia tenendo rigorosamente la sinistra sull’intera rete, quest’anno compie cent’anni.

  • Arts et Métiers (Parigi, Francia) © Goethe-Institut, Foto: Cynthia Gruschke

    Arts et métiers (Parigi, Francia)

    Entrando nella stazione della metro parigina “Arts et métiers” ci si trova letteralmente tra gli ingranaggi di una macchina: i passeggeri in attesa della linea 11 si muovono tra undici oblò di ottone come se fossero all’interno del misterioso Nautilus della fantasia di Jules Verne. L’intera stazione, unica nel suo genere per il rivestimento in rame realizzato nel 1994 dall’artista belga François Schuiten in occasione del bicentenario del Museo dell’artigianato “Arts et métiers”, ricrea l’ambiente interno di un sottomarino e del mondo tecnico-industriale di una volta al quale è dedicato il museo limitrofo. Attenzione, si parte… 200.000 miglia sotto i mari!

Al museo

  • <b>Il Macro Asilo al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Roma, Italia)</b><br><br>Il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, si trova nei pressi del Goethe-Institut. Il progetto che ospita attualmente è il “Macro Asilo”, una sperimentazione della durata di 15 mesi che vede 300 artisti da tutto il mondo che si alternano per lavorare e dare performance a porte aperte. I visitatori non pagano l’ingresso e possono entrare da mattina a sera per vedere gli artisti all’opera. © Goethe-Institut / Foto (particolare): Sarah Wollberg

    Il Macro Asilo al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Roma, Italia)

    Il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, si trova nei pressi del Goethe-Institut. Il progetto che ospita attualmente è il “Macro Asilo”, una sperimentazione della durata di 15 mesi che vede 300 artisti da tutto il mondo che si alternano per lavorare e dare performance a porte aperte. I visitatori non pagano l’ingresso e possono entrare da mattina a sera per vedere gli artisti all’opera.

  • Museumsviertel, Monaco di Baviera Foto (particolare): © Regine Hader

    Alte Pinakothek e Pinakothek der Moderne (Monaco di B., Germania)

    Gli abitanti di Monaco preferiscono visitare i musei di domenica, approfittando del fatto che quel giorno l’ingresso a molte gallerie d’arte statali costa solo 1 €. In un pomeriggio se ne può visitare più di uno e tra la Vecchia Pinacoteca, la Pinacoteca d’Arte Moderna e il Museo Brandhorst si trova una striscia di prato dove sembra che sia atterrato un UFO, che invece è la “Casa Futuro” dell’architetto finlandese Matti Suuronen, che la Pinacoteca d’Arte Moderna espone all’esterno, su questo prato.

  • <b>Arte contemporanea al Raval (Barcellona, Spagna)</b><br><br> Al CCCB, il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, la mostra attualmente in corso si intitola “Femminismi!” e invoca continuità e al contempo rottura tra le femministe di oggi e le idee femministe degli anni Settanta. Uno dei lavori esposti è “Las muertes chiquitas” (letteralmente “le piccole morti”) di Mireia Sallarès, uno studio multimediale su piacere, violenza, dolore e morte con un focus sull’orgasmo femminile. Foto: Goethe-Institut

    Arte contemporanea al Raval (Barcellona, Spagna)

    Al CCCB, il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, la mostra attualmente in corso si intitola “Femminismi!” e invoca continuità e al contempo rottura tra le femministe di oggi e le idee femministe degli anni Settanta. Uno dei lavori esposti è “Las muertes chiquitas” (letteralmente “le piccole morti”) di Mireia Sallarès, uno studio multimediale su piacere, violenza, dolore e morte con un focus sull’orgasmo femminile.

