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Società civile
Sono nuovamente conciliabili libertà e uguaglianza in Europa?

Freiheit und Gleichheit in Europa
Libertà e uguaglianza in Europa | Grafica (particolare): © Colourbox.de

Libertà e uguaglianza sono legate alla finanziabilità dei sistemi di previdenza sociale. Per realizzare uno sviluppo economico positivo, gli Stati europei dovrebbero puntare maggiormente sulle loro competenze chiave, ossia su cultura, scienza, ricerca, ecologia e integrazione sociale.

Per l’Europa di oggi è cruciale chiedersi se siano nuovamente conciliabili i concetti di libertà e uguaglianza, ed è soprattutto quest’ultima, e la misura in cui sia davvero realizzabile, la questione attualmente più urgente. Già Aristotele, benché naturalmente non in termini assoluti, aveva fatto notare quanto potesse essere iniquo retribuire in maniera diversa due prestazioni identiche, e però addirittura ancora più ingiusto concedere la stessa retribuzione a due prestazioni non equivalenti.

È necessario quindi risolvere questioni ancora più concrete e impellenti: da un lato, capire come impedire la diseguaglianza più estrema, destinata a inceppare qualsiasi meccanismo, sia democratico che economico; dall’altro, chiedersi ancora più urgentemente come poter garantire ai cittadini europei i loro diritti sociali più basilari: il diritto a un lavoro, il diritto a una vita dignitosa con un reddito minimo, il diritto all’istruzione e il diritto alle cure sanitarie.

L’attuale difficile situazione economica fa sì che in alcune regioni d’Europa questi diritti, che si direbbero scontati, non siano invece accessibili a tutti. Evidentemente alla base della problematica un motivo c’è, e sta nell’economia globalizzata con la concorrenza che ne consegue. La concorrenza globale implica che per i governi nazionali è sempre più arduo contrastare la diseguaglianza estrema con una politica su un livello di imposizione fiscale che garantisca una previdenza sociale minima.
 
Sarebbe senz’altro sbagliato un atteggiamento di rifiuto nei confronti della globalizzazione nel suo complesso, perché alcuni dei suoi aspetti sono positivi, ad esempio il potenziale di sviluppo per quelle regioni del mondo che in passato si erano impoverite. Per risolvere il dilemma della globalizzazione è stata avanzata già da tempo tutta una serie di proposte, ma l’Europa potrebbe trarre vantaggi dalla concorrenza puntando maggiormente sullo sviluppo del settore creativo e su quello culturale incentivando formazione, scienza, ricerca e appunto cultura.

Il successo dell’Europa nella partecipazione in questi termini a un’economia globale sarebbe garantito. Le economie registrerebbero un trend positivo se abbracciassero anche settori che costituiscono un surplus rispetto ai consueti indicatori di crescita economica. Per mantenere un’economia tecnologicamente avanzata, comunque, è essenziale curarsi di un alto livello culturale, della tutela ambientale e della coesione sociale, aspetti che, al pari della questione della crescita economica, assumono un ruolo di primo piano nel dibattito politico, tanto su scala nazionale, quanto nel contesto intereuropeo.
 

Suggerimenti bibliografici:
  • Axel Honneth, The Pathologies of Individual Freedom, Princeton University Press, 2001 [In tedesco: Leiden an Unbestimmtheit. Eine Reaktualisierung der Hegelschen Rechtsphilosophie. Reclam, Stoccarda 2001].
  • Jürgen Habermas, Europe: The Faltering Project, Polity, 2008 [In tedesco: Ach, Europa. Kleine politische Schriften XI. Suhrkamp, Francoforte sul Meno 2008].
     

Michalis Attalides

Michalis Attalides Michalis Attalides | © Goethe-Institut | Foto: Kommenos Rettore della University of Nicosia fino al 2016, dal 2011 al 2014 ha diretto presso la stessa università il Jean Monnet Centre of Excellence in European Politics and Policies. Presso l’Università di Leicester è stato docente di sociologia; alla Freie Universität di Berlino ha insegnato come professore invitato.

È stato referente UNESCO al centro di ricerche sociali a Cipro. In qualità di Ambasciatore di Cipro è stato a Parigi, Londra e Bruxelles, prima di ricoprire la carica di Ministro degli Esteri di Cipro. In rappresentanza di Cipro ha partecipato alla Convenzione europea sul futuro dell’Europa. È inoltre autore di una serie di libri e articoli sullo sviluppo sociopolitico di Cipro, della Grecia e della Turchia nonché sull’Unione Europea.

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