Accesso rapido:
Vai direttamente al contenuto (alt 1)Vai direttamente al secondo livello di navigazione (alt 3)Vai direttamente al primo livello di navigazione (alt 2)

Spiccatamente… socievoli
Come sbagliare nel modo giusto

Ragazzi e ragazze marinano la scuola per partecipare alle manifestazioni di Fridays for Future.
Puntuali alla manifestazione: come marinare la scuola a ragion veduta? | Foto (dettaglio): Daniel Dohlus; © picture alliance/ZUMA Press

Il principio fondamentale del movimento Fridays for Future è marinare la scuola. Ma qual è il momento giusto per lasciare la scuola? E chi deve spiegarlo agli insegnanti, gli alunni o i loro genitori?

Le manifestazioni del movimento Fridays for Future restano un tema caldo, che non accenna a diventare secondario. È opportuno coglierne anche un aspetto complementare, perché come in tutti i grandi movimenti, innumerevoli sono i dettagli che vanno osservati e approfonditi, lavorando in questo modo alla fine, chissà, persino già per i libri di storia.

Come tutti sanno, il principio originale di Greta Thunberg consisteva nel  marinare le lezioni. Marinare la scuola significa assentarsi da scuola senza autorizzazione. Parliamo quindi senza dubbio di infrangere una regola, di violare la legge secondo la quale la scuola è obbligatoria. E non importa che gli insegnanti reputino valida l’iniziativa, non si può semplicemente non andare a scuola. Se molti ragazzi si organizzano per non andare, si danno appuntamento, annunciando già prima la loro intenzione, allora si sollevano questioni finora mai poste. Questioni che in parte appaiono assurde, se, ad esempio, si medita su come infrangere la legge in modo corretto. È una cosa che dobbiamo assolutamente considerare più da vicino.

Marinare la scuola tutto il giorno o solo per alcune ore?

Fondamentalmente sono due i modi di marinare la scuola, tutto il giorno o solo per alcune ore. Se il ragazzo manca per tutta la giornata, si pone la questione se informare la scuola. Alcuni genitori riflettono sull’eventualità di scrivere il giorno precedente o quello successivo una giustificazione per il proprio figlio – una giustificazione per qualcosa che per definizione non si può giustificare. Ma non viene fatto comunque? Per informare e motivare, a prescindere dalla situazione giuridica? Laddove questo avviso non cambia comunque nulla, perché il ragazzo è assente ingiustificato e per la scuola è indifferente sapere dove sia.

E se, d’altra parte, il ragazzo si assenta solo per alcune ore, perché la manifestazione inizia a mezzogiorno, come funziona in quel caso? Raccoglie rapidamente le sue cose e il suo cartello, si alza nel bel mezzo della lezione e va? Comunica all’insegnante dove va? In quel caso non sorgono delle discussioni? Sono cose che un ragazzo può gestire da solo? Un insegnante è più preparato dal punto di vista argomentativo rispetto a un ragazzo, si potrebbe supporre. Queste sono alcune delle domande da chiarire prima di una manifestazione e sono forse domande che non sono valide allo stesso modo in tutti i paesi. È vero che qui ci piace avere tutto in ordine.

La protesta inizia puntuale

Del resto la domanda sopracitata, su come sia il modo più corretto per allontanarsi illegalmente dalla scuola nel bel mezzo della giornata, ha portato alla considerazione che i ragazzi debbano uscire da scuola puntuali durante le pause, perché solo allora si riesce a farlo senza incorrere in alcun tipo di difficoltà. Questo è quella che dopo alcune riflessioni è apparsa a tutti come la via più facile da percorrere. Gli alunni aspettano le prime ore e vanno via durante uno degli intervalli, quello il più vicino possibile all’inizio della manifestazione.   
In altre parole, è un selvaggio marinare la scuola in uno spazio privo di leggi e ordine, un vero atto di ribellione dei giovani, ma possiamo regolare il nostro orologio su di esso. Forse dobbiamo gradualmente rivedere un po’ la nostra idea del concetto selvaggio di protesta. I tempi cambiano.
 

“Spiccatamente…”

Per la nostra rubrica “Spiccatamente…” scrivono, alternandosi settimanalmente, Maximilian Buddenbohm, Qin Liwen, Dominic Otiang’a e Gerasimos Bekas. Per “Spiccatamente… socievoli” Maximilian Buddenbohm racconta di quel grande complesso che è la società e delle sue più piccole componenti, ossia la famiglia, le amicizie, le relazioni.

Top