Arte urbana

Il suono della città

Già a partire dagli anni sessanta alcuni artisti hanno cominciato ad occuparsi della conformazione acustica della città. Nella prassi architettonica e urbanistica invece questo aspetto è praticamente assente.

Le città hanno un problema acustico. Quella parte della loro attività culturale ed economica - e quindi della loro vitalità – che si esprime in forma acustica, questo rimbombare impressionante viene spesso percepito come un frastuono opprimente, che fa ammalare le persone.

 R. Murray
  Schafer

Negli anni sessanta il compositore canadese Murray Schafer ha colto il punto essenziale del problema, constatando una crescente perdita dell'identità acustica degli insediamenti umani: il rumore di fondo che predomina quasi ovunque porta alla scomparsa di forme acustiche, nonchè della pluralità estetica e dei vari gradi di profondità dei suoni. Prima dell'industrializzazione e automobilizzazione anche la città si divideva, dal punto di vista acustico, in un primo piano, una zona intermedia e uno sfondo: in primo piano ad esempio la conversazione nella quale siamo impegnati, nella zona intermedia gli uccelli nel giardino o il maniscalco dietro l'angolo, e più lontano le campane di tutte le chiese o il concerto dei galli che risuona in tutta la città. Adesso il rischio è che la città, che di fatto è articolata in modo molto eterogeneo a seconda della sua fauna, flora, clima, topografia e usanze culturali, abbia dappertutto un identico suono.

Toronto Island Sound Map


Il risultato di questo sviluppo è che molte aree urbane si sono trasformate in quello che l'antropologo parigino Marc Augé definisce "non-luoghi" acustici, nei quali non è più possibile percepire attraverso l'udito né lo spazio architettonico, né il tempo, né la cultura locale. Nelle strade e nelle piazze di una città è sempre più difficile orientarsi e identificarsi con il luogo sulla base di informazioni acustiche. Ad esempio, il frastuono copre il suono dei miei passi, il cui risuonare potrebbe offrirmi informazioni sulle dimensioni e le caratteristiche di una via, e copre anche le voci e i rumori delle persone che vi si trovano, che potrebbero contenere informazioni sulla loro attività e sul loro stato d'animo.

Sfere acustiche urbane

Fin dagli anni settanta il World Soundscape Project - avviato da Murray Schafer - e altre iniziative si impegnano in senso globale per creare una sfera acustica a misura d'uomo. Ma nella nostra epoca predomina l'elemento visivo, e queste iniziative incontrano non poche difficoltà. Nei trent'anni intercorsi dall'avvio di questi progetti sono state effettuate analisi su grande scala delle sfere acustiche urbane. Artisti come Max Neuhaus, Bill Fontana, Christina Kubisch, Ulrich Eller, Ros Bandt, Andres Bosshard, Robin Minard, Bill & Mary Buchen, Sam Auinger, Bruce Odland e molti altri hanno richiamato l'attenzione sul problema attraverso installazioni sonore e interventi musicali, e proposto soluzioni per dare alle città una nuova conformazione acustica. Queste iniziative non hanno tuttavia trovato un riscontro di rilievo nella prassi architettonica e urbanistica, che di solito interviene solo a posteriori, ad esempio introducendo limiti di velocità o installando pareti per l'isolamento acustico. Anche nei rari casi in cui si effettuano sforzi coordinati di pianificazione urbanistica, attualmente ci si limita a contromisure puramente quantitative, volte a ridurre il rumore, e non orientate a criteri di qualità.



La configurazione acustica della città del futuro

I curatori del catalogo della mostra di arte sonora 'sonambiente berlin 2006' hanno chiesto a tre esperti di diverse discipline di elaborare delle proposte su come configurare lo spazio urbano del futuro dal punto di vista acustico. L'artista del suono Andrea Bosshard sintetizza il problema in una domanda: "Come fare per passare dalle contromisure - senza dubbio necessarie - volte a ridurre il livello acustico ad una sfera acustica vitale, alla quale tutti prendano parte?" Coideatore di progetti urbani di pianificazione acustica a Firenze e Zurigo, Bosshard predilige un modello che prende spunto dalla pratica del giardinaggio e non consista quindi semplicemente nel "sonorizzare" gli spazi pubblici, ma crei spazi aperti, dinamici, che si sviluppano interagendo con coloro che ne fanno uso. Nel progetto di Bosshard il giardino sonoro si trasforma e si sviluppa lentamente con il passare delle stagioni.

