Rassegna cinematografica Florence Queer Festival - IX edizione

25 novembre - 1 dicembre 2011

Cinema Odeon, Piazza Strozzi, Firenze

In collaborazione con IREOS -
Centro Servizi Autogestiti per la
Comunità Queer di Firenze
,
Arcilesbica Firenze e Music Pool,
con il contributo di Fondazione Sistema Toscana - Mediateca Regionale e
il patrocinio del Comune di Firenze


L’obiettivo specifico del Florence Queer Festival è quello di trasmettere attraverso cinema, video, fotografia ed altre arti il variegato universo gay, lesbico e trans gender. Il dialogo inter-culturale vuole essere un contributo per rompere con chiusure e intolleranze tipiche della nostra società contemporanea e aprirci a nuovi approcci di vita attraverso altre visioni del mondo.

Quest'anno il Florence Queer Festival dedica, nell'ambito della IX edizione, una retrospettiva al regista tedesco Werner Schroeter, uno dei maggiori esponenti del nuovo cinema tedesco e pioniere del cinema gay, scomparso il 12 aprile 2010 all’età di 65 anni. Tra fiction, opera e documentarismo, la sua versione del "nuovo cinema tedesco", potente ed eccessiva, è una delle più importanti e probabilmente delle meno conosciute nel nostro paese, nonostante i numerosi riconoscimenti ottenuti nei più famosi Festival internazionali. (Teddy Awards alla carriera, Berlinale 2010; Orso d'Oro per Palermo oder Wolfsburg sulla vita di un immigrato italiano in Germania, Berlinale 1980; Pardo d'Onore nel 1996 al Festival di Locarno; Nuit de Chien (sua ultima opera) Leone speciale per l'insieme dell'opera alla Mostra di Venezia del 2008.)

Programma Retrospettiva Werner Schroeter:

Venerdì, 25 novembre 2011

  • ore 15.15 - Der Tod der Maria Malibran - La morte di Maria Malibran (1972, 104')

    Ispirato alla figura della cantante che ha infiammato gli animi del XIX° secolo con il suo eccezionale registro, l'intensità del suo canto, la sua bellezza bruna e statuaria, e la cui morte prematura all'età di 28 anni, ponendo fine alla sua arte, ne ha esaltato il culto romantico. La morte di Maria Malibran esalta la donna, la leggendaria artista, la diva, la dea, la stella in un susseguirsi di tableaux vivants, ciascuno con un differente motivo, nei quali volti ingranditi dal trucco di scena risaltano nella loro lenta evoluzione, attraverso duetti e trii di volti ai quali la musica dona la voce. Tra le interpreti: Magdalena Montezuma, Christine Kaufmann, Candy Darling e Manuela Riva. "È importante soprattutto non cercare, nel romanzo della Malibran, ogni corrispondenza esatta o accurata con la sua vita. Non si troveranno né la carriera, né l'amore, né fama, né la morte, ma una serie di evocazioni associate alla morte, all'arte (musicale, poetica), forse al genio e all’eroismo, sicuramente ad una certa idea di femminilità." J. Aumont: "D'un cinéma qui ne serait pas du semblant", Les Cahiers du MNAM, Estate-Autunno 2010.

  • ore 18.30 - Mondo Lux - Die Bilderwelten des Werner Schroeter di Elfi Mikesch (2011, 93’) - Anteprima nazionale

    Nel 2006 Werner Schroeter scopre di essere affetto da un tumore incurabile mentre sta lavorando alla messa in scena di uno spettacolo su Schumann e Heine. Inizia una sorta di gara contro il tempo che lo porterà a realizzare lo spettacolo. Elfi Mikesch, che ha a lungo lavorato con lui, ci offre un toccante ritratto dei suoi ultimi quattro anni di vita, con continui riferimenti alle sue opere precedenti. Ne emerge il profilo di una personalità complessa e attenta al lato oscuro della vita degli esseri umani che esplora da un punto di vista dichiaratamente gay, in cui la dimensione estetica svolge un ruolo determinante. Schroeter si racconta ma è soprattutto il vederlo in azione che offre la misura di una regia che amava provocare ma nasceva sempre da una rigorosa lettura razionale. Schroeter, in sala doppiaggio, sa suggerire ai propri attori i giusti toni delle emozioni senza assumere mai pose da intellettuale supponente ma guardando sempre al cuore delle situazioni. Anche nel confronto con un altro provocatore della scena tedesca che risponde al nome di Rosa von Praunheim, Schroeter emerge come un uomo lucido che non smette di riflettere sul senso della vita mascherando la propria tensione sotto un’apparente pensosa serenità. Il suo bisogno di misurarsi con novità non fini a se stesse viene messo in luce anche da Isabelle Huppert che ha avuto modo di recitare per lui in diversi film (Berlinale 2011, Panorama).

    Martedì, 29 novembre 2011

  • ore 14.30 - Palermo oder Wolfsburg (1980, 170')

    Trovare lavoro è difficile in Sicilia, e così il diciottenne Nicola Zarbo al pari di tanti altri della sua terra si ritrova emigrato nella fredda Germania. Grazie all’aiuto e alle indicazioni degli altri immigrati e appoggiato da Giovanna, una siciliana che da sola gestisce un piccolo bar, Nicola trova un posto di lavoro alla Volkswagen di Wolfsburg dove si innamora della meccanica Brigitte. Ma lei lo usa solo per far ingelosire il suo fidanzato tedesco, e durante un litigio Nicola uccide l’uomo. Invece di fuggire, Nicola decide di affrontare il suo destino in tribunale. Con Nicola Zarbo, Brigitte Tilg, Ida di Benedetto, Otto Sander, Magdalena Montezuma, Isolde Barth.
    Ispirato da una storia vera, il film ha vinto l'Orso d'Oro a Berlino nel 1980. "In questo film, presento ancora una realtà trasfigurata, distorta: la Sicilia sembra immersa nella poesia, mentre volontariamente descrivo una Repubblica Federale aspra. Il vero "obiettivo" in ogni caso è una farsa, o meglio una forma formidabile di avarizia di sentimenti. Di avarizia dell'anima." W. Schroeter, Telerama, 1980/06/02

    Mercoledì, 30 novembre 2011

  • ore 14.30 - Diese Nacht (2008, 118')

    Una notte per trovare una verità che sfugge al tempo. A Santa Maria, capitale di una immaginaria repubblica latinoamericana assediata e sospesa tra la vita e la morte, Ossorio, l'eroe di un movimento di resistenza fallito, cerca la donna amata e i suoi vecchi amici. Ma non solo la città è cambiata, lo sono anche i suoi amici: e mentre una milizia senza controllo terrorizza la città, ognuno cerca di salvare solo la propria pelle. E per farlo non resta che la nave che salperà all’alba.
    Con Pascal Greggory, Bruno Todeschini, Amira Casar, Eric Caravaca, Jean-François Stévenin, Elsa Zylberstein, Sami Frey, Bulle Ogier.
    Il film, presentato alla 65° Mostra Internazionale del cinema di Venezia 2008, ha vinto il Leone d’Oro speciale della giuria. "Bisogna immaginarsi Schroeter, figura fragile vestita di nero, apparire ogni sera delle riprese a guidare la sua squadra all’inizio della notte, e trasformare il porto di una deserta Santa Maria in un luogo da incubo o da favola. La magia opera sin dai primi fotogrammi della città illuminata, il ponte e la cittadella sorvolata da un aereo di un'altra epoca. E ci rallegriamo nel sapere che tale sproporzione a volte appare ancora sullo schermo." C. Neyrat, Cahiers du cinema, n. 641, gennaio 2009

    Per ulteriori informazioni e per il programma del Festival:
    www.florencequeerfestival.it


