Mappe Sonore
29/09/2018 – 8/03/2019

Aura Satz, Christina Kubisch, Micol Assaël von links nach rechts: Aura Satz, Spiral Sound Coil – in the studio, 2010, Foto © Paul Winch-Furness; Christina Kubisch, Foto: © Christina Kubisch; Micol Assaël, Foto © Micol Assaël

Le artiste

Aura Satz, Spiral Sound Coil – in the studio, 2010 Foto: © Paul Winch-Furness Il lavoro di Aura Satz comprende film, suono, performance e scultura.

Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, tra gli altri, presso: Tate Modern, Tate Britain, Hayward Gallery, BFI Southbank, Whitechapel Gallery, (Londra), Baltic Centre for Contemporary Art (Gateshead), InterCommunication Centre (Tokyo), Lentos Museum (Linz), IMMA (Dublino), la Biennale di Sydney, High Line Art (NY), Oberhausen Short Film Festival (Oberhausen), Rotterdam Film Festival (Rotterdam); New York Film Festival (NY), Anthology Film Archives (NY).

Ha organizzato mostre personali a: Wellcome Collection (Londra), Hayward project Space (Londra), John Hansard Gallery (Southampton), Dallas Contemporary (Texas), George Eastman House (Rochester NY), Gallery 44 (Toronto), Fridman Gallery (NY) e Paradise Row gallery (Londra). Nel 2012, è stato candidata al Samsung Art+ Award e al Jarman Award.
 
Christina Kubisch Foto: © Christina Kubisch Nata a Brema nel 1948, ha studiato pittura, musica e musica elettronica ad Amburgo, Graz, Zurigo e Milano. Alle performance e alle installazioni video degli anni ’70 fanno seguito all’inizio degli anni ’80 installazioni sonore che esplorano le interazioni del suono con lo spazio, installazioni luminose e lavori in spazi pubblici. Numerose composizioni elettroacustiche e produzioni radiofoniche. A partire dal 2003 nuovo ciclo di performance dal vivo.
Borse di studio nazionali e internazionali, residenze e premi tra cui premio del Kulturkreis im BDI 1988, borsa di studio per soggiorni lavorativi del Kunstfond Bonn e.V. 1990, borsa di studio per soggiorni lavorativi del Senato di Berlino 1995, Carl Djerassi Honorary Fellowship, USA 2000, premio speciale del Deutscher Klangkunstpreis 2008, SR Medienkunstpreis 2009, artista del suono per la Città di Bonn, Beethovenstiftung 2013, Karl-Sczuka-Preis (insieme a Peter Kutin e Florian Kindlinger) 2016.

Dal 1975 produzione di LP, cassette musicali e CD tra gli altri per Auf dem Nil, Cramps Records, Edition RZ, ampersand, semishigure, Die Schachtel, Olof Bright, Important Records, gruenrekorder.
Professore visitatore presso gli atenei di Maastricht, Parigi, Berlino, Oxford e Vienna. Dal 1994 al 2013 docente di arti audiovisive presso la Scuola Superiore di Arti Figurative di Saarbrücken, fondazione del dipartimento di arti audiovisive. Dal 1997 membro dell’Accademia delle Arti di Berlino.
 
Mostre personali presso musei e gallerie in Europa, Asia, Australia, America del Sud e del Nord. Partecipazione a numerosi festival internazionali e a mostre di gruppo.
 
Micol Assaël Foto: © Micol Assaël Micol Assaël vive fra Atene e Roma dove ha studiato presso l’Università La Sapienza. La sua pratica si incentra maggiormente sulla scultura, il disegno e le installazioni sonore, interrogando l’ambiente che abitano e proponendosi come nuovi paradigmi per l’esperienza e la percezione del lavoro. Le implicazioni tecniche e semantiche che ne derivano diventano uno strumento ermeneutico per interagire con il mondo, nel tentativo di aprire nuove prospettive di comprensione.
 
