Roma – Torpignattara Torpignattara al centro

Torpignattara
© Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli

Nel 2017 Torpignattara ha compiuto 90 anni. L’ex borgo è stato incorporato ufficialmente nel territorio comunale di Roma nel 1927 in seguito alla sua espansione vertiginosa e nel frattempo si sono verificati molti cambiamenti: l’allora circoscrizione decentrata si è ormai trasformata in un quartiere multiculturale della periferia sud-est romana, in cui risiede gran parte della popolazione straniera e, soprattutto di recente, sta diventando un luogo sempre più creativo.
 

Già in occasione della Biennale di Venezia del 2016 il Goethe-Institut ha dedicato attenzione a questa zona organizzando a Roma una manifestazione intitolata Veddel meets Torpignattara e abbiamo puntato i riflettori su tali luoghi nel contributo italiano al dossier online No Go? La stigmatizzazione della periferia. Sempre nell’ambito di No Go?, la giovane fotografa romana Sara Camilli – il cui lavoro artistico è incentrato proprio sulle periferie – propone il suo reportage su Instagram con fotografie dedicate alla quotidianità del quartiere periferico che i media fin troppo spesso rappresentano sotto un profilo negativo.

INCONTRI RAVVICINAti

L’abbiamo incontrata a Torpignattara per parlare del suo lavoro sul campo. Sara Camilli si è avvicinata a Torpignattara grazie ad un amico residente in zona da più di dieci anni. Gli ha chiesto di accompagnarla nei suoi pellegrinaggi attraverso il quartiere e di esporle i punti cardine della vita quotidiana per consentirle di comprendere le diverse realtà. Dopo essere stata introdotta, ha quotidianamente ripercorso da sola i luoghi per una settimana circa: da sola nel senso che non è stata accompagnata e soprattutto che si è recata sul posto senza macchina fotografica. Ha rivisto le strade e le piazze, ha osservato ciò che succedeva, ha incontrato le persone e ha esposto loro le finalità del suo progetto. Ha cercato di preparare gli abitanti ad accettare la macchina fotografica, ancora oggi un ostacolo, e di instaurare relazioni di fiducia.

Dopo aver selezionato i luoghi più interessanti è tornata, ha bussato alle porte e ha chiesto di entrare. Molto spesso è rimasta diverse ore per intrattenersi con le persone. Non ha cercato lo scatto veloce per poi ripartire all’istante: ha voluto conoscere le persone prima e scattare eventualmente una foto al termine dell’incontro. Le ha afferrate. E a fine giornata le ha immortalate. Il resto è stato un lavoro relazionale, perché tale è il suo approccio per entrare nelle dinamiche. E proprio per questo i suoi scatti sono così personali, immediati, estremamente naturali e puri. Le persone si affidano a lei e per un istante accettano di abbandonarsi nei suoi occhi.

L’Identità di Torpignattara

Sara Camilli ha già perlustrato diversi quartieri periferici romani, giorno e notte, per mesi e mesi. Eppure, anche per lei Torpignattara è stata la scoperta di qualcosa di diverso, di nuovo, qualcosa che c’è solo lì.
 
  • A Via Eratostene a Torpignattara dove c'è una grande concentrazione di negozi del Bangladesh. © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    A Via Eratostene a Torpignattara dove c'è una grande concentrazione di negozi del Bangladesh.
  • Con l’iniziativa La Befana della Gioia vengono distribuiti gratuitamente i giocattoli donati da bambini ad altri bambini. © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    Con l’iniziativa La Befana della Gioia vengono distribuiti gratuitamente i giocattoli donati da bambini ad altri bambini.
  • Un signore del quartiere Torpignattara dal barbiere. © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    Un signore del quartiere Torpignattara dal barbiere.
  • Via Maranella © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    Via Maranella
  • La moschea Masjeed-e-Rome nel cuore di Torpignattara. © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    La moschea Masjeed-e-Rome nel cuore di Torpignattara.
  • Banco del mercato a Torpignattara. © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    Banco del mercato a Torpignattara.
  • L'artista tedesco Gunter Demnig posa una pietra d'inciampo a Torpignattara in memoria dei partigiani uccisi dalle truppe naziste nel 1944. © Goethe-Institut Italien | Foto: Sara Camilli
    L'artista tedesco Gunter Demnig posa una pietra d'inciampo a Torpignattara in memoria dei partigiani uccisi dalle truppe naziste nel 1944.
“Credo che la differenza fra Torpignattara e gli altri quartieri consista nella consapevolezza di possedere un’identità: la gente lì non solo ne è cosciente ma ne va fiera. Quest’identità evolve, è fluida, dinamica, interculturale. Gli abitanti non si sentono vittime dell’emarginazione, non subiscono la periferia, il degrado. E sono orgogliosi di far parte di questo miscuglio.” Torpignattara sembra essere unica sotto questo profilo. Gli abitanti vogliono che si parli di loro, desiderano raccontarsi, come se intendessero comunicare al resto del mondo che qui non è brutto e che loro non fanno niente di male: i bambini frequentano scuole che hanno ormai raggiunto un’ottima fama anche oltre i confini del quartiere e sono un punto di riferimento per gli adolescenti. La zona si è aperta verso l’esterno. Alcuni negozianti inizialmente contrari ad essere fotografati hanno richiamato Sara per dirle “Ci ho ripensato, torna qui che facciamo le foto!”, come per affermare: intendiamo esserci e integrarci, non vogliamo essere emarginati.

PERSONE E momentI

Gli scatti di Sara Camilli rispecchiano il suo approccio e la capacità d’osservazione. Le vengono dischiuse le porte della moschea, dei negozi e della casa comunale. Le si concede di partecipare a tutte le attività. Percorre le strade, passa per il parco pubblico ed entra nel vivo del mercato di quartiere. Sempre molto da vicino, o meglio: al centro di tutto. Le persone la guardano negli occhi e centrano l’obiettivo. E lei li immortala. Questi momenti. Queste storie individuali. Così come sono. I suoi lavori manifestano l’aspetto genuino e multiculturale, sfaccettato e vivace di questa zona di Roma. Si ha l’impressione che gli abitanti di Torpignattara abbiano voluto festeggiare il suo novantesimo anniversario impadronendosi del quartiere: che è saggio e radicato come i residenti più anziani, curioso e multicolore come i bambini. E autentico come entrambi. Sino alla fine di gennaio, Sara Camilli lo perlustrerà quotidianamente con lo scopo di completare il nostro reportage su Instagram. Quali altre sfaccettature di Torpignattara potremo ancora scoprire? Una perlustrazione dei bar, una visita nell’edificio che ospita il partito comunista e offre gratuitamente corsi di lingua per stranieri e Torpignattara by night.