  • <b>MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia (Lisbona, Portogallo)</b><br><br>Tra i musei di Lisbona vale la pena visitare il nuovo museo d’arte contemporanea. Inaugurato nel 2016 lungo il fiume Tago, non solo ospita esposizioni internazionali di rilievo, ma colpisce anche per un design futuristico che si integra perfettamente nell’ambiente storico in cui si trova. La passeggiata lungo il fiume è molto frequentata sia per fare jogging, sia per andare in bicicletta, camminare o andare semplicemente al lavoro. Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro

    MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia (Lisbona, Portogallo)

    Tra i musei di Lisbona vale la pena visitare il nuovo museo d’arte contemporanea. Inaugurato nel 2016 lungo il fiume Tago, non solo ospita esposizioni internazionali di rilievo, ma colpisce anche per un design futuristico che si integra perfettamente nell’ambiente storico in cui si trova. La passeggiata lungo il fiume è molto frequentata sia per fare jogging, sia per andare in bicicletta, camminare o andare semplicemente al lavoro.

  • <b>Metropoli delle arti – Museo d’Arte Moderna della città di Parigi (Parigi, Francia)</b><br><br>Design, pittura, cinema, fotografia, scultura… Siamo sulla collina di Chaillot, nei pressi della Torre Eiffel, nell’ala est del Palais de Tokyo: l’arte contemporanea si trova qui. Il Museo d’Arte Moderna, inaugurato nel 1961, presenta una collezione permanente con le maggiori opere artistiche del secolo passato, dedicando tuttavia spazio e attenzione anche a installazioni d’arte contemporanea, riflettendo e proponendo in forma critica le correnti della società e trasformando gli spazi espositivi in un luogo di riflessione e d’incontro. Foto: Goethe-Institut / Cynthia Gruschke

    Metropoli delle arti – Museo d’Arte Moderna della città di Parigi (Parigi, Francia)

    Design, pittura, cinema, fotografia, scultura… Siamo sulla collina di Chaillot, nei pressi della Torre Eiffel, nell’ala est del Palais de Tokyo: l’arte contemporanea si trova qui. Il Museo d’Arte Moderna, inaugurato nel 1961, presenta una collezione permanente con le maggiori opere artistiche del secolo passato, dedicando tuttavia spazio e attenzione anche a installazioni d’arte contemporanea, riflettendo e proponendo in forma critica le correnti della società e trasformando gli spazi espositivi in un luogo di riflessione e d’incontro.

  • <b>Magritte Museum (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>„There is no choice: there is no art without life.“ – René Magritte<br>Il Museo Magritte, inaugurato nel 2009 all’interno del Museo Reale delle Belle Arti, al centro della capitale belga, ospita 230 opere del celebre artista René Magritte. Dal 2018 vi è esposta l’opera dell’artista Nicolas Party <i>Portrait with an Owl</i>. © Nicolas PARTY – Portrait with an Owl, 2018 | Installation view in Magritte Museum, Brussels | Pastel on paper, 110x180cm | Courtesy Xavier Hufkens, Brussels.

    Magritte Museum (Bruxelles, Belgio)

    „There is no choice: there is no art without life.“ – René Magritte
    Il Museo Magritte, inaugurato nel 2009 all’interno del Museo Reale delle Belle Arti, al centro della capitale belga, ospita 230 opere del celebre artista René Magritte. Dal 2018 vi è esposta l’opera dell’artista Nicolas Party Portrait with an Owl.

Street Art

  • La street art contro l’inquinamento (Roma, Italia). </b><br><br>“Hunting pollution” è il titolo dell’opera di street art più grande d’Europa. Lo street artist Iena Cruz l’ha realizzata nel 2018 utilizzando la tecnologia Airlite, una pittura mangia-smog che riduce l’inquinamento come 30 alberi. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Sarah Wollberg

    La street art contro l’inquinamento (Roma, Italia)

    Hunting pollution è il titolo dell’opera di street art più grande d’Europa. Lo street artist Iena Cruz l’ha realizzata nel 2018 utilizzando la tecnologia Airlite, una pittura mangia-smog che riduce l’inquinamento come 30 alberi.

