Freiraum
Un progetto di libertà

FREIRAUM | Ragazze sui tetti © Ant Rozetsky/unsplash © Ant Rozetsky/unsplash

Un laboratorio europeo dove paesi e culture diverse lavorano fianco a fianco. Ciascuno di essi, a partire dalla sua prospettiva e dalla sua esperienza, avrà modo di proporre soluzioni alle problematiche dell’altro.

Qual è lo stato di salute della libertà oggi in Europa? Che cosa la ostacola, che cosa la mette in pericolo? A partire da questi interrogativi tanto semplici eppure fondamentali il progetto Freiraum coinvolge attori e organizzazioni della società civile europea in un lavoro comune di confronto e dibattito nell’intento di portare alla luce quali siano gli ostacoli alla libertà.

Un primo incontro generale a Varsavia dove ciascuno ha presentato le problematiche individuate nel proprio territorio è stata anche l’occasione per sorteggiare “coppie” di città all’interno delle quali le situazioni specifiche saranno affrontate nell’ottica dell’altro, contando su uno scarto prospettico che saprà favorire soluzioni inaspettate!
 

Freiraum Genova/Torino in tandem con Stoccolma

Con nostro grande piacere il sorteggio ci ha abbinato a Stoccolma: è l’occasione per confrontarci con un paese che dista da noi non solo chilometri!

La Svezia è una società multiculturale e inclusiva, ma da qualche anno posizioni populiste si sono insinuate nel dibattito politico. La libertà di pensiero e di espressione è un principio fondamentale della democrazia, ma come comportarsi di fronte a gruppi che con slogan e atti violenti vogliono impedire ad altri di essere liberi?
A Stoccolma il Goethe-Institut ha scelto di collaborare con organizzazioni che agiscono contro l’intolleranza, in difesa dei diritti e del Freiraum delle minoranze, cercando di arginare l’estrema destra entro i limiti della legalità. Il quesito sul quale Stoccolma invita Torino e Genova a riflettere nell’ambito del progetto è dunque:

Come può configurarsi oggi l’impegno contro nazionalismi ed estremismi?

Ce ne parla Josefin Fürst del Goethe-Institut di Stoccolma:
 
© Goethe-Institut Stockholm
A Torino e a Genova il progetto del Goethe-Institut ha voluto sondare il rapporto tra disagio economico e libertà individuale. In collaborazione con YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme) si lavora sulle condizioni in cui vivono i giovani nei quartieri socialmente svantaggiati di Porta Palazzo (a Torino) e di Cornigliano (a Genova): due ambienti apparentemente simili, ma strutturalmente molto diversi. Quali sono gli ostacoli e i problemi che uniscono, o dividono, la loro popolazione giovanile? E quale percezione ne hanno i ragazzi?
Una trentina di giovani tra i 15 e i 25 anni provenienti dai due quartieri ha scelto di tematizzare le ripercussioni delle difficoltà economiche sulla loro esistenza, e come queste incidano nel loro cammino verso l’età adulta e l’autonomia. Una parola continua ad affiorare nelle testimonianze di tutti: “coraggio”. Coraggio di staccarsi di dosso pregiudizi oramai interiorizzati, di andare incontro alle grandi sfide della vita, di provare ad ampliare – anche solo di poco – quello spazio di libertà che comunque, sempre, gli appartiene.

Date uno sguardo al nostro video!
 
FREIRAUM Video Torino/Genova © Goethe-Institut | Regia: Manuel Peluso © Goethe-Institut | Regia: Manuel Peluso

Freiraum Genova/Torino. Il video

Gli svedesi a Torino! Fotocronaca di un incontro

  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo
  • Stoccolma a Torino © YEPP Porta Palazzo © YEPP Porta Palazzo

Novità su goethe.de/freiraum

Sul portale FREIRAUM trovate i video di tutti gli istituti aderenti al progetto, approfondimenti e interessanti spunti di riflessione.
Tra le interviste: