Film – Doppia proiezione: ore 19 e ore 21 100 Dinge (t. intl. 100 Things)

100 Dinge (titolo internazionale 100 Things) Foto (particolare): © Jens Koch 2018 Pantaleon Films/Warner Bros

Giovedì 21 ottobre 2021 - ore 19 e ore 21

Auditorium del Goethe-Institut Rom

Via Savoia, 15
00198 Roma

nell'ambito della rassegna film “Natürlich”

Il cinema tedesco e la sostenibilità ambientale

 
100 Dinge (t. intl. 100 Things)
Regia di Florian David Fitz

Germania 2018, 110 min., versione originale con sottotitoli in italiano
Con: Florian David Fitz, Matthias Schweighöfer, Hannelore Elsner, Wolfgang Stumph e altri
Paul e Toni, migliori amici e colleghi di lavoro, sono a loro modo entrambi patiti di attrezzature tecniche, accessori e vestiti, tanto da potersi immaginare una vita senza così tanti oggetti di uso quotidiano. Tuttavia, poiché in questa speciale amicizia si tratta sempre di capire, chi dei due sia il più figo e il migliore, i due si sfidano per vedere chi riuscirà a stare più tempo senza beni materiali: senza stare troppo a pensarci, i due trasferiscono tutti i loro averi in un magazzino potendo per 100 giorni recuperare solo una cosa per volta. E così Paul e Toni si ritrovano improvvisamente per strada senza mobili e vestiti, a disquisire su questioni esistenziali alle quali non avevano mai pensato prima.

100 Dinge è soprattutto una cosa: una commedia ritmata dai dialoghi concitati. Da spettatori bisogna stare attenti a cogliere le finezze di una trama sorprendentemente varia, ispirata al documentario finlandese My Stuff.

Florian David Fitz non solo interpreta uno dei ruoli principali, ma ha anche scritto la sceneggiatura e diretto il film. Ciò che contraddistingue il suo film è la passione per le grandi immagini cinematografiche, e anche in questo caso Matthias Schweighöfer e Florian David Fitz non rinunciano allo slapstick, quello stile di umorismo già presente nei loro film precedenti.

“Per voi era tutto più facile, non avevate niente ed eravate comunque felici”, afferma Paul parlando con sua nonna (Katharina Thalbach). È un pensiero fin troppo semplice, per un film che pone anche domande interessanti: perché continuiamo a comprare cose nuove, se da tempo viviamo nell'abbondanza? E quando tutte le cose non ci saranno più, cosa resterà di me?
 



 

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