Finestra su Berlino Gärten der Welt – Giardini del mondo

Marzahn
Marzahn | © Goethe-Institut Italien / Lucia Conti

I “Gärten der Welt”, i Giardini del Mondo, sono un piccolo capolavoro della riqualificazione urbana e si trovano nel cuore di Marzahn, tipico quartiere periferico dell’ex Berlino est.

Gli elementi predominanti del paesaggio sono il verde e i Plattenbau, gli edifici popolari dell’era socialista. Gli affitti sono relativamente bassi, ma la distanza dal centro e le tensioni sociali registrate, molto più alte che nel resto di Berlino, rendono la scelta di vivere a Marzahn spesso poco desiderabile.

LA RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE

Negli anni Ottanta è iniziato un progressivo lavoro di valorizzazione dell’area, allo scopo di svilupparne le potenzialità. Molti Plattenbau sono stati ridotti in altezza e ristrutturati e nel 1987 è stato inaugurato l’Erholungspark, grande spazio verde al centro del quale sorgono, appunto, i Gärten der Welt.  
 
Abbiamo visitato i Giardini per voi in un periodo particolare, vale a dire nella settimana finale della Fiera Internazionale dei Giardini (IGA), che si è tenuta a Marzahn da aprile a ottobre 2017. Per l’occasione è stata inaugurata una Seilbahn, una funivia che resterà a Berlino ancora per tre anni e potrebbe anche non essere mai smantellata, come ci è stato riferito da un membro dello staff. Anche questo si inserisce appieno in un progetto di sviluppo sostenibile dell’area, fortemente voluto dal senato cittadino.
 
  • Giardino cinese © Goethe-Institut Italien / Lucia Conti
    Giardino cinese
  • Giardino balinese © Goethe-Institut Italien / Lucia Conti
    Giardino balinese
  • Giardino giapponese © Goethe-Institut Italien / Lucia Conti
    Giardino giapponese
  • Giardino orientale © Goethe-Institut Italien / Lucia Conti
    Giardino orientale

I GÄRTEN DER WELT

Visitare i Gärten der Welt è un’esperienza incredibilmente suggestiva. Poche decine di metri separano i singoli giardini, realizzati usando piante e materiali provenienti da vari Paesi del mondo, e la sensazione è davvero quella di essere proiettati negli angoli più esotici del pianeta.

Il primo a essere stato costruito è il giardino cinese, il più grande d’Europa. Dominato cromaticamente da toni rossi, bianchi e grigi, è completato da un lago chiamato “Specchio del cielo”. Sul lago si affaccia un padiglione in cui è possibile sedersi e degustare varie miscele di the cinese, magari assecondando uno stato d’animo contemplativo, enfatizzato dalla natura e dall’atmosfera.
 
Il giardino balinese, chiamato anche “Giardino delle tre armonie”, è stato invece costruito nel 2003 ed è all’interno di una serra, in cui è stata ricreata la temperatura calda e umida necessaria alla vegetazione di Bali. Orchidee pregiate, felci e frangipani circondano un complesso abitativo perfettamente ricostruito, che comprende un ingresso, un tempio e un padiglione. Berlino resta fuori, con i suoi toni freddi e la sua vitalità metropolitana. All’interno, solo il fruscio dell’acqua e la bellezza conturbante dei colori.

Il giardino italiano è la riproduzione fedele di una classica villa rinascimentale e visitarlo ci ha fatto davvero uno strano effetto, perché tutto ci parlava dell’Italia: il porticato, le aiuole, le statue e quell’inconfondibile intreccio di forme e colori noti a chiunque sia nato e cresciuto nella penisola.
 
Interessanti sono anche il giardino coreano, con le sue figure grottesche e singolari, quello cristiano, con il suo corridoio di iscrizioni tratte dai testi sacri, e la riproduzione del labirinto francese di Chartres. Notevole è anche il giardino medio-orientale, con il suo gioco di fontane e le sue piastrelle colorate. Un’acquisizione recente è un omaggio a Los Angeles. Più che un giardino, è una combinazione di palme e automobili americane collocate all’interno di un finto parcheggio. In tutta onestà, sulle prime, ci sembrava che il parcheggio fosse vero e che non ci fosse altro da vedere.
 
Il giardino giapponese, frutto dell’ingegno di un monaco zen, esalta invece il silenzio e l’armonia. Bellissimo d’estate, incredibilmente poetico con la neve, è attraversato da un sentiero che si snoda attorno a tre aree che rappresentano il passato, il presente e il futuro. Aceri giapponesi e piante di lavanda completano il quadro, rendendolo affascinante e senza tempo.

E questa è l’impressione che in generale dà l’intero complesso dei Giardini del Mondo, sospeso nel presente, con la sua astratta bellezza di oasi metropolitana, ma pronto a divenire il simbolo del futuro di un quartiere che non chiede che di rivivere e migliorare.