Lingua e linguaggi
Un “calcese” sempre più asimmetrico
Il calcio sta rapidamente cambiando e il suo gergo segue a ruota. Non a tutti piace, ma si tratta di un’evoluzione ormai inarrestabile.
Di Stephan Reich
Quando guardo una partita di calcio, non posso fare a meno di pensare a Robert Klauß. Certo, non ho praticamente nulla a che fare con la prima squadra di Norimberga che Klauß ha allenato per anni e fino a poco tempo fa, e tantomeno con il club di sesta divisione SSV Markranstädt, dove l’oramai trentasettenne ha ripreso a giocare per divertimento dopo che il Norimberga l’ha mandato a casa, ma quando durante una telecronaca viene fuori qualche termine particolare, penso a Klauß e per un po’ mi torna il buonumore.
Arretrare IN 3-1-5
Ecco il motivo: nel 2021 Klauß è stato protagonista di una scenetta veramente divertente: dopo una sconfitta contro il St. Pauli, in conferenza stampa era visibilmente arrabbiatissimo e quando un giornalista gli ha chiesto in maniera particolarmente pungente come mai, come allenatore, avesse impostato uno schema di gioco non riconoscibile, il trainer, dopo un respiro profondo, gli aveva risposto per le rime: “Per me lo schema era più che riconoscibile. Abbiamo iniziato con un 4-2-2-2 in pressing sulla prima linea. Dopo la conquista della palla, volevamo cambiare schema tattico con il dieci lontano dalla palla; in possesso di palla siamo passati a una linea a tre con un terzino sinistro asimmetrico e un dieci sinistro largo, e così siamo arretrati rispettivamente in un 3-4-3 e in un 3-1-5”.Capito? No? Be’ non siete gli unici: non ci ha capito niente neanche gente particolarmente ferrata nel calcio. Il video di questo scambio è diventato subito virale sui social, che hanno ridicolizzato Klauß, ed è poi finito anche in tv e sulla stampa. Il giornale Bild, ad esempio, ha commentato: “Ma voi lo capite il calcese di questo trainer?” e a quel punto il discorso si è fatto interessante, perché la risposta di Klauß al giornalista sarà anche stata impertinente, ma comunque tecnica e precisa: come allenatore, aveva illustrato in forma concisa lo schema di gioco utilizzando il gergo calcistico richiesto nel 2021.
Si possono rimpiangere i vecchi tempi, come faccio ad esempio io da appassionato nostalgico, ma in effetti appartengono ormai a un’altra epoca termini tedeschi come Marschroute [letteralmente “tabella di marcia”], oggi soppiantato dall’inglese Matchplan, che indicava gli schemi tattici elaborati dal trainer prima di una partita, che servivano per lo più a contrastare l’avversario; e sono ormai andati i tempi in cui in Germania i calciatori parevano chiamarsi tutti Bodo e giocavano nel rispettabile ruolo dello stopper che marcava a uomo l’attaccante centrale avversario, o ancora quelli in cui con il termine abkippen [che significa anche bere fino a ubriacarsi] ci si riferiva semmai alle serate dopopartita al pub della squadra. Questi tempi sono cambiati da un bel po’, e con loro si è modificata anche la lingua.
Complessità espressa in parole
Questo “bel po’” di tempo equivale nello specifico a una ventina, o tutt’al più una trentina di anni, un periodo durante il quale il calcio ha avuto uno sviluppo sorprendentemente rapido: gli stopper delle punte avversarie e i marcatori a uomo si sono estinti, così come era già capitato prima ai corridori centrali ed esterni, sostituiti da tutta una serie di nuovi ruoli come i sei raddoppiati, i falsi nove, perfino i difensori sinistri asimmetrici o i dieci allargati che tanto sembrano piacere a Klauß. Il gioco è diventato così dinamico e complesso, e in un tempo tanto relativamente breve, che i ruoli in campo sono radicalmente cambiati, diversificandosi e potenziandosi. Marcare a uomo non basta più, soprattutto se l’uomo da marcare arretra o si allarga.A questo si aggiunge la sempre maggiore importanza di dati e analisi. Gioco e i giocatori sono diventati trasparenti e di conseguenza il gergo calcistico si è riempito di termini tecnici, ma d’altronde è normale che sia così: come il calcio da sport popolare si è trasformato in un’industria dell’intrattenimento multimiliardaria, il linguaggio che lo descrive si è fatto sempre più tecnico.
L’utilità del portatile
Da qui gli inevitabili conflitti, visto che la rapidità dell’evoluzione del gergo divide gli utenti tra chi lo accetta e chi invece lo rifiuta. L’arretramento asimmetrico è ancora recente, nuovi criteri di analisi come gli expected goals hanno soppiantato la buona, vecchia “capacità di sfruttare le occasioni” di cui si parlava prima, e la packing rate, che altro non è se non il numero di avversari scavalcati da un passaggio, potrebbe essere semplicemente chiamato “numero di avversari scavalcati da un passaggio”. Per questo sono sempre tanti i nemici di questi nuovi trend e delle loro denominazioni. Mehmet Scholl, ad esempio, ha ironicamente definito la giovane generazione di allenatori (alla quale appartiene peraltro Klauß) i “trainer da portatile”, ma magari un portatile sarebbe stato d’aiuto per la carriera di Scholl, che si è conclusa in modo poco spettacolare in un campionato minore. Un cronista televisivo di lunghissima esperienza qual è Bela Rethy ha scherzato così nel 2014: “Io cerco sempre di scovare sei arretrati e altre diavolerie tattiche, ma in genere non ne trovo”. Un’ammissione sorprendentemente franca per uno che si guadagna da vivere commentando partite di calcio per un vasto pubblico televisivo.E così il gergo del calcio mette spesso a durissima prova anche chi lo ama profondamente come me. Io, a grandi linee, lo schema tattico di Klauß l’ho capito: cominciare presto ad attaccare e, dopo aver conquistato la palla, spostare il gioco. O qualcosa del genere, anche se in tutta onestà non saprei dire cosa sia un dieci allargato. Se mai dovessi sedermi di fronte a Klauß in una conferenza stampa, potrei anche chiederglielo. Ma forse è meglio di no.
Lingua e linguaggi
Questa rubrica quindicinale è dedicata alla lingua come fenomeno socio-culturale: come si evolve? Che rapporto hanno autrici e autori con la “loro” lingua? Qual è la sua influenza sulla società? Scrivono per questa rubrica editorialisti o persone con un legame professionale o di altro genere con la lingua, scegliendo un tema d’interesse personale che tratteranno per sei uscite.
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