    Bibliografia

    Il regista Werner Schroeter nasce il 4 aprile 1945 a Georgenthal in Turingia. Figlio di un ingegnere cresce a Bielefeld e a Heidelberg, dove consegue la maturità. Si iscrive all’università di Mannheim, ma interrompe gli studi di psicologia solo dopo tre semestri. Nel dicembre 1967 presenta al Festival del cinema sperimentale di Knokke un film in 8 mm. L'approccio al cinema di Schroeter appare segnato dalla scena underground tedesca e dal gusto camp di cui sono testimonianza numerosi corti in 8 mm tutti dedicati alla musica e all’Opera, a cui fanno seguito i due 16 mm Neurasia, "un film muto con musica", e Argila (1969), che riscuotono grande successo al festival sperimentale Hamburger Filmschau.
    Straordinario talento underground, Werner Schroeter incanta tutta la sua generazione. Fin dai suoi primi lavori dominano in maniera ossessiva le figure femminili e la musica, di cui sono emblemi Maria Callas (la musica colta) e Caterina Valente (la musica popolare). Attraverso il movimento estatico di attrici-feticcio dell’epoca, come Magdalena Montezuma, Schroeter si sforza di portare la musica ad una espressione visiva. Tale ricerca trova una sua prima convincente sintesi in Eika Katappa, il suo primo lungometraggio, con il quale Schroeter vince il premio Joseph von Sternberg al Festival di Mannheim.
    I film successivi, spesso realizzati durante lunghi soggiorni all'estero (in particolare in Italia), tra cui il notevole Der Tod der Maria Malibran - La morte di Maria Malibran, continuano a essere in 16 mm. Il successo internazionale di Neapolitanische Geschwister - Nel regno di Napoli (vincitore dei Festival di Taormina e di Chicago nel 1978), il suo primo film in 35 mm, e di Palermo oder Wolfsburg (Orso d'Oro alla Berlinale nel 1980), portano a una più regolare distribuzione cinematografica delle sue opere. Tra i lavori successivi maggiormente apprezzati e riusciti si ricordano Tag der ldioten (1981), Liebeskonzil (1982, dalla controversa pièce di Oskar Panizza), Der Rosenkönig (1986) e Malina (1990), discussa trasposizione del celebre romanzo di Ingeborg Bachmann, sceneggiato insieme alla scrittrice austriaca Elfriede Jelinek e interpretato da Isabelle Huppert.
    Talvolta attore in film di amici-colleghi (Wim Wenders, Rainer Werner Fassbinder, Rosa von Praunheim, Herbert Achternbusch), dal 1972 inizia a lavorare anche in ambito teatrale: le sue innovative messe in scena di classici destano spesso scalpore o suscitano polemiche.
    A partire dal Lohengrin di Wagner a Kassel nel 1979, si dedica con successo alla regia di opere liriche in Germania e in Italia.
    Dopo anni di silenzio, torna al cinema con la produzione francese "Deux", presentata alla Quinzaine di Cannes 2002, e interpretata da una onnipresente Isabelle Huppert, alla quale il film vuole essere un esplicito omaggio. Segue il suo ultimo Nuit de Chien (2008), magnifica ballata sulla libertà che rilegge un libro di Juan Carlos Onetti, Para esta notte, presentato al Festival di Venezia tre anni fa dove l'allora presidente di giuria Wenders decise di dare a Schroeter un premio all'opera.

    Filmografia (selezione)
    2008 NUIT DE CHIEN / DIESE NACHT
    2002 DEUX (con Isabelle Huppert, Bulle Ogier, Manuel Blanc, Arielle Dombasle, Annika Kuhl, Robinson Stévenin)
    1996 ABFALLPRODUKTE DER LIEBE (con Anita Cerquetti, Martha Mödl, Rita Gorr, Trudeliese Schmidt, Laurence Dale, Jenny Drivala, Carole Bouquet, Isabelle Huppert)
    1990 MALINA (con Isabelle Huppert, Can Togay, Mathieu Carrière) Deutsche Filmpreise: miglior film, miglior regia, miglior montaggio, migliore attrice protagonista.
    1986 DER ROSENKÖNIG (con Magdalena Montezuma, Antonio Orlando, Mostefa Djadjam)
    1982 LIEBESKONZIL (con Antonio Salines, Magdalena Montezuma)
    1981 TAG DER IDIOTEN (con Carole Bouquet, Ida di Benedetto, Ingrid Caven, Christine Kaufmann, Magdalena Montezuma)
    Deutscher Filmpreis: miglior regia.
    1980 PALERMO ODER WOLFSBURG (con Nicola Zarbo, Otto Sander, Magdalena Montezuma) Berlinale: Orso d’Oro per miglior film.
    1978 NEAPOLITANISCHE GESCHWISTER (con Romeo Giro, Antonio Orlando, Maria Antonietta Riegel)
    Deutscher Filmpreis: miglior regia, miglior fotografia.
    1976 LES FLOCONS D'OR (con Magdalena Montezuma, Bulle Ogier, Christine Kaufmann)
    1975 DER SCHWARZE ENGEL (con Ellen Umlauf, Magdalena Montezuma)
    1973 WILLOW SPRINGS (con Magdalena Montezuma, Christine Kaufmann)
    1972 DER TOD DER MARIA MALIBRAN (con Magdalena Montezuma, Christine Kaufmann)
    1971 SALOME (con Magdalena Montezuma, Ellen Umlauf)
    1969 EIKA KATAPPA (con Magdalena Montezuma, Gisela Trowe)

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