  • Il Tour de France a Bruxelles © Foto: Benjamin Panten, Goethe-Institut Belgien

    La città impazzisce per il Tour de France (Bruxelles, Belgio)

    Quest’anno Bruxelles ha ospitato le prime due tappe del Tour de France e in città questa partecipazione ha lasciato il segno, ad esempio con il murale che l’artista Amandine Lesay ha realizzato presso la scuola Arts et Métiers ispirandosi ai successi del belga Eddy Merckx, vincitore del Tour cinquant’anni fa, e di Yvonne Reynders, originaria del quartiere Schaarbeek e più volte campionessa del mondo.

  • <b>Belleville (Parigi, Francia)</b><br><br>Parigi ha molto da offrire, quanto a street art, in particolare nel quartiere Belleville, un piacere per gli occhi degli appassionati di arte, visto che sono moltissimi i muri, le pareti o le tapparelle dei palazzi abbelliti da pregevoli murales. Vengono addirittura organizzate visite guidate per le strade di questo quartiere, che può essere considerato un museo a cielo aperto! © Goethe-Institut Frankreich, Foto: Cynthia Gruschke

    Belleville (Parigi, Francia)

    Parigi ha molto da offrire, quanto a street art, in particolare nel quartiere Belleville, un piacere per gli occhi degli appassionati di arte, visto che sono moltissimi i muri, le pareti o le tapparelle dei palazzi abbelliti da pregevoli murales. Vengono addirittura organizzate visite guidate per le strade di questo quartiere, che può essere considerato un museo a cielo aperto!

  • <b>Leggende musicali (Amadora, Portogallo)</b><br><br>Spaziando dall’underground all’arte riconosciuta come tale, negli ultimi dieci anni l’area metropolitana di Lisbona si è arricchita di murales di grandi dimensioni che abbelliscono le facciate dei palazzi. In precedenza vietati, questi coloratissimi murales contribuiscono a caratterizzare il volto della città e delle sue periferie, ispirandosi spesso a temi o personalità della storia e della letteratura del Portogallo, come nel caso di due opere dell’artista Odeith che ritraggono Carlos Paredes e Amália, icone della scena musicale portoghese. © Goethe-Institut / Foto: Teresa Laranjeiro

    Leggende musicali (Amadora, Portogallo)

    Spaziando dall’underground all’arte riconosciuta come tale, negli ultimi dieci anni l’area metropolitana di Lisbona si è arricchita di murales di grandi dimensioni che abbelliscono le facciate dei palazzi. In precedenza vietati, questi coloratissimi murales contribuiscono a caratterizzare il volto della città e delle sue periferie, ispirandosi spesso a temi o personalità della storia e della letteratura del Portogallo, come nel caso di due opere dell’artista Odeith che ritraggono Carlos Paredes e Amália, icone della scena musicale portoghese.

  • <b>Facciata del locale Bodegas Lo Maximo (Madrid, Spagna)</b><br><br>“Lavapiés non molla” è il titolo dell’opera di Ben Vine nell’ambito del suo progetto <i>Analogue Resistance</i> per il Festival C.A.L.L.E. Sulla facciata del tradizionale locale Bodegas Lo Máximo l’artista britannico ha ritratto con la tecnica della fotografia 3D tre persone della zona quotidianamente legate al locale. Il loro futuro nel quartiere Lavapiés è incerto, perché alla fine del 2019 il bar dovrà chiudere: l’investitore che ha acquistato l’edificio, infatti, non ha prolungato il contratto d’affitto. L’opera dell’artista, quindi, vuole esprimere un giudizio sulla gentrificazione e allo stesso tempo omaggiare persone che finora hanno caratterizzato il quartiere. © Goethe-Institut Madrid / Foto: Daniel Tornero Rojo

    Facciata del locale Bodegas Lo Maximo (Madrid, Spagna)

