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Fiera del Libro di Lipsia
La fiera del libro racconta la storia della Germania

La Fiera del libro di Lipsia attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori.
La Fiera del libro di Lipsia attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori. | Foto (particolare): © picture alliance/dpa-Zentralbild/Sebastian Willnow

Ogni anno la Fiera del Libro di Lipsia è il primo grande appuntamento dell’editoria in Germania: per tradizione ormai secolare, è qui che a marzo vengono presentate le novità letterarie della primavera.

Di Petra Schönhöfer

Sarebbe bello organizzare un viaggio nel tempo per Marcus Brandis, Konrad Kachelofen, Melchior Lotter il Vecchio e Hans Lufft, grandi stampatori del Medioevo e della Riforma, e trasportarli nella Lipsia del 2019, alla grande fiera del libro che ogni anno ospita l’editoria internazionale calamitando centinaia di migliaia di appassionati di libri. Chissà il loro stupore nel vedere le orde di visitatori che affollano gli spazi fieristici, gli oltre duemila librai provenienti da tutto il mondo, i cosplayer, gli audiolibri… In fondo erano stati loro a gettare le basi di questo grande evento, il più importante oggi in Germania insieme alla Fiera del Libro di Francoforte. Cosplayer alla Fiera del Libro di Lipsia Cosplayer alla Fiera del Libro di Lipsia | Foto (particolare): © picture alliance/dpa-Zentralbild/Sebastian Willnow

Centro medievale del commercio librario

L’importanza di Lipsia come salone dell’editoria è strettamente legata al grande successo della stampa e della realizzazione di libri in epoca medievale. Già nel XVI secolo, la città bagnata dalla Pleiß,e patria del primo quotidiano in assoluto e della Biblioteca Universale Reclam, era diventata uno dei regni della stampa in Europa, insieme a Venezia, Parigi e Basilea, e anche la nascita di case editrici in città aveva contribuito in questo senso.
 
In Germania, tuttavia, la principale città fieristica a livello di editoria era inizialmente Francoforte: nel XV secolo, Johannes von Gutenberg aveva inventato a Magonza il moderno sistema di stampa tipografica e così la Fiera di Francoforte era diventata il primo centro del commercio librario. Lipsia, però, aveva rapidamente recuperato il divario, esponendo per la prima volta nel 1632 più libri rispetto a Francoforte; un secolo dopo, intorno al 1730, il catalogo della Fiera di Francoforte contava solo 100 titoli, mentre quello della Fiera di Lipsia ne presentava 700.

Fondazione del “Börsenverein des Deutschen Buchhandels”

Per regolamentare meglio il fiorente commercio librario, nel 1825 sei aziende di Lipsia e 95 aziende straniere fondavano il “Börsenverein der deutschen Buchhändler”, associazione di librai tedeschi che si prefiggeva di battersi in favore del diritto d’autore, contro la censura, e successivamente anche in favore di prezzi fissi per i libri. Trasformatasi col tempo nel “Börsenverein des Deutschen Buchhandels”, associazione tedesca degli editori e librai, attualmente è il maggior gruppo d’interesse dell’editoria tedesca, organizzatore della Fiera del Libro di Francoforte, nonché sponsor concettuale della Fiera del Libro di Lipsia. L’associazione ha assunto una posizione critica nei confronti della propria storia, poiché durante il nazionalsocialismo aveva collaborato con chi era al potere, sostenendo tra l’altro l’incendio dei libri a maggio del 1933 e pubblicando un elenco di scrittori ebrei indesiderati stilato dal consiglio d’amministrazione.  

Intesa Est-Ovest

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Fiera del Libro di Francoforte ha nuovamente superato la Fiera di Lipsia, che tuttavia è rimasta un appuntamento principe per i cittadini della RDT appassionati di lettura e conoscenza, proponendo un migliaio di editori provenienti da tutto il mondo e addirittura pubblicazioni che all’Est venivano considerate documenti segreti: i visitatori leggevano gli esemplari esposti, che non potevano essere acquistati, rimanendo in piedi agli stand oppure copiandone i contenuti, e trovavano anche molti libri dell’Ovest particolarmente richiesti. Per editori occidentali come Suhrkamp, Rowohlt e S. Fischer, la RDT era un mercato importante e non di rado capitava che libri di Heinrich Böll e Wolf Biermann, ad esempio, venissero rubati durante la fiera, a dimostrazione del loro grande valore di mercato.
 
Oggi la Fiera del Libro di Lipsia estende all’Europa il dialogo tra Est e Ovest, presentando annualmente all’interno della sezione “Tranzyt” pubblicazioni provenienti da Polonia, Ucraina e Bielorussia. Dal 1994 assegna inoltre il Premio del Libro di Lipsia per l’intesa europea, che fa pendant con il Premio per la Pace degli editori tedeschi alla Fiera di Francoforte ed è destinato a scrittori e scrittrici che si siano distinti adoperandosi in favore dell’intesa tra Est e Ovest.

Una fiera per il pubblico dall’atmosfera familiare

La caduta del Muro di Berlino ha avuto forti ripercussioni sulla Fiera del Libro di Lipsia, perché le case editrici dell’ex RDT si sono trovate a dover lottare per la sopravvivenza, ma la Fiera ha potuto riaprire i battenti già nel 1991 e recuperare gradualmente rilevanza. A differenza di Francoforte, che riserva alcune giornate esclusivamente al settore professionale e raggiunge un volume di ordini molto maggiore, quella di Lipsia si rivolge in primo luogo al pubblico e, nonostante l’elevato numero di visitatori, vi si respira un’atmosfera particolarmente familiare, dovuta anche al suo focus sull’incontro tra lettori e autori.
La Fiera del libro di Lipsia è pensata per attirare tutta la famiglia. La Fiera del libro di Lipsia è pensata per attirare tutta la famiglia. | Foto (particolare): © Waltraud Grubitzsch/dpa-Zentralbild/ZB Alla sua attrattiva ha contribuito inoltre il festival letterario Leipzig liest, Lipsia legge, che si svolge dal 1991 come evento quadro: oltre ad essere il più grande festival di lettura in Europa, è diventato l’emblema della fiera e viene vissuto nell’intera città, che si riempie di scrittori, attori e altre personalità di spicco tanto tedesche quanto internazionali, che in biblioteche, musei, chiese e gallerie, ma anche in locali come birrerie, parrucchieri, tribunali o addirittura al cimitero, leggono, danno accesso ad altri mondi che nascono dalla parola scritta, tengono dibattiti e offrono disponibilità al colloquio. Nel 2018 le iniziative di questo genere sono state ben 3.600 e vi hanno partecipato complessivamente oltre 3.000 scrittori, attori e altri protagonisti.

Paese ospite: Repubblica Ceca

Nel 2019, al motto di “Ahoj Leipzig”, la Repubblica Ceca torna Paese ospite della Fiera del Libro di Lipsia, dopo esserlo già stato nel 1995. Saranno 60 gli autori cechi che presenteranno le loro nuove pubblicazioni. In Germania è già noto Jaroslav Rudiš, che per la prima volta ha scritto un romanzo in tedesco, intitolato Winterbergs letzte Reise, mentre una nuova scoperta è Iva Pekárková, che nel suo Noch so einer affronta le proprie esperienze di fuga. La presenza della Repubblica Ceca alla Fiera di Lipsia rientra in un Anno della Cultura ceco che si è aperto a ottobre 2018 e si concluderà a novembre 2019 e verterà su letteratura, cinema, fotografia, musica, fumetto e arte del design.

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