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Berlinale | Il Kino International della capitale tedesca
Monumento del cinema in ristrutturazione

Il Kino International di Berlino sembra sfuggire alla forza di gravità.
Il Kino International di Berlino sembra sfuggire alla forza di gravità. | Foto (dettaglio): © picture alliance/dpa | Alexandra Schuler

Dopo sessant’anni di onorato servizio, è arrivato il momento della ristrutturazione per il cinema berlinese Kino International, vero gioiello culturale e architettonico. Valérie Catil racconta il passato e il futuro di quest’attrazione iconica.

Di Valérie Catil

Sulla Karl-Marx-Allee, la principale arteria di Berlino Est, si erge un meraviglioso blocco di cemento dall’imponente facciata a vetrate che sembra quasi fluttuare nell’aria. Al suo interno, l’ingresso è illuminato da decine di plafoniere e al piano superiore è situato il bar panoramico, elegantemente arredato nello stile della metà del secolo scorso e interamente rivestito di un caldo legno marrone scuro, dal quale si accede a una sala inclinata da quasi 550 posti. Ai tempi della DDR, lo frequentava persino l’ex presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca. Oggi è chiuso.

Ristrutturare invece di rimediare improvvisando

Per la 75a edizione della Berlinale, e per la prima volta dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989, il festival internazionale del cinema si svolge senza coinvolgere quest’edificio, progettato dall’architetto Josef Kaiser nel quartiere di Friedrichshain e considerato il più bello della capitale tedesca. Dopo oltre 60 anni, durante i quali era stato ininterrottamente aperto, è in corso di ristrutturazione e per la prima volta nella sua storia resterà chiuso per un lungo periodo.
Il bar panoramico del Kino International

Il bar panoramico del Kino International | Foto (dettaglio): © mauritius images / EyeEm / Markus Spiering

A tutt’oggi, la costruzione non era mai stata sottoposta a una vera e propria ristrutturazione, che perciò «era necessaria e urgente», racconta il referente per i lavori Thore Horch del gruppo cinematografico Yorck, che l’ha acquistata a metà degli anni Novanta. «Il cinema ha sempre funzionato, ma soltanto grazie a rimedi improvvisati», nonostante infiltrazioni dal tetto, un parquet in condizioni pessime e un impianto elettrico ormai non più a norma. «Una volta, durante la proiezione di una prima, l’avvio di una lavastoviglie ha causato un guasto ai lampadari del bar panoramico», prosegue, assicurando comunque che  il vecchio impianto elettrico non ha mai costituito un pericolo.
 
I lavori di ristrutturazione si stanno svolgendo in stretta collaborazione con restauratori che «garantiranno che il cinema mantenga il suo aspetto originario», afferma Horch. Non c’è quindi da temere che il cinema possa risultare irriconoscibile dopo i lavori. «Forse non sarà completamente privo di graffi, ma ne avrà certamente meno», aggiunge, assicurando che sarà rinnovato mantenendo la sua estetica.

Un patrimonio assolutamente da preservare

L’edificio, dall’architettura esterna monumentale e unica nel suo genere, ricorda più un UFO che un cinema: a parte la grande facciata a vetri, le altre tre pareti sono totalmente prive finestre, misurano quasi 50 metri di lunghezza e sono interamente decorate da giganteschi rilievi sulle enormi lastre di cemento, che portano la firma degli scultori Waldemar Grzimek, Hubert Schiefelbein e Karl-Heinz Schamal. I rilievi, come indica il titolo “Aus dem Leben heutiger Menschen”, raffigurano persone in scene di vita quotidiana, al lavoro o intente a praticare sport.
 
Mantenere intatti gli esterni è un imperativo, poiché dal 1990, ossia da quando ha ospitato per la prima volta la Berlinale, l’edificio del Kino International è tutelato come monumento. Ai tempi della DDR era un cinema che programmava prime visioni, quindi doveva essere bello e prestigioso e disporre di un’unica, grande sala per la proiezione delle prime davanti a un folto pubblico. Ora che sono più diffusi i cinema multisala, la sala unica è più inusuale: a Berlino ce ne sono ancora, ma solitamente si tratta di teatri o sale da ballo successivamente convertite in cinema, e quindi anche questa caratteristica del Kino International è una rarità da preservare.
Il rilievo del cinema Kino International di Berlino raffigura persone in scene di vita quotidiana

Il rilievo del cinema Kino International di Berlino raffigura persone in scene di vita quotidiana | Foto (dettaglio): © mauritius images / Zoonar GmbH / Alamy / Alamy Stock Photos

Aspettando il 2027

Uno dei film proiettati in prima assoluta al Kino International è stato Solo Sunny di Konrad Wolf, film della DEFA , la Deutsche Film AG che aveva sede a Potsdam-Babelsberg. Alla Berlinale del 1980, l’attrice protagonista Renate Krößner aveva vinto l’Orso d’Argento come migliore attrice per il ruolo della protagonista Sunny. Alla Berlinale di quest’anno, nella sezione Berlinale Classics sarà presentata una versione restaurata di Solo Sunny.
 
Il fatto che la Retrospektive, sezione del festival sulla storia del cinema, sia dedicata al cinema di genere tedesco proprio nel 2025, l’anno in cui il Kino International è chiuso per ristrutturazione, ci ha purtroppo negato la possibilità di vedere i film degli anni ‘70 sul suo grande schermo, ma anche se per quest’edizione il pubblico non potrà usufruire dei suoi prestigiosi spazi, è certo che si tratta solo di una rinuncia temporanea: «Nel 2027 non mancheremo all’appuntamento», promette Thore Horch del Gruppo Yorck: «resta solo da vedere in che forma».

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