Ha esposto regolarmente dal 1999 in istituzioni pubbliche e private in Europa e all’estero, con mostre personali presso Hangar Bicocca, 2014; Kunsthalle Fridericianum, Palais de Tokyo, Secession, Museion 2009; Galleria Nazionale d’Arte Moderna 2008; Kusthalle di Basilea 2007. Fra le mostre collettive ha partecipato alla 50esima e 51esima Biennale di Venezia nel 2003 e 2005; Manifesta 5, 2004; 4a Biennale di Berlino, 2006; 1° Biennale di Mosca 2005; 16ma Biennale di Sydney e 28esima Biennale di S. Paolo, 2008.
 

a cura di Valentino Catricalà
 
Mappare il suono. Capirne le direzioni, le nervature, gli intrecci. Capire i segreti di qualcosa che trasporta l’uomo sin dall’antichità in una concretezza visiva senza l’ausilio di qualcosa di visibile e tangibile. Onde che se ben orientate producono visioni, nuovi immaginari.

Nuovi immaginari ai quali fanno riferimento tre fra le più interessanti protagoniste della scena artistica contemporanea. Tre artiste, quelle ospitate nello spazio di KunstRaum dal 29 settembre 2018 all’8 marzo 2019, che sono anche l’esempio di una tendenza preponderante nel mondo dell’arte: rendere visibile qualcosa che in apparenza si nasconde, dare fisicità ad elementi pensati da sempre come intangibili.

È il caso di Analyzing Silence di Christina Kubisch, dove le onde sonore della parola “silenzio”, tradotta in diverse lingue, vengono materializzate su stampe. Per la Kubisch mappare vuol dire dare continuamente nuove interpretazioni e punti di vista, ma anche riscrivere il territorio. Nell’ambito della mostra, l’artista porta a Roma per la prima volta i suoi “Electrical Walks”: per queste passeggiate elettromagnetiche ha creato delle cuffie che captano segnali elettromagnetici tramutandoli in suoni. Lo spettatore potrà indossare le cuffie e camminare nel quartiere, seguendo una mappa creata dall’artista, facendosi guidare dal “concerto sonoro” che, in base alle frequenze dei campi, riscrive continuamente l’ambiente.

Christina Kubisch – Analyzing Silence Christina Kubisch – Analyzing Silence | Foto: © Lanzetta È il legno invece nell’opera di Micol Assaël a condurre il suono. Un materiale attraverso il quale le sonorità degli elementi naturali si espandono. Una espansione relativa in quanto l’ascolto è possibile solamente salendo su di una pedana di legno creata dall'artista site specific proprio per questa mostra.

Micol Assaël – Senza titolo Micol Assaël – Senza titolo | Foto: © Lanzetta L’opera dell’artista britannica Aura Satz, invece, si compone di due video, omaggio a due donne pioniere della musica elettronica: Daphne Oram e Laurie Spiegel. Oramics: Atlantis Anew, dedicato a Daphne Oram, antesignana della British Electronic Music e co-fondatrice del laboratorio radiofonico della BBC nel 1958, presenta un incontro ravvicinato con la Oramics Machine, una macchina per musica elettronica ospitata presso il Museo della Scienza a Londra. In Little Doorways to Paths Not Yet Taken, la Satz mostra uno spaccato dello studio della compositrice americana Laurie Spiegel, nota per le sue composizioni di musica elettronica e il suo software per la composizione algoritmica.

Aura Satz – Oramics: Atlantis Anew Aura Satz – Oramics: Atlantis Anew | Foto: © Aura Satz Suono e scienza applicata, strumenti fai da te, software e algoritmi, le opere in mostra aspirano a dare forma all’invisibile, un compito che oggi riesce grazie anche alla nascita di tecnologie e intelligenze artificiali sempre più evolute.

Con incontri, perfomance e workshop, approfondiremo quindi i sempre più labili confini tra reale e virtuale e come questi incidono sulla nostra percezione del reale influenzando la nostra vita e gli spazi fisici in cui viviamo. Mostra “Mappe sonore”, 29/09/2018 – 08/03/2019 Electrical Walks, 29/09 – 30/10/2018