    Lavapiés non molla è il titolo dell’opera di Ben Vine nell’ambito del suo progetto Analogue Resistance per il Festival C.A.L.L.E. Sulla facciata del tradizionale locale Bodegas Lo Máximo l’artista britannico ha ritratto con la tecnica della fotografia 3D tre persone della zona quotidianamente legate al locale. Il loro futuro nel quartiere Lavapiés è incerto, perché alla fine del 2019 il bar dovrà chiudere: l’investitore che ha acquistato l’edificio, infatti, non ha prolungato il contratto d’affitto. L’opera dell’artista, quindi, vuole esprimere un giudizio sulla gentrificazione e allo stesso tempo omaggiare persone che finora hanno caratterizzato il quartiere.

  • La East Side Gallery di Berlino Foto (dettaglio): Dieter Palm © dpa/picture alliance/ZB

    La East Side Gallery di Berlino

    La Street Art in Germania è onnipresente: non solo, ma ovviamente soprattutto a Berlino. Le opere più famose sono quelle realizzate sui resti del muro di Berlino, la cosiddetta “East Side Gallery”. Dopo la caduta del muro oltre cento artisti provenienti da tutto il mondo hanno dipinto il tratto compreso tra la Stazione di Berlino Est e l’Oberbaumbrücke. Nel 2009 questa galleria a cielo aperto è stata completamente ristrutturata. L’arte nello spazio pubblico vuol dire infatti anche che essa è soggetta ai danni arrecati dall’azione del tempo, dal vandalismo e dagli interventi di edificazione. La nostra foto mostra l’opera dell’artista Schamil Gimajew.

Colazione

  • <b>Colazione al bar (Roma, Italia)</b><br><br>Cappuccino, spremuta di arance e un maritozzo con la panna: una colazione tipicamente romana a cui è difficile resistere, consumata in piedi al banco di un bar storico dove non mancano mai due chiacchiere e il saluto per una buona giornata. © Goethe-Institut Italien / Foto (particolare): Sarah Wollberg

    Colazione al bar (Roma, Italia)

    Cappuccino, spremuta di arance e un maritozzo con la panna: una colazione tipicamente romana a cui è difficile resistere, consumata in piedi al banco di un bar storico dove non mancano mai due chiacchiere e il saluto per una buona giornata.

  • Tipicamente bavarese: Weißwurst per colazione Foto (particolare): HLPHOTO © picture alliance/Shotshop

    Weißwurst per colazione (Baviera, Germania)

    In Germania la colazione è un momento molto gradito e da godere con calma, mettendo a tavola di tutto, dal salato al dolce. In Baviera spicca la colazione con il Weißwurst, il würstel bianco, anzi 2-3 würstel, lessati e accompagnati da senape dolce e Brezel, il tipico pane intrecciato, appena sfornato, e come coronamento un bel boccale di Weißbier bavarese. Ecco perché la colazione con il Weißwurst è per lo più riservata alla domenica o ai giorni di festa, quando si ha il tempo di gustarla senza fretta, e comunque entro le 12, perché la tradizione vuole che il Weißwurst “non senta” i rintocchi delle campane di mezzogiorno. Un’altra tradizione da rispettare è che i würstel non vengano mangiati con coltello e forchetta, ma “gezuzelt”, ossia afferrati tra i denti per poi succhiare il contenuto finemente macinato dell’insaccato.

  • Colazione nel quartiere europeo di Bruxelles qd © Foto: Judith Neuman, Goethe-Institut Belgien

    Colazione da portar via (Bruxelles, Belgio)

    Nel vivace quartiere europeo di Bruxelles manca il tempo per fare colazione come si deve e quindi si ricorre spesso alla “colazione da portar via” : si comprano ad esempio un saccottino alla mela o un krapfen e un buon caffè e ci si sposta poi verso un parco, per gustare il dolce e il caffè in un angoletto tranquillo.

