Ospiti a casa
Katja Lange-Müller

“Be’, sono umana. Per diventare medico non è bastato, ma almeno sono una scrittrice, e quindi perché non dovrei andare a fare visite nelle case?”
da: Katja Lange-Müller, Ospiti a casa

Katja Lange-Müller Katja Lange-Müller | © Ute Döring

Katja Lange-Müller è nata nel 1951 a Berlino est ed è conosciuta per i suoi romanzi, i racconti e i radiodrammi che affrontano spesso, con una miscela malinconico-umoristica, la divisione delle due Germanie e le sue ripercussioni. Due anni dopo la sua fuga dalla DDR a Berlino ovest, nel 1986 ha pubblicato il suo primo libro Wehleid – wie im Leben, che ha vinto il premio Ingeborg Bachmann. In seguito ha proposto altre opere comeDie Letzten. Aufzeichnungen aus Udo Posbichs Druckerei, Die Enten, die Frauen und die Wahrheit. Böse Schafe (2007, L'agnello cattivo 2008) è stato edito anche in italiano. I suoi libri hanno vinto diversi premi, fra i quali il Premio Alfred Döblin, il Berliner Literaturpreis e nel 2013 il Premio Kleist.

Nel mese di agosto 2016 verrà pubblicato il suo nuovo romanzo Drehtür che propone un argomento esistenziale di grande attualità: l’aiuto degli altri e i rischi conseguenti.

Approfondimento

Che cosa ha tratto da questo progetto?
 
“Il progetto Ospiti a casa mi ha permesso di incontrare persone molto diverse fra loro e di conoscere persone che avrei difficilmente incrociato in altre occasioni: mi riferisco al gruppo femminile Damenkapelle di Friburgo, del quale fra l’altro fa parte la mia rispettabile collega Annette Pehnt. Oppure ai senzatetto nella stazione di Berlino, questa città bella e agiata, o anche agli studenti provenienti dalle più svariate parti del mondo che sorprendentemente considerano la parola “aiutare” con uno scetticismo addirittura superiore al mio. A Bruxelles, poi, ho incontrato Hilde, la sorella della mia traduttrice Els, che durante un pasto nel quartiere africano Matongé mi ha parlato del suo duro lavoro a favore degli immigrati illegali, o anche la padrona di casa Sylvia Binger che ha lavorato a lungo per il Comitato Economico e Sociale Europeo.”                                                                              
  Katja Lange-Müller