7 domande a Anemone Geiger-Jaillet Contenuti specifici per l’insegnamento del tedesco

Convegno per Docenti di Tedesco 2018
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La Prof.ssa Anemone Geiger-Jaillet è docente di insegnamento e apprendimento bilingue presso l’Università di Strasburgo. Tra i principali temi da lei trattati rientrano sia il bilinguismo e il plurilinguismo in famiglia e a scuola, sia la didattica dei contenuti disciplinari nell’insegnamento bilingue.

Prof. Dr. Anemone Geiger-Jaillet Prof. Dr. Anemone Geiger-Jaillet | © Foto privata Quale ruolo hanno i contenuti specifici nell’insegnamento del tedesco e quale potenziale racchiude un insegnamento orientato ai contenuti?

Gli studenti normalmente mostrano maggiore interesse nei confronti dei contenuti “specifici” rispetto al “semplice” insegnamento della lingua straniera. Se vengono catturati dall’“oggetto” e dunque dal contenuto si scordano più facilmente delle barriere linguistiche che sono ancora presenti nella lingua d’arrivo.

 
Quali contenuti didattici sono adatti all’insegnamento CLIL?

L’insegnamento di una materia disciplinare in lingua straniera è strettamente legato dal punto di vista socioculturale al sistema d’istruzione del rispettivo paese. Alcuni paesi, ad esempio, si sono pronunciati contro l’insegnamento della matematica in una lingua diversa da quella scolastica. In realtà, teoricamente, non esistono contenuti che non siano adatti ma più essi sono astratti più è necessario fornire degli aiuti linguistici e metodologici.
 

Quali competenze ci si aspetta dagli insegnanti e dagli studenti?

Gli insegnanti dovrebbero disporre di una sensibilità per i problemi e gli errori linguistici (prevedibili) nei contenuti didattici specifici e padroneggiare i diversi livelli linguistici (linguaggio del quotidiano, linguaggio scolastico, colto e tecnico). I loro compiti dovrebbero promuovere l’azione e la lingua. Gli studenti dovrebbero essere aperti al linguaggio colto.
 

Quali approcci metodologici sono adeguati? 

Gli insegnanti dovrebbero disporre di una sensibilità per i problemi e gli errori linguistici (prevedibili) nei contenuti didattici specifici e padroneggiare i diversi livelli linguistici (linguaggio del quotidiano, linguaggio scolastico, colto e tecnico). I loro compiti dovrebbero promuovere l’azione e la lingua. Gli studenti dovrebbero essere aperti al linguaggio colto.
 

Quali approcci metodologici sono adeguati?

Senza dubbio sono gli approcci sostenuti da Josef Leisen per l’insegnamento della materia in modo “sensibile” alla lingua, poiché quello che si è appreso dall’insegnamento bilingue / CLIL è applicabile in maniera vincente all’insegnamento, anche monolingue, di ogni materia.


Quali materiali sono adatti per l’insegnamento CLIL?

Può essere utilizzato sia il materiale autentico, sia il materiale rielaborato in chiave didattica. Consideriamo come esempio un testo specialistico nella lingua d’arrivo: da un lato si può far adattare il lettore ad un testo importante originale (trasmesso), ad esempio attraverso strategie di lettura esercitate di frequente e che migliorano la comprensione testuale su più piani; dall’altro lato si possono però anche adattare i testi specialistici al lettore, ad esempio semplificandoli per facilitarne la comprensione.


In che modo si valutano le prestazioni linguistiche e disciplinari degli studenti? 

Nell’insegnamento di una materia disciplinare nella lingua d’arrivo, la lingua non è l’obiettivo dell’insegnamento, bensì un mezzo a servizio dell’insegnamento del sapere e delle competenze. Per questo motivo gli errori nell’insegnamento della materia disciplinare nella lingua d’arrivo hanno un altro valore rispetto all’insegnamento tradizionale della lingua straniera. L’insegnante deve disporre di conoscenze in generale sulla valutazione della prestazione (orale o scritta), per poter valutare la lingua e i contenuti nella giusta proporzione. Cosa venga considerato rispettivamente come “giusta proporzione” può variare da cultura a cultura e da scuola a scuola.


In che modo potrebbero preparare al CLIL le misure previste per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti?

Un’offerta troppo scarsa di formazione iniziale nella maggior parte degli stati europei deve essere bilanciata dall’autoformazione o da corsi di aggiornamento. Il CLIL anticipa nel senso più ampio il dato di fatto che gli studenti avranno difficoltà a seguire le lezioni poiché non padroneggiano ancora abbastanza la lingua d’arrivo e allo stesso tempo sono spesso stimolati troppo poco dal punto di vista cognitivo. Per questo si cerca il più possibile di bilanciare questa mancanza attraverso tecniche di apprendimento e di lavoro.

Sarebbe auspicabile che nelle nostre classi multiculturali ogni insegnante si ponesse la domanda: cosa devo fare per far sì che lo studente riesca a capire comunque i contenuti?