  • Caffè col toast (Lisbona, Portogallo) Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro

    Caffè e toast (Lisbona, Portogallo)

    In questo Paese in cui si mangia volentieri (e bene), la colazione è il pasto più frugale della giornata e tanto ieri quanto oggi consiste in una “torrada”, un toast caldo e grondante di burro, accompagnato da un “galão”, un espresso con il latte, oppure una “bica”, un espresso normale. È una colazione che si consuma per lo più direttamente al bancone in uno dei numerosi, tipici caffè che si trovano lungo la strada e che la mattina sono talmente affollati che i poveri baristi riescono a malapena a servire i clienti. L’importante, comunque, è far presto.

  • Tortilla e cornetto alla piastra (Madrid, Spagna) Foto: Daniel Tornero Rojo © Goethe-Institut Madrid

    Tortilla e cornetto alla piastra (Madrid, Spagna)

    La tipica colazione spagnola non è particolarmente varia, ma le tradizioni continuano ad essere rispettate e prevedono per lo più toast con burro e marmellata, pane con pomodoro e olio d’oliva, una fetta di tortilla oppure il famoso “cruasán a la plancha”, il cornetto alla piastra spalmato di burro e marmellata. Da bere ci sono caffellatte e succo d’arancia. I bambini spesso prendono solo un paio di biscotti e un bicchiere di latte o di cacao. Buon appetito!

  • Colazione a Parigi, Francia © Goethe-Institut, Foto: Cynthia Gruschke

    Un caffè a Parigi, Francia

    Buongiorno, Parigi! I bar che si trovano praticamente ad ogni angolo, nelle strade parigine, sono piccoli ma raffinati e generalmente sono pieni di gente e danno vivacità alla città. Al mattino invitano a fare colazione con tranquillità offrendo la “formule petit-déjeuner”, uno specifico menù per la colazione che comprende invariabilmente una tazzina di caffè, spesso molto forte, con un delizioso cornetto al burro oppure un “pain au chocolat”, un panino dolce al cioccolato.

Sui tetti di...

  • <b>Trastevere (Roma, Italia)</b><br><br>Vista sui tetti di Trastevere fino al campanile di Santa Maria in Trastevere, la più antica chiesa romana dedicata alla Madonna. Questo quartiere di Roma tanto caratteristico e vivace viene spesso usato come location di produzioni cinematografiche, sia italiane che internazionali. © Goethe-Institut / Foto (particolare): Sarah Wollberg

    Trastevere (Roma, Italia)

    Vista sui tetti di Trastevere fino al campanile di Santa Maria in Trastevere, la più antica chiesa romana dedicata alla Madonna. Questo quartiere di Roma tanto caratteristico e vivace viene spesso usato come location di produzioni cinematografiche, sia italiane che internazionali.

  • <b>Quartel do Carmo (Lisbona, Portogallo)</b><br> <br>Per scoprire la città dalle sette e più colline dall’alto, bisogna salire sui tetti. E ne vale la pena, perché da qui il paesaggio sulla capitale portoghese è davvero mozzafiato, oltre ad offrire una visuale di prim’ordine su importanti monumenti storici. Su una delle colline, che ne prende il nome, si erge l’imponente Castelo de São Jorge, costruito nell’XI secolo in difesa della “città bianca”. Un labirinto di viuzze e le casette che sembrano ammassate le une sulle altre, alle pendici della montagna, sono ciò che resta del quartiere Mouraria dopo il devastante terremoto del 1755. Sulle rovine della Lisbona medievale è poi sorta la parte bassa della città, con la caratteristica, geometrica rete stradale che ancora oggi costituisce una delle zone più vivaci di Lisbona. Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro

    Quartel do Carmo (Lisbona, Portogallo)

    Per scoprire la città dalle sette e più colline dall’alto, bisogna salire sui tetti. E ne vale la pena, perché da qui il paesaggio sulla capitale portoghese è davvero mozzafiato, oltre ad offrire una visuale di prim’ordine su importanti monumenti storici. Su una delle colline, che ne prende il nome, si erge l’imponente Castelo de São Jorge, costruito nell’XI secolo in difesa della “città bianca”. Un labirinto di viuzze e le casette che sembrano ammassate le une sulle altre, alle pendici della montagna, sono ciò che resta del quartiere Mouraria dopo il devastante terremoto del 1755. Sulle rovine della Lisbona medievale è poi sorta la parte bassa della città, con la caratteristica, geometrica rete stradale che ancora oggi costituisce una delle zone più vivaci di Lisbona.

