@fratelligrimm

#pollicino 2.0

Foto: Raffael Hanschmann
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Legge Matteo Caccia
C’era una volta un bimbo abilissimo col pianoforte. Le sue dita erano velocissime e la gente lo chiamava #pollicino. Un giorno, dopo un suo concerto, due impresari importanti gli proposero una tournée in giro per il mondo. Era un viaggio lungo e faticoso per un bambino della sua età ma il pianoforte era la sua vita e quindi #pollicino voleva a tutti i costi partire.

La sua musica era magica. Quando lui la suonava, alle orecchie di ciascuno arrivava una diversa melodia, che cancellava problemi e rendeva di colpo felici. Ovunque andasse #pollicino tutti lo riconoscevano e gli chiedevano di suonare qualcosa. Quando i due impresari arrivarono con il contratto, si resero conto che lui era troppo piccolo per poter firmare e aveva bisogno del permesso dei genitori, che lo negarono. La mamma e il papà di #pollicino, infatti, pensavano che fosse ancora troppo presto perché si allontanasse da casa e ricevesse il peso di tutto quel successo.

Ma lui era così ostinato che li convinse e prima di partire fece visita al suo maestro di piano, al quale aveva fatto una promessa. Il suo maestro era un individuo piccolo, ossuto e cieco che viveva in una casa buia dal momento che a lui luce o tenebra non facevano alcuna differenza. Quando #pollicino gli disse della tournée, lui gli fece ripetere la promessa solenne che aveva fatto e che recitava così: “non suonerò mai solo con le mani, ma sempre con il cuore”. Il giorno dopo partì.

Attraversò oceani e visitò continenti, suonava in teatri sontuosi di città scintillanti e ovunque andasse #pollicino incontrava solo folle acclamanti e ovazioni. I ricchi di tutto il mondo lo invitavano nelle loro sfarzose case per celebrare il suo talento, ma non era questo ciò che lui voleva, lui voleva solo la poesia e la musica.

Fu così che dopo poco #pollicino si accorse di essere venerato solo come un fenomeno da baraccone e decise di mollare tutto e scappare per tornare a casa dalla sua famiglia. Ma non sapeva nemmeno dove si trovasse e quanto tortuosa fosse la via che doveva riportarlo a casa.

In un locale di bassa lega dove si era rifugiato per ripararsi da un improvviso temporale #pollicino incontrò un musicista oscuro, un contrabbassista con una cicatrice sul volto che lo avvicinò e gli propose di unirsi al suo gruppo: la “Buffy Talent Jazz Band”. Dapprincipio il giovane #pollicino vide nella band un buon modo per nascondersi e cercare la via di casa, ma dopo qualche tempo si accorse che la Buffy Talent Jazz Band suonava solo in postriboli e posti sudici, fumosi, simili a tane di topo. Così un giorno #pollicino scappò di nuovo, andò verso il porto e si imbarcò su una nave da crociera.

Sulla nave #pollicino era più tranquillo, ma anche la crociera aveva le sue insidie. Politici e compositori di canzoni lo infastidivano, mentre gli ospiti della nave richiedevano a gran voce solo pezzi da piano bar come Baglioni e Ramazzotti mentre lui voleva fare jazz. E così di notte, quando nessuno se ne accorgeva, #pollicino si intrufolava nella sala dei concerti e suonava fino al mattino.

Durante una di quelle notti qualcuno entrò di soppiatto nella sala e rimase ad ascoltarlo in silenzio e quando all’alba lui terminò lei non riuscì a fermarsi ed esplose in un applauso. Era una ragazzina incantevole, magra e minuta, così magra che tutti la chiamavano Mignolina. I due uscirono insieme a vedere il sole che sorgeva dalla prua della nave; fu lì che si innamorarono e #pollicino compose nella sua testa un valzer tutto per lei, il valzer di Mignolina.

I giorni passavano e, mentre il loro amore cresceva, il desiderio di rimanere su quella nave diminuiva e #pollicino decise che dovevano sbarcare e che avrebbe portato Mignolina con sé a casa sua.

Ma come fare a fermare una nave da crociera carica di turisti in navigazione in mezzo al mare? Fu allora che #pollicino ebbe un’idea geniale. Approfittando del suo smartphone si collegò a Twitter e scrisse: “Sulla nave c’è un’epidemia”. In breve la notizia si sparse e, per quanto fosse inventata, la nave fu costretta ad attraccare al porto più vicino.

I due riuscirono a sbarcare senza dare nell’occhio e si incamminarono verso casa di #pollicino. Ma una notte, mentre si riposavano al bordo di una strada, un grande camper tutto nero si fermò e li rapì inghiottendoli nella sua pancia come fosse stato un lupo affamato.

Fu allora che Mignolina raccontò la sua storia a #pollicino: lei stava scappando dalla sua famiglia perché il padre l’aveva promessa in sposa a un tizio ricco e crudele che si chiamava Dito Medio.

Il camper correva veloce senza mai fermarsi, si mangiava l’asfalto come fosse liquirizia. #pollicino voleva tornare a casa e per farlo doveva pensare, pensare...

Finché a un tratto #pollicino scorse il terribile Dito Medio al volante digitare sul navigatore del camper un indirizzo misterioso e lontano, e fu allora che gli venne l’idea.

Le dita di #pollicino, infatti, non erano veloci solo sui tasti del piano, ma anche sul touch screen del navigatore e così, senza farsi vedere, riuscì come in un gioco di prestigio a modificare l’indirizzo del navigatore inserendoci quello di casa sua.

Dito Medio non si accorse di niente e guidava sereno. E così dopo una notte di viaggio arrivarono dritti dritti nel cortile di casa di #pollicino.

#pollicino, grazie alle sue dita agili e sottili e con una forcina di Mignolina, riuscì ad aprire dall’interno il camper e a scappare.

Dito Medio balzò giù dal posto di guida e si mise a rincorrerli attraverso il cortile, #pollicino però riuscì a raggiungere il pianoforte e iniziò a suonare una melodia dolce e struggente, che svegliò tutta la sua famiglia: era il valzer di Mignolina.

Dito Medio però aveva raggiunto Mignolina e la stava trascinando di nuovo verso il camper, quand’ecco che le note magiche del valzer si librarono nell’aria e si attorcigliarono intorno alle dita di Dito Medio, che fu costretto a liberare Mignolina.

Nel frattempo, visto che Dito Medio aveva parcheggiato in divieto di sosta, era sopraggiunta la polizia che lo arrestò e fece portare via il suo camper dal carro attrezzi.

A questo punto tutta la famiglia era sveglia e festeggiava il ritorno del figlio e l’arrivo di Mignolina e davanti ai genitori #pollicino ripeté la promessa fatta al maestro: che non avrebbe suonato mai solo con la mani, ma sempre con il cuore. Iniziò una grande festa e per la felicità #pollicino si mise a suonare e Mignolina a ballare; e ballava così bene che scoprì di avere un grande talento per la danza. E fu così che i genitori di #pollicino gli regalarono una piccola diamonica che lui poteva portare sempre con sé, così che #pollicino e Mignolina potessero proteggersi con la loro arte e vivere sempre felici e contenti.