Lo zaino ecologico: il cambiamento climatico in cifre e in prospettiva

"Quanto ‘lacosta’ il mondo?” si chiede in Germania, rifacendosi al marchio Lacoste per prendersi gioco delle T-shirt di lusso. Ma in realtà ognuno dovrebbe chiedersi: “cosa costa una T-shirt?” Il modello dello “zaino ecologico” indica quanti chilogrammi di combustibile e di risorse naturali vengono consumati per ottenere un chilogrammo di materia base.
Ognuno deve portare il suo pacchettino …
… e a chi indossa una T-shirt nera di cotone, gravano 4.583,70 chilogrammi sulle spalle, così ha calcolato il Prof. Friedrich Schmidt-Bleek. Egli ha sviluppato il modello dello “zaino ecologico”. Ritornando all’esempio della T-shirt: vengono convertiti il filo, la fattura e la durata di quest’ultimo, il modo in cui è stato colorato, confezionato, trasportato e, soprattutto, l’utilizzo. Viene lavata spesso e la lavatrice è a pieno carico, che temperatura ha l’acqua? Dopo viene stesa ad asciugare sul filo della biancheria o viene nuovamente consumata energia in un’asciugabiancheria? Tutti questi fattori causano la produzione di tonnellate di CO2 che vengono immesse nell’atmosfera. Esse fanno sì che una T-shirt nera pesi quanto un elefante adulto.
Per la Terra ciò rappresenta un grave problema, sostiene il Wuppertal Institut für Klima, Umwelt, Energie GmbH [Istituto per il clima, l’ambiente, l’energia di Wuppertal] che nella sua homepage, accanto alla grafica di grande effetto scrive: “Facciamo un uso delle risorse come se avessimo a disposizione quattro terre.” Anche le cifre che descrivono il consumo di risorse sembrano astronomiche e difficilmente comprensibili: annualmente, ad esempio, solo i tedeschi consumano 5,3 miliardi sacchetti di plastica per portare a casa T-shirt o la spesa settimanale. Persino le borse vengono messe dapprima nel sacchetto. Ed è così che ciascuno ne porta con se almeno uno a settimana. Nella discarica poi passano 500 anni prima che questi sacchetti si decompongano. Che tutto questo abbia delle conseguenze non lo mette seriamente in dubbio più nessuno, mentre non sussiste certezza su come si debba agire.
Vincitori e vinti della temperatura che aumenta
Lo studio di consulenza aziendale Roland Berger stima che nel 2030 il fatturato relativo alla tecnica ambientale raggiungerà un bilione di Euro. L’Associazione ingegneri tedeschi (VDI) parla addirittura di un “miracolo verde sul mercato del lavoro” e di un boom economico ecologico. E l’Agenzia di stampa tedesca (dpa) sintetizza: “Le imprese che gravitano attorno alle energie rinnovabili fanno parte dei vincitori del cambiamento climatico e dei titoli preferiti in borsa.” Lo stesso prevede per quelle ditte che offrono le tecnologie ambientali per la pulizia dei gas di scarico, il raffreddamento o la depurazione dell’acqua. Anche gli imprenditori edili approfitterebbero di temperature miti, poiché non ci sarebbero le pause invernali. Persino l’agricoltura potrebbe essere interessata al cambiamento climatico, sostiene Karsten Brandt, metereologo ed economo, e dice all’agenzia: “Gli agricoltori devono adattarsi e piantare mais anziché grano.”L’Istituto tedesco di ricerca economica (DIW), di contro, avverte: se la Terra si riscalda di 4,5 gradi le strade e i terrapieni verrebbero spesso distrutti da inondazioni e mareggiate. Siccità, incendi boschivi e tempeste potrebbero costare miliardi al settore delle assicurazioni. L’istituto che ha sede a Berlino stima i costi globali del cambiamento climatico per l’economia tedesca fino al 2050 in 800 miliardi di Euro. Sarà difficile che quest’ultima abbia a disposizione questa cifra, poiché nello stesso periodo di tempo è prevista una crescita economica di mezzo punto percentuale in meno.
Cosa costa dunque il cambiamento climatico?
Nonostante i molti calcoli, nessuno è in grado di dire quanto costerà il cambiamento climatico. I metodi e i risultati sono troppo differenti. L’Istituto tedesco di ricerca economica calcola che si tratti di miliardi, cosa che viene confermata dall’Istituto di economia mondiale di Kiel (IfW) tramite altri studi. Ma ci sono anche economi come Michael Bräuninger dell’Istituto di economia mondiale di Amburgo (HWWI) che ritiene: “Il cambiamento climatico avviene lentamente e lascia alle imprese il tempo necessario per prepararsi”. Il metereologo Brandt vede nel riscaldamento climatico addirittura una chance. In merito a ciò l’Agenzia di stampa tedesca comunica: “Brandt ha calcolato che i risparmi dei costi di riscaldamento e di quelli energetici sommati alle entrate aggiuntive nel settore turistico, agricolo e assicurativo potrebbero raggiungere gli 8,7 miliardi di Euro all’anno, a fronte di costi di adattamento – per esempio per la climatizzazione o per l’aumento delle riserve per catastrofi naturali – di 3,5 miliardi di Euro fino al 2050. ‘Per via dell’effetto serra, ogni anno sull’economia tedesca graveranno in meno circa 5 miliardi di Euro’”.
Cosa costa la tutela ambientale?
Si fanno calcoli anche sul versante opposto. Cosa costa al mondo la riduzione dei gas serra, si chiedeva Istituto di Potsdam per la ricerca sugli impatti climatici (PIK) che sostiene: “Diversi studi internazionali hanno dimostrato che i passi necessari per un contenimento del riscaldamento costerebbero meno dell’un percento del prodotto nazionale lordo globale. La stima più conservatrice, quella del Comitato intergovernativo sul mutamento climatico (IPCC), indica costi del tre percento. Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite sottolinea che con una politica climatica attiva diminuiscono i costi economici della tutela ambientale, poiché essa stimolerebbe il cambiamento tecnologico e quindi lo renderebbe più conveniente.
Quale calcolo pervenga al risultato esatto qui non si può dire. Sembra essere certo solo che bisogna darsi da fare e in fretta: “Diventa sempre più oneroso ritardare la protezione del clima”, mette in guardia Ottmar Edenhofer dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sugli impatti climatici. “Se i tassi di emissione crescono come hanno finora, entro la fine del secolo c’è il rischio di un riscaldamento globale di sei gradi centigradi.” Nessuno osa calcolare quanto ciò costerebbe al mondo intero.
| Friedrich Schmidt-Bleek (e cura di): Der ökologische Rucksack – Wirtschaft für eine Zukunft mit Zukunft, Hirzel Verlag 2004, ISBN 3-7776-1289-8 |
Giornalista e autrice, si occupa principalmente di ambiente e società
Traduzione: Cäsar Scaffidi Abbate
Copyright: Goethe-Institut e. V., redazione online
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Luglio 2007
Link utili
- Professor Friedrich Schmidt-Bleek, Factor 10 Institute

- Wuppertal Institute for Climate, Environment and Energy


- Association of German Engineers (VDI)

- Hamburg Institute of International Economics (HWWI)


- German Institute for Economic Research (DIW)


- Kiel Institute for the World Economy (IfW)


- Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK)