  • <b>Goethe-Institut Paris (Parigi, Francia)</b><br> <br>È incredibile la vista che si gode dal balcone del quarto piano dell’edificio del Goethe-Institut di Parigi, in Rue Iéna. Da questa posizione è emozionante ammirare la Torre Eiffel, ma anche i tipici tetti zincati che contribuiscono all’inconfondibile charme della città, nel cosiddetto “stile Haussmann” che la caratterizza il paesaggio urbano dalla metà del XIX secolo. Foto: Goethe-Institut / Cynthia Gruschke

    Goethe-Institut Paris (Parigi, Francia)

    È incredibile la vista che si gode dal balcone del quarto piano dell’edificio del Goethe-Institut di Parigi, in Rue Iéna. Da questa posizione è emozionante ammirare la Torre Eiffel, ma anche i tipici tetti zincati che contribuiscono all’inconfondibile charme della città, nel cosiddetto “stile Haussmann” che la caratterizza il paesaggio urbano dalla metà del XIX secolo.

  • <b>Elbphilarmonie-Plaza (Amburgo, Germania)</b><br><br>Alle spalle la musica, davanti il porto: ecco la vista che si apre dalla Elbphilarmonie-Plaza, il piano panoramico della Filarmonica dell’Elba, lo spazio pubblico più alto di tutta la Germania settentrionale. Da qui si ammirano il centro storico di Amburgo, il porto e la HafenCity, la cittadella portuale, e la zona nord del fiume. La Filarmonica, chiamata affettuosamente con il diminutivo “Elphi”, è il nuovo simbolo della città e merita di essere visitata anche all’interno. Il porto è il cuore pulsante di Amburgo ed elemento essenziale dell’identità della città, oltre ad essere uno dei maggiori porti marittimi per container in Europa. Nel 2019 compie il suo 830° anniversario. Foto (particolare): picture alliance/Bildagentur-online/Schickert

    Elbphilarmonie-Plaza (Amburgo, Germania)

    Alle spalle la musica, davanti il porto: ecco la vista che si apre dalla Elbphilarmonie-Plaza, il piano panoramico della Filarmonica dell’Elba, lo spazio pubblico più alto di tutta la Germania settentrionale. Da qui si ammirano il centro storico di Amburgo, il porto e la HafenCity, la cittadella portuale, e la zona nord del fiume. La Filarmonica, chiamata affettuosamente con il diminutivo “Elphi”, è il nuovo simbolo della città e merita di essere visitata anche all’interno. Il porto è il cuore pulsante di Amburgo ed elemento essenziale dell’identità della città, oltre ad essere uno dei maggiori porti marittimi per container in Europa. Nel 2019 compie il suo 830° anniversario.

  • <b>Les Marolles (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>Vista sui tetti di Les Marolles, quartiere operaio di Bruxelles, in uno splendido venerdì di sole. In lontananza si scorgono monumenti come la Basilica di Koekelberg, il complesso architettonico in Art Déco più grande del mondo, e la chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, situata nella zona in cui viveva e operava il pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, del quale ricorre quest’anno il 450° anniversario della morte, che prevede un ricco calendario di eventi culturali. Guardando con attenzione si vede anche l’Atomium, simbolo della città. Foto: © Goethe-Institut Brüssel

    Les Marolles (Bruxelles, Belgio)

    Vista sui tetti di Les Marolles, quartiere operaio di Bruxelles, in uno splendido venerdì di sole. In lontananza si scorgono monumenti come la Basilica di Koekelberg, il complesso architettonico in Art Déco più grande del mondo, e la chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, situata nella zona in cui viveva e operava il pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, del quale ricorre quest’anno il 450° anniversario della morte, che prevede un ricco calendario di eventi culturali. Guardando con attenzione si vede anche l’Atomium, simbolo della città.

