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Fondi europei
Il piccolo Stato e il mare

La Lettonia ha beneficiato del sostegno economico come nessun altro Stato membro dell’UE. Che sarebbe successo se il Paese baltico non avesse ricevuto quei fondi?

Di Eric Bonse

Illustrazione: © Goethe-Institut / Zane Zlemeša Si tratta di uno dei maggiori successi della Commissione Europea sotto la guida di Jean-Claude Juncker: da quando la Commissione ha preso il timone a Bruxelles, nel 2014, gli investimenti e la crescita in Europa sono notevolmente aumentati. Tra i programmi che vi hanno contribuito va citato il FEIS, il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici lanciato da Juncker, come anche i buoni vecchi fondi strutturali, che hanno fatto la loro parte.
 
Ma cosa sarebbe accaduto senza queste sovvenzioni, o addirittura senza l’Unione Europea? La Germania probabilmente non ne avrebbe sofferto troppo, visto che l’economia tedesca è comunque florida da anni, ma per i Paesi UE più piccoli come la Lettonia, dipendenti da impulsi esterni e vitali grazie ai flussi di denaro che arrivano da Bruxelles, sarebbe un vero e proprio problema.
 
Gli aiuti europei avevano avuto effetto in Lettonia già prima dell’insediamento di Juncker: tra il 2007 e il 2013 sono stati 123 i nuovi progetti sviluppati con il sostegno di Bruxelles, 160 le aziende che hanno implementato la produzione di nuovi prodotti o tecnologie, 146 gli edifici residenziali che hanno potuto incrementare l’efficienza energetica ed è arrivata a 389,1 km la tratta rinnovata nella rete stradale e dei trasporti lettoni.

Il FEIS ha aiutato le imprese lettoni a rimanere competitive o a diventarlo e a impiegare le nuove tecnologie in maniera redditizia.

Dopo il 2014 sono arrivati anche gli aiuti del nuovo piano Juncker, il FEIS, che hanno aiutato le imprese della Lettonia a rimanere concorrenziali o a diventarlo e ad utilizzare le nuove tecnologie per trarne profitto. Lo sviluppatore e produttore lettone di sistemi elettronici HansaMatrix ha ottenuto 10 milioni di euro.
 
È stata la prima sovvenzione FEIS a favore di un’impresa privata in Lettonia, mentre in precedenza erano stati approvati diversi incentivi con intermediari finanziari o istituzioni pubbliche. Alla fine del 2018, il piccolo Stato baltico si è classificato al 6° posto nell’UE – in relazione al PIL – in termini di investimenti sostenuti dal FEIS.
 
Anche lo sviluppo rurale beneficia degli aiuti europei e i risultati sono notevoli: nel primo trimestre del 2018 la Lettonia ha fatto registrare il più alto tasso di crescita economica dell’UE, ben il 5,1%, superando addirittura quello tedesco. Un successo difficile da realizzare senza l’Unione Europea.

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