La biblioteca centrale di Colonia “Mi diverto a creare oggetti”

La biblioteca come officina di sperimentazione: Jan ad una stampante 3D.
La biblioteca come officina di sperimentazione: Jan ad una stampante 3D. | Foto (dettaglio): © Michael Kohler

Jan F. è uno studente e fin dall’infanzia è un utente della Biblioteca Centrale di Colonia. Negli ultimi anni fa soprattutto la spola tra la stampante 3D e gli scaffali con i libri di informatica.

Mi interesso di informatica e partecipo volentieri a eventi come Chaos macht Schule del Chaos Computer Club oppure Jugend hackt. Qui si viene invitati a sviluppare alcuni prodotti e per farlo occorrono anche hardware adeguati. Poi ho letto in un dépliant che la Biblioteca Centrale di Colonia aveva un makerspace con stampanti 3D – esattamente ciò di cui avevo bisogno per i miei progetti.

Sperimentare nel Makerspace della biblioteca civica di Colonia Sperimentare nel Makerspace della biblioteca civica di Colonia | Foto (dettaglio): © Michael Kohler Con l’aiuto di un software 3D animo i componenti meccanici per i dispositivi, a cui poi posso dare vita attraverso un piccolo microcontroller e l’elettronica. In biblioteca ho dapprima stampato i componenti per un braccio prensile automatizzato; in questo caso ho potuto scaricare i file necessari da una banca dati. Ho programmato io stesso il modello di un dito umano e qui l’ho realizzato.

Il dito robotico è stato programmato da Jan stesso. Il dito robotico è stato programmato da Jan stesso. | Foto (dettaglio): © Jan F. Mi diverto molto a creare da solo degli oggetti e poi vedere che funzionano. Ho poco tempo, ma quando me ne rimane un po’, me ne vengo qui in biblioteca. Per lo più vengo di sabato o durante le vacanze. Uso la stampante 3D da due anni e mi piace anche suonare il pianoforte digitale.

Jan forse in futuro vorrà studiare informatica. Jan forse in futuro vorrà studiare informatica. | Foto (dettaglio): © Michael Kohler Ci sono anche occhiali 3D, con i quali ci si può lasciare trasportare nella realtà virtuale o si possono sperimentare giochi in VR. Nella realtà virtuale l’immagine del movimento della propria testa si adatta e ci si ritrova quasi in un altro mondo. I giochi 3D in particolare sono un’esperienza incredibile, sembra tutto molto reale. Purtroppo io mi sento subito male quando li uso.

Questa utente sperimenta degli occhiali virtuali, ma non fanno al caso di Jan. Questa utente sperimenta degli occhiali virtuali, ma non fanno al caso di Jan. | Foto (dettaglio): © Stadtbibliothek Köln Gli apparecchi nel makerspace possono essere usati da tutti. È vero che ci sono dei corsi introduttivi, ma di base non serve sapere molto prima per padroneggiare una stampante 3D: basta accendere il dispositivo, fare il login come utente makerspace, caricare o scaricare i file e iniziare. Con il software della stampante 3D si possono collocare i propri oggetti in un contesto virtuale tridimensionale e, se occorre, se ne possono cambiare ad esempio le dimensioni. Il software calcola poi la durata della stampa.

Con un software speciale Jan crea oggetti tridimensionali. Con un software speciale Jan crea oggetti tridimensionali. | Foto (dettaglio): © Michael Kohler La stampante in sostanza funziona come una pistola per colla a caldo: sopra viene inserito un filamento di plastica e sotto viene fuori plastica fusa. Questa viene poi depositata uno strato sopra l’altro in molti livelli, finché l’oggetto è pronto. Per il momento per me è ancora solo un passatempo, ma dopo la scuola penso che studierò informatica. Il mio progetto attuale è un carrello per un grande braccio robot, per mezzo del quale possa muoversi in tutte le direzioni. Per realizzarlo servono delle ruote modellate in modo particolare che sono però molto costose, dato che vengono per lo più impiegate in ambito meccanico.

A volte ci vogliono ore finché la stampa sia terminata. A volte ci vogliono ore finché la stampa sia terminata. | Foto (dettaglio): © Michael Kohler La stampa dura talvolta diverse ore, allora me ne vado su e giù tra il makerspace al quarto piano e il settore dei libri di informatica che si trova al primo piano. Bisogna sempre tenere d’occhio che tutto funzioni in modo corretto. Purtroppo l’apparecchio non può stampare a colori, cosa che si può risolvere con un trucchetto, interrompendo la stampa di tanto in tanto e inserendo un nuovo filamento di plastica. Questa però è solo una possibilità teorica e non è raccomandato farlo. Ciononostante trovo la stampante 3D di una qualità molto elevata. Certo potrebbero esserci più di una stampante 3D. Prima si poteva stampare quanto si voleva. Ora per prenotare la stampante per massimo due giorni, occorre iscriversi all’incirca due settimane prima.

Capolinea: Il braccio prensile per un robot Capolinea: Il braccio prensile per un robot | Foto (dettaglio): © Jan F.

Jan F. (classe 2000) frequenta la scuola a Colonia, sua città natale, e con l’aiuto di una stampante 3D ha costruito un dito elettronico e un braccio prensile. Più avanti la sua carriera potrebbe anche indirizzarsi verso l’informatica e la robotica.
La Biblioteca Civica Centrale di Colonia ospita oltre a diverse migliaia di media e innumerevoli archivi di letteratura anche un “makerspace” per il fai da te con stampanti 3D, occhiali VR, un pianoforte digitale e una macchina da cucire Premium. L’uso è libero e si svolgono regolarmente workshop sui singoli apparecchi. Nel 2015 la Biblioteca Civica di Colonia è stata eletta biblioteca tedesca dell’anno.
 

Scriveteci!

Qual è la vostra biblioteca preferita? Cosa apprezzate della vostra biblioteca? Avete fatto un'esperienza particolare in biblioteca? Mandateci la vostra storia!