Mestieri artigiani – una potenza economica lavora alla propria immagine

Copritetti al lavoro di rivestimento in tegole di un tetto.
| Foto: © dpa

 
Tutti conoscono i pregiudizi e i cliché sugli artigiani. E pensare, invece, che non esiste settore lavorativo più vario di questo. Per farlo capire ai giovani, l’artigianato ha deciso di rivalorizzare la propria immagine con filmati e slogan autopromozionali.

In mano ai gretti

Costruttori di imbarcazioni impegnati nella realizzazione di una barca vichinga | Foto: © dpa Gli operai – brontola chi ha già dovuto aspettare un installatore – sono tutti poco puntuali e cari. Anche con il passare degli anni, questa categoria professionale non ha mai goduto di grande stima. Già nell’antichità il téchnai banausikaì, da cui deriva la parola banausico, doveva darsi da fare per superare i pregiudizi secondo cui passava tutto il giorno chiuso in una stanza a logorarsi il corpo per non dover combattere in guerra. Oggi i pregiudizi sono di altra natura, ma perdurano. Forse è proprio per la goffaggine di un accademico davanti a una tubatura occlusa che il divario fra un artigiano e un teorico sembra così cementato? O forse è solo invidia? Invidia per il fornaio, che si prepara il proprio pane, invidia per il costruttore d’imbarcazioni, che ha realizzato una copertura in teak e può seguire con lo sguardo la sua creatura che si avventura per i mari?

Fra stereotipi e ignoranza

Giornata dell'artigianato a Rostock | Foto: © HWK L’immagine del fornaio soddisfatto è altrettanto stereotipata quanto quella dell’installatore poco puntuale. In fin dei conti stupisce come i cliché si siano potuti preservare, considerando poi, che la categoria degli artigiani abbraccia oltre 130 diverse professionalità. Un orafo e un copritetto hanno veramente poco in comune. Spesso la gente non conosce neanche molti di questi mestieri o non li classificherebbe mai come artigiani. Si pensa sempre al falegname e al muratore, ma mai al meccanico di strumenti chirurgici o all’operaio meccanotronico per gli infissi e le protezioni solari. Ed è proprio da questa disinformazione che parte la nuova campagna immagine dell’Associazione nazionale dell’artigianato tedesco.

Mestieri che cambiano

“Nei sondaggi gli artigiani sono sempre ai primi posti fra le categorie professionali più apprezzate in Germania” spiega Alexander Legowski, addetto stampa dell’Associazione nazionale dell’artigianato tedesco. Contemporaneamente, però, come dimostra un’indagine condotta nel 2009, molti giovani ritengono che i mestieri artigiani siano antiquati. “Un atteggiamento che sta cambiando”, continua Legowski. Slogan come “In principio vi era il cielo e la terra – tutto il resto l’abbiamo creato noi” oppure “Amigdala, macchina a vapore, nanotecnologie – il resto nelle prossime puntate” puntano a far capire ai giovani, che questi mestieri sono in continua evoluzione. In molti settori, infatti, gli artigiani sono da tempo specialisti d’alta tecnologia. E non solo: così come l’artigianato non si sottrae agli sviluppi tecnologici, allo stesso modo supera le difficoltà dell’economia.

Il marketing fa parte della quotidianità dell’artigiano e anche le vie di distribuzione della “potenza economica della porta accanto” continuano a evolversi. Un produttore berlinese di sanguinaccio non si limita ormai più a vendere le proprie specialità culinarie ai clienti in loco, ma con il suo negozio online le porta in tutto il mondo. A livello internazionale, poi, l’artigianato tedesco gode di ottima fama. “Il sistema di formazione duale che abbina gli istituti professionali alla pratica aziendale permette di sviluppare capacità specialistiche di altissimo livello”, spiega Legowski. “In Asia gli esperti precisano: noi abbiamo gli ingegneri e gli operai. Chi ci manca sono gli artigiani, capaci di comprendere i progetti degli ingegneri e di guidare gli operai.” Questo fa si che gli artigiani tedeschi siano richiesti in tutto il mondo come fornitori di apparecchiature moderne, ma anche come imprenditori di nuove panetterie o macellerie.

L'artigianato è la mia vita

Johanna Zoicas, scalpellina | Foto: © Jacob Ruehle/ZDH Come l’artigianato non permetta solo una certa mobilità, ma possa rendere anche felici, lo dimostra anche un’altra campagna immagine dell’associazione intitolata “L’artigianato è la mia vita”, in cui alcuni giovani raccontano i diversi aspetti della loro professione. Johanna Zoicas, che lavora come scalpellino, cercava una professione che le permettesse di abbinare la manovalanza alla creatività. Oggi trascorre le sue giornate fra le pietre. “Riuscire a trasformare qualcosa di così massiccio, in qualcosa di bello che duri per sempre è fantastico.”

Johanna Zoicas, una delle migliori diplomate in tutta la Germania del suo corso professionale, è stata subito assunta dalla sua azienda. Un giorno spera di poter dare anche l’esame di qualifica professionale e di mettersi in proprio. Dice di aver trovato la sua vocazione. Johanna leviga, salda, spacca e modella motivi in filigrana in blocchi di granito. E alla fine della giornata di lavoro ammira soddisfatta le sue lapidi e sculture. Un altro vantaggio della sua professione: quando c’è da sfogarsi trova sempre un modo per farlo. “Capita a tutti di essere di cattivo umore. In quei casi non c’è nulla di meglio che spaccar pietre.”
 
Dati e fatti
Sono all’incirca un milione le aziende in Germania iscritte alla camera dell’artigianato o nell’elenco delle imprese artigiane. 5,15 milioni di persone circa operano in questo settore, mentre sono 417,000 gli apprendisti che ricevono una formazione. Questo significa che il 12,5% di tutti i lavoratori e il 28,3% di tutti gli apprendisti in Germania opera nel settore dell’artigianato. Nel 2011 questo settore ha raggiunto un fatturato pari a 497 miliardi di Euro.