Secondo l'architetto Khaled Saleh Pascha, per ridurre il livello acustico si dovrebbe tenere presente la possibilità, finora ignorata, di costruire facciate ricoperte di materiali speciali o di particolari superfici che assorbono oppure riflettono il rumore. Pascha sottolinea inoltre che la pianificazione urbana deve farsi carico anche di rafforzare le peculiarità e individualità acustiche dei piccoli quartieri urbani, ad esempio posizionando in modo strategico le caratteristische acustiche specifiche di mercati, campi sportivi etc., e dunque "componendo" la sfera acustica secondo l'uso che gli abitanti fanno degli spazi urbani. Un esempio convincente di questa visione Pascha lo indica nella Ciudad Aberta cilena, nella quale gli effetti acustici spaziali e la connessione acustica tra spazio interno ed esterno sono stati creati e configurati secondo obiettivi precisi. In questo insediamento sperimentale sulla costa cilena del Pacifico la sala riunioni è priva di tetto, e la sua acustica viene dunque ad inserirsi nel paesaggio; le pareti hanno, in parte, una forma concava, per dare ai riflessi acustici una forma ondulatoria; un ruscello che passa attraverso l'edificio o, ad esempio, delle canne di ventilazione e delle vele che sventolano sul tetto producono un rumore avvolgente, che rispecchia le condizioni esterne.



Lo studioso di sociologia urbana Detlev Ipsen progetta modelli per la composizione urbanistica delle sfere acustiche delle città. Il 'paesaggio acustico duale' riprende il principio del contrasto, ben noto in molte città, secondo il quale aree molto frequentate e rumorose (ad esempio mercati) spesso confinano con luoghi contemplativi e silenziosi (ad esempio chiese o parchi). Inoltre propone di posizionare certe fonti acustiche in modo tale che siano in relazione reciproca o sviluppino una sorta di dialogo. Un famoso esempio di questa concezione sono le sirene da nebbia sul Golden Gate, in California, che avvolgono San Francisco con un'armonia cangiante di intensi suoni di corno.

Per una rivalutazione del fattore acustico


Tube mounted on rail
Sam Auinger / Bruce Odland
Harmonic Bridge

MP3-Datei, 2:21 Min.
La strada verso una ristrutturazione acustica dello spazio urbano si trova di fronte a due difficoltà. Innanzitutto è necessario contrastare il predominio dell'elemento visivo e risvegliare la consapevolezza per i problemi acustici delle città, in modo da incoraggiare gli imprenditori edili e i comuni a finanziare misure di ristrutturazione acustica. Nell'attuare queste misure è poi necessario tenere conto del fatto che la dimensione acustica penetra la percezione in modo molto maggiore di quella visiva. Mentre le immagini possono venir eliminate dal campo visivo semplicemente volgendo lo sguardo altrove, non vi è alcun modo per proteggersi dai suoni e dai rumori. La tecnologia può offrire un aiuto, ma non una soluzione completa. Sono necessarie sensibilità e competenza creativa. Il primo passo consiste nello sviluppare dei programmi di formazione adeguati.
Golo Föllmer
è musicologo ed esperto di scienza della comunicazione presso la Martin-Luther-Universität di Halle-Wittenberg e lavora come curatore free-lance, tra l'altro per il festival di arte radiofonica RADIO REVOLTEN nella città di Halle/Saale. Si occupa delle forme quotidiane e artistiche della cultura auditiva, p.es. nell' articolo pubblicato in Internet 'Audio Art'. http://medienkunstnetz.de/themen/medienkunst_im_ueberblick/audio/

Traduzione: Paola Ludovika Coriando
Copyright: Goethe-Institut, redazione online

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giugno 2006

Link utili

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Residual – Artistic interventions in the city

Artists from Mexico and Germany build awareness for the waste problem and its environmental and societal consequences.