  • <b>Panorama sulla Plaza de Oriente (Madrid, Spagna)</b><br>Che succederà mai di notte a Palazzo Reale? Chi abita nella zona di Plaza de Oriente dovrà anche affrontare ogni giorno le orde di turisti che la invadono, ma in compenso può godere di una vista del tutto privilegiata. A sinistra del Palazzo vediamo la Cattedrale dell’Almudena, mentre nelle giornate più terse si possono scorgere anche i monti della Sierra. Foto: Daniel Tornero Rojo

    Panorama sulla Plaza de Oriente (Madrid, Spagna)
    Che succederà mai di notte a Palazzo Reale? Chi abita nella zona di Plaza de Oriente dovrà anche affrontare ogni giorno le orde di turisti che la invadono, ma in compenso può godere di una vista del tutto privilegiata. A sinistra del Palazzo vediamo la Cattedrale dell’Almudena, mentre nelle giornate più terse si possono scorgere anche i monti della Sierra.

Al mercato

  • <b>Mercado dos Lavradores (Funchal, Portogallo)</b><br> <br>Chi ama la frutta tropicale non ha bisogno di andar lontano: al mercato di Funchal, capoluogo dell’isola portoghese di Madeira, nell’Atlantico, si trovano moltissimi tipi di frutta, dalle più consuete banane e maracuja ai più esotici tamarillo o “monstera deliciosa”. Tanta varietà non è solo bella da vedere, per i suoi colori straordinari, ma anche sorprendente e gustosissima, per la gioia del palato. Fare un giro nel Mercado dos Lavradores è un’ottima occasione per provare qualcuno di questi frutti meno noti. Foto: Goethe-Institut / Teresa Laranjeiro

    Mercado dos Lavradores (Funchal, Portogallo)

    Chi ama la frutta tropicale non ha bisogno di andar lontano: al mercato di Funchal, capoluogo dell’isola portoghese di Madeira, nell’Atlantico, si trovano moltissimi tipi di frutta, dalle più consuete banane e maracuja ai più esotici tamarillo o “monstera deliciosa”. Tanta varietà non è solo bella da vedere, per i suoi colori straordinari, ma anche sorprendente e gustosissima, per la gioia del palato. Fare un giro nel Mercado dos Lavradores è un’ottima occasione per provare qualcuno di questi frutti meno noti.

  • <b>La Boquería (Barcellona, Spagna)</b><br><br> Subito dietro la Rambla c’è il mercato più noto di Barcellona, “La boquería”. Benché sia ormai diventato una vera e propria attrazione turistica, è frequentato anche dagli abitanti del quartiere in cui si trova, il popolare Raval. Foto: © Daniel Tornero Rojo

    La Boquería (Barcellona, Spagna)

    Subito dietro la Rambla c’è il mercato più noto di Barcellona, “La boquería”. Benché sia ormai diventato una vera e propria attrazione turistica, è frequentato anche dagli abitanti del quartiere in cui si trova, il popolare Raval.

