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Daniela Krien
Fallire, rialzarsi, continuare a vivere

La stabilità nell'amore tra donna e uomo è ancora possibile? Nel romanzo di Daniela Krien sembra che così non sia. Grazie alla concretezza delle eroine delle storie, però, questa constatazione non sfocia in una prosa carica di dolore.

Di Marit Borcherding

L'amore in caso di emergenza di Daniela Krien (Corbaccio, 2020) © Corbaccio editore All'inizio del libro un bambino muore e alla fine uno viene al mondo. Un contesto di vasta portata ed emotivamente impegnativo quello in cui si inserisce la trama, tra un profondo dolore e un nuovo inizio ricco di speranza: Daniela Krien esige molto dalle cinque donne, di cui si parla nel suo libro L'amore in caso di emergenza e di cui intreccia i destini. Paula, Judith, Brida, Malika e Jorinde, nella loro ricerca di felicità in amore e nella vita e del loro posto nella borghese e culturalmente agiata Lipsia dell'era della post-riunificazione, non lasciano quasi nulla di intentato, soprattutto nessuna avventura dai toni promiscui. Al tempo stesso, però, devono affrontare numerosi ostacoli e delusioni e hanno bisogno di una grande resistenza per riuscire ad affrontare tutto questo a testa alta.

Un matrimonio da favola in crisi

Apre le danze Paula, una libraia che si innamora del bel Ludger. I due diventeranno una coppia da favola. Purtroppo - od ovviamente? - la felicità non è destinata a durare, ma prima che il matrimonio finisca in modo tragico, Paula sente chiaramente di aver pescato le carte peggiori in questo rapporto. Perché Ludger si rivela essere un egoista saccente e pieno di sé – cosa che non viene resa esplicita da Daniela Krien in una drammatica scena in cui i due litigano, ma piuttosto attraverso la descrizione quasi casuale di un giro in bicicletta dei due: “Quando andavano in bicicletta, lui andava più veloce di lei. Non si voltava per guardare nella sua direzione. […] Anche il percorso lo stabiliva lui. Partendo da qualsiasi punto della città verso un qualsiasi obiettivo, era lui a conoscere il percorso migliore. L'obiezione di Paula si infranse più tardi quando lui guardò sulla mappa che portava sempre con sé.” Sono questi schizzi delle persone e del loro interagire privi di sentimento e penetranti che costituiscono la forza di questo romanzo dalla composizione intelligente.

Quando Ludger osa incolpare la moglie della morte della loro figlia senza averne le prove, Paula cade in un profondo buco nero, dal quale Judith, sua amica vecchia amica d'infanzia, cerca costantemente di tirarla fuori. A Judith, brillante dottoressa dalla grande intelligenza, rappresentata in modo un po' stereotipato come una persona cinica con in mano un frustino, è dedicato il secondo capitolo – e con questo cambio di prospettiva Daniela Krien presenta un'altra faccia della ricerca della felicità femminile – intercalata anche dall'infanzia e dall'adolescenza della protagonista in questione, che le consente di spiegare molti dei suoi tratti caratteriali e delle sue ferite. Judith, che spesso naviga sui siti d'incontri, sa esattamente il dilemma in cui si trova: “Ha bisogno di un uomo, anche se prima o poi lo disprezzerà.” Come ci si aspettava, non c'è un lieto fine così come è inteso dai tradizionali ruoli di genere.

Della ricerca e della scoperta di nuove strade

Lo stesso vale per Brida e Malika, entrambe pazienti di Judith ed entrambe amanti di Götz – laddove prima Brida soppianta Malika per poi essere lei stessa lasciata per un'altra più giovane. A complicare il tutto, sono sempre in gioco anche i bambini, che rappresentato per le donne una fonte di felicità e un peso al tempo stesso. Oppure sono superfici su cui proiettare ogni tipo di desiderio, come succede a Malika, che non può avere figli e che, infine, suggerisce alla sorella Jorinde un modello di vita incredibilmente ovvio, quando lei, incinta del terzo figlio e in corso di separazione col marito – sorpresa! - egocentrico e sconsiderato, non sa come andare avanti. E così l'ultimo capitolo si conclude con una casa condivisa tra sorelle con i bambini, dove i ruoli non gravano solo sul singolo e dove la cura reciproca e la libertà sono la regola.
 
Nella postfazione Daniela Krien ringrazia sua figlia: “La sua predilezione per i lieti fine non è stata priva di influenza.” È bello che nel finale di questo romanzo sia stato osato qualcosa di nuovo e che tutte le donne, di cui parla il libro, non smettano di cercare la propria strada.
 
Rosinenpicker © Goethe-Institut / Illustration: Tobias Schrank Krien, Daniela: L'amore in caso di emergenza (Die Liebe im Ernstfall)
Milano: Corbaccio, 2019. 288 pagg.
Traduzione di Alessandra Petrelli
ISBN: 978-8-670-0686-1
L'edizione tedesca di questo libro è disponibile per il prestito nella nostra Onleihe

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