  • <b>Marché Président Wilson (Parigi, Francia)</b><br><br>Nei pressi di Place Iéna, sotto lo sguardo bronzeo di George Washington, ogni mercoledì e sabato apre il mercato Président Wilson, dove si possono comprare non solo specialità tipiche come crêpes, formaggi e salumi locali, ma anche delizie creole e libanesi. Soprattutto verso mezzogiorno è talmente affollato che bisogna calcolare il tempo che si ha a disposizione per godersi la vitalità che caratterizza i mercati parigini. Foto: Goethe-Institut / Cynthia Gruschke

    Marché Président Wilson (Parigi, Francia)

    Nei pressi di Place Iéna, sotto lo sguardo bronzeo di George Washington, ogni mercoledì e sabato apre il mercato Président Wilson, dove si possono comprare non solo specialità tipiche come crêpes, formaggi e salumi locali, ma anche delizie creole e libanesi. Soprattutto verso mezzogiorno è talmente affollato che bisogna calcolare il tempo che si ha a disposizione per godersi la vitalità che caratterizza i mercati parigini.

  • <b>Mercato di Torpignattara (Roma, Italia)</b><br><br>A Roma non c’è solo il centro storico: i quartieri periferici, come quello del mercato di Torpignattara, sono particolarmente colorati e vitali. Val la pena visitarlo per fare la spesa e incontrare le persone più diverse che lo frequentano! © Goethe-Institut Italien / Foto: Sara Camilli

    Mercato di Torpignattara (Roma, Italia)

    A Roma non c’è solo il centro storico: i quartieri periferici, come quello del mercato di Torpignattara, sono particolarmente colorati e vitali. Val la pena visitarlo per fare la spesa e incontrare le persone più diverse che lo frequentano!

  • <b>Marché des Antiquaires du Sablon (Bruxelles, Belgio)</b><br><br>Sulla strada che porta dal Palazzo Reale al Palazzo di Giustizia, all’ombra della chiesa di Notre-Dame du Sablon, dagli anni Sessanta è aperto ogni fine settimana questo mercatino dell’antiquariato che invita a frugare tra la merce esposta. E se non si è trovato nulla di interessante, si può proseguire la ricerca nelle gallerie d’arte e nei negozi d’antiquariato che pullulano nel quartiere Sablon. Foto: Goethe-Institut / Benjamin Panten

    Marché des Antiquaires du Sablon (Bruxelles, Belgio)

    Sulla strada che porta dal Palazzo Reale al Palazzo di Giustizia, all’ombra della chiesa di Notre-Dame du Sablon, dagli anni Sessanta è aperto ogni fine settimana questo mercatino dell’antiquariato che invita a frugare tra la merce esposta. E se non si è trovato nulla di interessante, si può proseguire la ricerca nelle gallerie d’arte e nei negozi d’antiquariato che pullulano nel quartiere Sablon.

  • <b>Viktualienmarkt (Monaco di Baviera, Germania)</b><br><br>Di prima mattina il Viktualienmarkt di Monaco, in pieno centro città, è ancora vuoto. Durante la giornata, però, dal lunedì al sabato si riempie di gente, tra turisti e abitanti che vanno a comprare frutta e verdura, succhi, fiori, pane e varie specialità. Chi può permetterselo – visto che è piuttosto caro – si ferma anche a bere un bicchierino di vino bianco. Pur non essendo frequentato da tutti gli abitanti di Monaco, il Viktualienmarkt è diventato famoso in tutta la Germania, tanto da essere scelto come location per la nota serie poliziesca “Tatort” e raffigurato anche in un francobollo. Foto: Jakob Rondthaler © Goethe-Institut

    Viktualienmarkt (Monaco di Baviera, Germania)

    Di prima mattina il Viktualienmarkt di Monaco, in pieno centro città, è ancora vuoto. Durante la giornata, però, dal lunedì al sabato si riempie di gente, tra turisti e abitanti che vanno a comprare frutta e verdura, succhi, fiori, pane e varie specialità. Chi può permetterselo – visto che è piuttosto caro – si ferma anche a bere un bicchierino di vino bianco. Pur non essendo frequentato da tutti gli abitanti di Monaco, il Viktualienmarkt è diventato famoso in tutta la Germania, tanto da essere scelto come location per la nota serie poliziesca “Tatort” e raffigurato anche in un francobollo.

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